Editoriale

'SERENAMENTE' IN B (Genoa-Pescara 4:1)

05.05.2013 14:52

A guardare bene la situazione, verrebbe da sorridere amaramente. L’ironia del destino è beffardamente crudele nel suo compiersi sulla pelle del Delfino. Laddove un anno fa, più precisamente 350 giorni orsono, si riconquistò la Serie A si è costretti ora a dirle “arrivederci” e la si saluta al cospetto di uno dei principali artefici della cavalcata promozione, Ciro Immobile.

Le lacrime di gioia versate copiose nello stesso stadio di fronte ai cugini dei carnefici di oggi (la Samp) si sono trasformate in una sola lacrima amara. Il calvario biancazzurro nel girone di ritorno ha prodotto un lento ma progressivo metabolizzarsi di una retrocessione che ora ha anche la certificazione ineluttabile dell’aritmetica. Adesso è davvero Serie B. E’ stata un’annata sciagurata, vissuta male sin dall’inizio e gestita anche peggio. “State sereni” dicevano i vertici biancazzurri quando l’estate scorsa nascevano le prime perplessità sulla squadra allestita. “State sereni”, ribadivano, quando le sensazioni negative trovavano conferma nei dati di fatto.

Sereni, in realtà, non lo si è mai stati. E’ stata una stagione travagliata in tutti i sensi, tra sconfitte anche umilianti in campo e polemiche fuori. E’ stato un tutti contro tutti continuo. Realismo e disfattismo si sono mescolati tra loro trovando il punto di fusione in un cocktail velenoso servito in un calice amaro.  Si scende in Serie B al termine di un anno che è scivolato via senza averlo minimamente gustato. Non è un dramma, soprattutto se si ripensa a quattro anni fa e all’epoca del fallimento. E’ lecito però essere arrabbiati e tristi. Ora l’importante è ripartire. A differenza delle altre cadute nella serie cadetta si rincomincia da presupposti importanti. Ci sono basi economiche solide, c’è l’intenzione di creare un centro sportivo di proprietà e di rafforzare il settore giovanile. C’è la voglia di creare un Delfino che non sia più una comparsa nel film del grande calcio ma che sia attore protagonista. Ci sarà probabilmente un rimodellamento della compagine societaria (meno soci ma con quote più cospicue) ma ci dovrà soprattutto essere un progetto tecnico serio e credibile che deve essere predisposto il prima possibile. Queste le basi teoriche, adesso servirà l’ausilio dei fatti affinchè questa volta si possa stare veramente sereni….

Salutiamo la serie A con una citazione tratta da “Il difetto di Amanda". “Non è importante come entri nel palcoscenico della vita degli altri, l'importante è l'uscita di scena; quindi prendi fiato, sorridi comunque sia andato lo spettacolo e fai il tuo inchino migliore”. E’ un arrivederci, non un addio.

Genoa - Pescara  4:1

Marcatori: 19’pt Floro Flores (G), 30’pt e 9’st Borriello (G), 35’pt Sculli (P)

Genoa: Frey, Granqvist, Manfredini, Portanova, Antonelli (31’st Moretti), Rigoni, Matuzalem, Vargas (13’st Tozser) , Bertolacci, Borriello, Floro Flores (15’st Immobile). All. Ballardini

Pescara: Perin, Zanon, Cosic (13’st Bianchi Arce), Capuano, Balzano, Rizzo, Togni, Di Francesco, Cascione (40’st Bjarnason), Sculli, Sforzini (13’st Abbruscato). All. Bucchi-Nobili

Arbitro: sig. Gervasoni

Ammoniti: Sculli (P)

La cronaca

Primo tempo: al 2’, tiro al volo di Balzano dagli sviluppi di un corner con la sfera che si spegne sul fondo; al 5’, rovesciata di Borriello di poco fuori; al 7’, cross di Bertolacci per l’incornata di Borriello che non centra lo specchio della porta avversaria; Al 17’, ghiotta occasione sulla testa di Sforzini che però non impatta in modo vincente l’ottimo cross da destra di Sculli; al 19’, Genoa in vantaggio grazie a Floro Flores che tutto solo nell’area piccola di testa trafigge Perin capitalizzando al massimo la torre aerea di Manfredini; al 21’, tiro a giro di Matuzalem fuori bersaglio; al 30’, raddoppio genoano con Borriello che stoppa la sfera, si gira e realizza la rete con un tiro a giro perfetto, ma l’azione è viziata da un tocco di mano iniziale del centravanti; 32’pt, Floro Flores prova a centrare la doppietta ma il suo insidioso tiro difetta di precisione; al 35’, Sculli accorcia le distanze, griffando la sua prima rete in biancazzurro che non festeggia per rispetto ai suoi ex tifosi, impattando di testa in modo perfetto un cross da destra di Zanon; al 39’, un tiro di Bertolacci dal limite sorvola di poco la traversa della porta pescarese; al 43’, occasione per il pari del Pescara sull’asse Di Francesco-Cascione, ma al momento di battere a rete Sforzini è anticipato da un difensore avversario. Al 44’, Perin è costretto ad uscire di testa per evitare guai su contropiede avversario. Senza spunti di cronaca i 2’ di recupero.

Secondo tempo: al 7’, Rigoni è in ritardo di un soffio per il tap-in vincente su cross di Floro Flores che attraversa tutta l’area di rigore dannunziana; al 9’, tris ligure con Borriello che estrae dal cilindro una conclusione da applausi; al 18’, Perin blocca agevolmente un colpo di testa di Manfredini dagli sviluppi di un calcio piazzato; al 25’, poker rossoblù con Bertolacci che raccoglie la respinta di pugni di Perin e da fuori area a porta spalancata insacca; al 39’, sfiora il gol dell’ex Immobile ma il suo tiro dopo serpentina termina fuori; non accade altro da segnalare (recupero di 4' compreso) eccetto al 47' un tiro da fuori di Sculli out ed il triplice fischio dell'arbitro certifica la retrocessione aritmetica del Pescara in Serie B.

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