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1 gennaio - 31 dicembre 2021: 365 giorni di passione biancazzurra (e non solo)

IL 2021 DEL PESCARA

31.12.2021 00:01

A CURA DI RICCARDO CAMPLONE -  È stato un anno difficilissimo, deludente ma allo stesso tempo emozionante e con qualche gioia, anche se non direttamente proveniente dal Delfino: dalla retrocessione del Pescara in Serie C alla riapertura degli stadi (rispettando le norme anti-Covid) passando all’Italia Campione d’Europa guidata dal nostro Marco Verratti. 

Il 2021 del Pescara comincia con Roberto Breda sulla panchina dei biancazzurri, subentrato ad ottobre 2020 al posto di Massimo Oddo. Gli abruzzesi vincono in 9 contro 11 al Mapei Stadium contro la Reggiana, diretta rivale del Delfino in ottica salvezza, grazie al gol di Gennaro Scognamiglio il 3 gennaio. Come di rito arriva il mercato di riparazione ma la società, al posto di gestire questa grande occasione, opera in modo disastroso acquistando calciatori che non incideranno: Sorensen (svincolato) Volta (difensore Benevento in prestito) Machin e Rigoni (entrambi dal Monza con il primo tornato a vestire la maglia biancazzurra) Odgaard dal Sassuolo, Basit dal Benevento, Giannetti dalla Salernitana, Tabanelli dal Frosinone e Dessena dal Brescia, unico acquisto decente. Per quanto riguardano le uscite in tanti lasciano l’Abruzzo: Asencio alla Spal, Ventola e Di Grazia all’Arezzo, Bunino al Monopoli, Borrelli alla Juve Stabia, Bocic alla Pro Sesto, Elizalde e Crecco al Cosenza, Jaroszinsky torna a Salerno mentre Diambo e Rossi vanno al Benevento. Terminata la sosta il Pescara torna in campo, incassando ben 5 sconfitte ed un solo pareggio contro Cremonese (0-2), Salernitana (2-0), Chievo (3-1), Reggina (0-2), Empoli (2-2) e sconfitta interna contro il Venezia (0-2) fatale al tecnico Roberto Breda. La società esonera il tecnico trevigiano ingaggiando Gianluca Grassadonia, ex allenatore di Paganese, Pro Vercelli e Foggia, autore con queste ultime due squadre reduce da due retrocessioni consecutive dalla B alla C. Il tecnico campano esordisce conquistando ben 5 punti in 3 gare: pareggi contro Frosinone (0-0), Lecce (1-1) ed il colpaccio esterno sul campo del Cittadella per 0-1 grazie al gol del danese Odgaard nei minuti finali. Per il Pescara potrebbe cominciare un nuovo campionato, almeno per agganciare i play-out ma così non è: altra sconfitta interna contro la Spal (0-1), pareggio a Lignano Sabbiadoro con il Pordenone (0-0), k.o. all’Adriatico contro l’Ascoli dell’ex Sottil (2-3) e altra sconfitta patita contro il Vicenza (1-0). I biancazzurri tornano all’Adriatico battendo il Pisa del pescarese D’Angelo (3-1) e due pareggi in terra lombarda contro Monza e Brescia (1-1). 

Da qui iniziano altri problemi, come se non bastasse ci si mette di mezzo anche il Coronavirus. Pochi minuti prima della gara contro le Rondinelle viene rilevato un positivo all’interno della squadra. Durante la settimana, che accompagna i biancazzurri allo scontro diretto contro l’Entella, all’interno del gruppo squadra vengono rilevati altri positivi al virus, portando alla sospensione del campionato per 2 turni. Con la negativizzazione dei tesserati si torna in campo e il Delfino agguanta un pareggio al 90’ contro i liguri ma la settimana successiva arriva il pesantissimo k.o. per 3-0 a Cosenza condannando moralmente, ma non aritmeticamente, il Pescara alla C. I biancazzurri battono inutilmente la Reggiana (1-0 all’Adriatico con gol di Capone) rimandando l’aritmetica che arriverà allo Zini di Cremona.

