Editoriale

1 gennaio - 31 dicembre 2017: 365 giorni di passione biancazzurra

Il racconto dell'anno in casa Pescara

31.12.2017 00:20

Con il match interno contro il Venezia si è chiuso l'anno solare calcistico. Il 2017 è stato un anno avaro (eufemismo) di soddisfazioni in casa Pescara ( 41 partite disputate con 56 gol all'attivo e 84 pari a 2,04 a match). Le aspettative erano ben altre, sia ad inizio anno - con la speranza di riacciuffare il treno salvezza in A - sia nella seconda metà della stagione. 

Il 2017 si era aperto con le aspettative per i rinforzi e con la classifica molto difficile, ma non ancora drammatica. Certo, il dato di aver vinto solo una gara a tavolino e nessuna sul campo rappresentava un record negativo duro da digerire, più dei panettoni del periodo natalizio, ma in pochi credevano che si potesse fare peggio. C'erano tempo e modo di rimediare (il Crotone farà vedere come...), o almeno per rendere ben più dignitosa una retrocessione amarissima. D'altro canto per un club come il Pescara fare l'ascensore tra A e B è la normalità, il come era quello non ritenuto accettabile dalla piazza pescarese che già aveva iniziato a manifestare, gradualmente, il suo dissenso. Il mercato regala ad Oddo rinforzi di esperienza, da Gilardino a Bovo passando per Stendardo, oltre a qualche giovane come Cerri o il Carneade Cubas. Nessuno di loro si rivelerà utile, tra infortuni ed altre problematiche. Il Pescara, che intanto ha perso cristante (destinato poi all'Atalanta a fare sfracelli), resta tristemente in coda, perdendo sempre e accumulando figuracce. E la situazione in città si inasprisce, al punto di diventare inaccettabile grazie ad un gesto assolutamente da biasimare: un attentato incendiario a casa Sebastiani, con le due auto del presidente che di notte sono state messe a fuoco. 

Intanto, nel giorno di San Valentino, quello dedicato agli innamorati, si interrompe la storia con Massimo Oddo. Nel giro di 24 si passa da una conferma ufficiale all'addio senza ritorno. Dopo la 24ª giornata, il condottiero pescarese della promozione viene esonerato, con la squadra all'ultimo posto in classifica e senza alcuna vittoria conseguita sul campo. Il sostituto? Non poteva che essere Zdenek Zeman. Non una mossa a sorpresa quella del club, ma l'unica possibile in una situazione del genere: richiamare l'uomo che aveva fatto sognare Pescara con i record - stavolta positivi - della Zemanlandia biancazzurra. Più che salvare il salvabile, l'intento è quello di provare a costruire il domani con un uomo forte, andando oltre alla spaccatura che in città già esiste sul nome del boemo. La Curva Nord per protesta decide di seguire la squadra solo in trasferta, lasciando vuoto il cuore del settore che in genere è occupato dal fulcro del tifo biancazzurro.

La prima partita dello Zeman bis sembra l'inizio di una nuova favola: 5-0 al Genoa ed entusiasmo che sembra riaccendersi grazie al Demiurgo di Praga. Ma era un fuoco di paglia, dovuto alla classica scossa emotiva che segue ad un cambio di allenatore e al fatto che l'esperienza di Juric al Genoa era al lumicino: rossoblù imbarazzanti e troppo brutti per essere veri, Pescara praticamente perfetto e lontano parente di quello che in 24 gare aveva collezionato solo ceffoni. Il risultato? Juric esonerato, a pagare un rapporto ormai logoro con la squadra e con la società, e Pescara per qualche giorno sulle stelle. In pochi in realtà si erano illusi che quel successo potesse segnare la rinascita. Il campionato sembrava aspettare i biancazzurri, ancora in corsa benchè staccati, ma le gare successive diranno che la scossa zemaniana aveva avuto la durata di un cerino. Il tempo di una vittoria con l'altra già retrocessa aritmeticamente, il Palermo, e poco altro prima dell'estate. Come da programma, nonostante la retrocessione, avvenuta con 9 punti raccolti in 14 partite sotto la sua gestione, viene confermato. Con lui va costruita la squadra per provare la risalita immediata in A, ma...

Ma non tutto va come deve in estate. Le logiche di mercato non consentono di allestire in toto una squadra zemaniana. Il boemo per rendere al massimo ha bisogno di un abito cucito su misura, l'estate gli consegna invece un capo a metà tra un abito da sera ed uno casual. La squadra, dopo un via vai di giocatori durati per tutta la sessione, è una sorta di compromesso tra le esigenze del club e quelle del tecnico, con alcuni ruoli scoperti ed altri con inutili doppioni. La rivoluzione è solo parziale, abbondante ma non totale, e la rosa resta larghissima senza dar modo a ZZ di lavorare bene, anche a causa di un precampionato poco allenante con amichevoli poco utili. Il seme di una nuova Zemanlandia, con queste premesse, non poteva attecchire nonostante le prime gare in Coppa Italia e il debutto col Foggia (5-1) avessero esaltato parecchi.

Il cammino del Pescara in campionato è molto altalenante, all'interno di una stessa gara si hanno momenti di bel calcio ed amnesie inconcepibili. Il Delfino è specialista in remuntade al contrario: avanti anche di più gol, è in grado di farsi riacciuffare praticamente da chiunque. Ed in questo modo butta punti su punti. La crisi di rendimento a cavallo tra fine autunno e inizio inverno porta a nuove contestazioni dei tifosi, specie a mezzo social, e all'incrinarsi del rapporto tra Zeman e Sebastiani, che non si rompe solo perchè in due partite il Pescara (con Novara e Ascoli) totalizza 4 punti. Ma le frecciate pubbliche hanno riempito le cronache di giornali, tv e siti web per giorni. Nel frattempo il club pensa a programmare un florido futuro, dando vita a progetti importanti come quello del nuovo stadio. Ma a molti tifosi interessa solo (o quasi) il campo e al giro di boa la classifica recita 28 punti, gli stessi del Pescara di Baroni che poi con Oddo in panchina raggiunse la finale playoff...

Adesso è tempo di sosta del campionato e di calciomercato: è ora che si costruiscono le fortune dei primi sei mesi dell'anno. Vietato sbagliare, nella speranza che l'annus horribilis 2017 nel 2018 ormai alle porte resti solo un brutto ricordo, che con il tempo sbiadirà grazie ad i nuovi successi del Pescara....

Nel video, l'arrivo di Zeman al Poggio il giorno del ritorno

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