Prima squadra

Foggia: "Il rigore di Padova, Vivarini, Gorgone, Insigne il mercato, vi dico..."

Le prime dichiarazioni del ds post retrocessione

13.05.2026 08:20

FONTE: IL MESSAGGERO ED.ABRUZZO - Voltare pagina e ripartire. Se Daniele Sebastiani rimanesse alla guida del Pescara, Pasquale Foggia resterebbe al suo posto, pronto per ricostruire la rosa e tentare il nuovo assalto alla B. Il 42enne ds napoletano ripercorre il cammino di una stagione terminata con il ritorno in C dei biancazzurri.
Foggia, cosa è successo nella fase finale del campionato?
“Forse abbiamo pagato a livello mentale la lunga rincorsa e gli episodi non sono mai girati a nostro favore”.
Si parlerà per anni del rigore di Padova. Può raccontarci cosa è accaduto in quei minuti concitati?
“Tutti ci aspettavamo che lo battesse Insigne, ma ha avuto un problema al ginocchio e tra l’altro sarebbe dovuto uscire. Ero vicino a Gorgone e ho esultato per l’intervento del Var. Poi mi sono girato e ho visto Russo con il pallone in mano, nonostante in campo ci fossero tanti giocatori esperti. Flavio (Russo, ndc) se l’è sentita di calciare e purtroppo è andata male, se avesse segnato nessuno avrebbe detto nulla”.
Insigne ha pagato con i fischi la scelta di non presentarsi sul dischetto.
“Sono molto dispiaciuto, Lorenzo è tornato qui rinunciando a offerte migliori, aveva tutto da perdere. So quanto è attaccato alla maglia, ancora oggi sta male per quello che è successo. Ha dato tanto al Pescara, sia 14 anni fa sia in questi mesi”.
Cosa non ha funzionato con Vivarini?
“Parlare ora sarebbe semplice, dico solo che quando lo abbiamo scelto tutti pensavano che fosse l’allenatore giusto per sostituire Baldini. La realtà è che non ci siamo presi, parlo in generale, sotto gli aspetti tecnici, caratteriali e di gestione. Ed è stato un peccato”.
Molti sostengono che la rosa iniziale non fosse all’altezza.
“Sapevamo a cosa andavamo incontro. Per rispettare i parametri bisognava togliere giocatori di C e rimpiazzarli con elementi di B. In alcuni casi le mosse si sono rivelate azzeccate, ad esempio con Di Nardo, in altri no. Tutti avremmo potuto fare qualcosa in più”.
Poi ha deciso di ingaggiare Gorgone. Rifarebbe la stessa scelta o prenderebbe un allenatore esperto?
“Richiamerei Gorgone altre mille volte. Per me ha lavorato bene, non era facile prendere la squadra in quelle condizioni e rimetterla in sesto. A febbraio tutti ci consideravano spacciati, se siamo rimasti in lotta fino all’ultima giornata è anche merito suo”.
Quali sono le cause della retrocessione?
“Nei momenti decisivi abbiamo commesso errori gettando all’aria tanti punti. Nel corso della stagione abbiamo avuto difficoltà anche a causa dei numerosi infortuni. Per una neopromossa non era facile rinunciare per tanto tempo a giocatori del calibro di Pellacani, Tsadjout, Desplanches, Oliveri, Olzer e Merola. Ovviamente è anche colpa nostra, gli sbagli fanno parte del gioco”.
A gennaio, però, la squadra ha cambiato volto.
“Abbiamo deciso di puntare su giocatori molto forti che avevano bisogno di un po’ di tempo per essere in forma, anziché prendere subito calciatori pronti con meno qualità. Quando hanno raggiunto una condizione accettabile la squadra ha dimostrato di poter competere con tutte”.
Sebastiani ha detto: “Se resterò in società, Foggia sarà al mio fianco”.
“Lo ringrazio per le belle parole. Sono legato al Pescara per un altro anno, ma per me il contratto non vale nulla, se la società volesse fare una scelta diversa la rispetterei. Ho dato tutto me stesso in questi due anni. La delusione più grande è non aver dato una gioia ai tifosi che, nonostante l’ultimo posto, hanno riempito lo stadio. È una ferita aperta”.
Con circa 5,5 milioni il Pescara ha il budget più basso della B. I tifosi temono che la dimensione attuale del club sia la terza serie.
“Pescara è una piazza da A. Sebastiani fa quello che può, non farà mai il passo più lungo della gamba, quello che succede altrove qui non accadrà mai. Non è semplice competere con società che hanno un budget superiore, ma non deve essere un alibi. Si può fare bene anche con risorse inferiori”.
Sarà Tisci l’erede di Gorgone?
“Ci siamo presi qualche giorno per riflettere, a breve vedremo come muoverci in vista della prossima stagione”.
(da Il Messaggero ed. Abruzzo, articolo a firma Giovanni Tontodonati)

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