Dopo 11 anni Pescara ed il Pescara salutano e tornano in terza serie dopo 9 campionati di B e 2 di A. 

Nel post gara il tecnico Grassadonia chiede scusa ai tifosi ma allo stesso tempo punta anche il dito contro alcuni giocatori “che non sono stati professionali fino in fondo, anteponendo i propri problemi personali a quelli del Pescara”. Manca ancora un’ultima gara per chiudere definitivamente questo lungo calvario, quella contro la Salernitana, in corsa per la Serie A. Poche ore prima della gara però accade un fatto gravissimo e vergognoso: la figlia del tecnico Grassadonia viene aggredita a Salerno da alcuni tifosi. La notizia fa il giro del web: piena solidarietà al tecnico campano da parte di tutto il mondo del pallone. Prima del match anche il club granata si stringe a Grassadonia, poi arriva il campo dove la squadra di Castori cammina sulle ceneri del Delfino vincendo per 0-3 e consegnando la Serie A al club di Lotito anche grazie alla vittoria del Brescia in casa del Monza. 

Serve un vero e proprio repulisti 8nel frattempo la Primavera vince campionato di appartenenza e Coppa Italia di categoria) ma prima di ciò ci sono gli Europei, programmati per il 2020 ma spostati l’anno successivo causa pandemia. Il Presidente Federale Gabriele Gravina annuncia la riapertura degli stadi in occasione di Euro2020 ma anche per la stagione 2021-22, con una capienza del 50% e l’ingresso attraverso l’uso del Green Pass. L’Italia di Mancini vince il proprio girone battendo Turchia e Svizzera per 3-0 ed il Galles (1-0). Agli ottavi Verratti &Co soffrono al cospetto dell’Austria ma escono vittoriosi nel secondo tempo supplementare per 1-2. A Monaco di Baviera gli Azzurri battono il Belgio grazie alle perle di Barella ed Insigne, a nulla è servito il rigore di Lukaku sul fotofinish del primo tempo. Si vola in semifinale, Wembley, contro la Spagna di Luis Enrique, gara sulla carta complicatissima dato il tiki-taka delle Furie Rosse. Dopo 120 minuti di gioco, bloccati sull’1-1 dai gol di Chiesa e Morata, si va ai tiri di rigore dove gli Azzurri trionfano ed accedono alla finalissima contro l’Inghilterra. Si gioca ancora a Wembley, composto da tanti tifosi inglesi. La squadra di Southgate passa in vantaggio dopo 2 minuti di gioco con Shaw. Nella ripresa gli Azzurri pareggiano con Bonucci. Si va nuovamente ai rigori dove Donnarumma si rende il protagonista assoluto parando ben 3 penalty consegnando, dopo 53 anni, il titolo di Campione d’Europa all’Italia. 

Terminati i Campionati Europei si torna alla realtà dei fatti, quella del Pescara retrocesso in Serie C. Antonio Bocchetti resta in società, non nelle vesti di direttore sportivo ma bensì responsabile scouting. Al suo posto subentra Luca Matteassi, ex calciatore toscano e dirigente del Modena. Alla guida tecnica Grassadonia non viene confermato e sostituito da Gaetano Auteri, ex allenatore di Nocerina, Matera, Benevento, Bari e vincitore di alcuni campionati di C vinti. Serve un vero e proprio repulisti all’interno del gruppo squadra, cosa che non avviene ma molti calciatori lasciano il club, partendo dal capitano Vincenzo Fiorillo, che dopo 7 stagioni in biancazzurro si accasa alla Salernitana, neopromossa in Serie A. Tornano Rizzo, Frascatore, Pompetti e Clemenza mentre tra i nuovi ci sono gli attaccanti Ferrari, D’Ursi, Marilungo, Rauti, De Marchi e viene promosso dalla Primavera Chiarella 8col difensore Veroli e il portiere Sorrentino); a centrocampo c’è anche Diambo mentre in difesa Scognamiglio passa all’Avellino e arrivano Illanes, Ingrosso, Zappella e Rasi. Tra i pali, al posto di Fiorillo, viene ingaggiato lo svincolato Di Gennaro. Sorteggiati i gironi i biancazzurri capitano nel girone B assieme a Siena, Modena, Teramo, Reggiana ed Entella (quest’ultime retrocesse insieme al Delfino). La squadra di Auteri debutta in Coppa Italia di Serie C, all’Adriatico, contro l’Olbia vincendo per 2-0 grazie ai gol di Galano e Cancellotti. Il campionato del Pescara parte con 2 successi, entrambe per 2-1 contro Ancona Matelica (in casa) e Carrarese, pareggio interno contro la Vis Pesaro (2-2) e altro 1-2 sul campo neutro di Pontedera contro il Montevarchi. 

I biancazzurri iniziano ad avere le prime difficoltà ma soprattutto si subiscono troppe reti: pareggi contro Viterbese (1-1 sul fotofinish con gol di Ferrai), 2-2 a Gubbio e primo k.o. contestatissimo contro la Reggiana (biancazzurri in 9 contro 10 battuti per 2-3). La società annuncia un provvedimento a causa dell’espulsione del portiere Di Gennaro, nonostante sia cambiata la regola, ed il Giudice Sportivo decide di non omologare il risultato del match. Ma poi ci sarà il dietrofront pescarese. Il campionato va avanti con il Delfino che perde punti per strada e la vetta lontanissima con 12 punti di distacco dalla capolista Reggiana. Il Pescara perde tutti gli scontri diretti contro Modena (1-2), Siena (1-1) e Cesena (1-0) ed esce a testa bassissima dalla Coppa Italia al cospetto del Teramo (1-0). Iniziano le prime contestazioni da parte dei tifosi, con prestazioni sottotono ma soprattutto i 3 punti non arrivano. Oltre i problemi agonistici arrivano anche la sentenza da parte del Tribunale dell’Aquila sul discorso dei bilanci dal 2015 al 2017, dichiarandoli nulli dopo la denuncia fatta da Danilo Iannascoli, ex amministratore delegato del club, socio di minoranza e proprietario della Cimmav. Il presidente Sebastiani, preso di mira dalla piazza biancazzurra con la contestazione sia prima, durante e dopo la gara interna contro la Lucchese (0-0), annuncia di voler lasciare la società ma fino a quando sarà presidente il tecnico Auteri resterà al suo posto.

 Il Delfino torna a sorridere chiudendo il 2021 con ben 3 vittorie ed un pareggio contro Grosseto (1-2), Pistoiese (2-0), Imolese (0-1) e l’1-1 nella prima gara del girone di ritorno contro l’Ancona Matelica che chiude il 2021 agonistico. Nel frattempo, il presidente Sebastiani lavora per la cessione della società: secondo molti rumor girano voci di un possibile interesse di Andrea Radrizzani, proprietario del Leeds, squadra inglese militante in Premier League e possessore di Eleven Sports, la piattaforma streaming che trasmette le gare della Serie C. Al termine della gara contro l’Ancona Matelica il Presidente Sebastiani, a Rete8, smentisce categoricamente l’interesse di Radrizzani ma allo stesso tempo conferma che c’è un discorso aperto con imprenditori esteri senza però svelare il nome. Si chiude così un anno deludente, o meglio un vero e proprio annus horribilis per il Delfino, ma ci auguriamo che il 2022 sia pieno di gioie, soprattutto a partire da una vera e definitiva uscita dall’incubo chiamato Coronavirus.

Buon 2022 a tutti!

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