Prima squadra

180 minuti determinanti prima della pausa: ecco perchè di può e si deve sperare

Pescara in netta e prepotente crescita. Meglio tardi che mai

17.03.2026 07:13

Non c'è tempo per i rimpianti e per le recriminazioni, perchè oggi è già vigilia e non di una partita qualsiasi. Il Pescara che è tornato da Bolzano con un pareggio che va strettissimo domani sera affronterà la Virtus Entella all'Adriatico in una sfida quasi senza appello e che vale davvero doppio, perchè apre il filotto da 7 scontri diretti nelle ultime 8 e determinanti gare (nel calendario solo la partita in casa con la Juve Stabia è contro una delle prime 7 della classe). Al Druso il Pescara non ha guadagnato un punto, ma ne ha persi due se si analizza la partita. Un po' come era accaduto, anche se con modalità ben diverse, a Frosinone nella precedente trasferta quando però la truppa di mister Giorgio gorgone era andata in rete per 2 volte. In Alto Adige invece la porta avversaria è rimasta immacolata, nonostante sia stato quasi solo il Delfino a creare i presupposti del gol (gigantesca l'occasione sciupata da Di Nardo sui titoli di coda del tempo regolamentare a due passi dalla porta di Adamonis, ma anche in altre circostanze i biancazzurri erano stati vicinissimi al vantaggio) e la superiorità numerica per i 20 minuti finali, compresi maxi recupero, per via dell'espulsione di Tait. Il piano partita studiato dalla panchina pescarese era giusto: contro una squadra fisica e rognosa, che bada sempre e solo al sodo, sfruttando l'errore avversario senza nulla concedere all'estetica, serviva provare a verticalizzare con rapidità e costanza senza temporeggiare in fraseggi orizzontali alla ricerca del pertugio giusto e la squadra biancazzurra lo ha fatto, con sagacia ma con poca concretezza. Nel finale c'è stata troppa frenesia nell'assalto quasi all'arma bianca, figlia forse della consapevolezza di avere tra le mani un'occasione grandissima di cambiare subito il volto della classifica e, forse, della stagione, e di dover vincere più partite possibili da qui alla fine senza doversi accontentare anche di un buon pari esterno. Della gara in casa del Sudtirol resta la certezza che il Pescara è una squadra più che viva e che può realizzare davvero l'impresa salvezza. D'altro canto nelle ultime 6 partite è tra quelle in B ad aver avuto il rendimento migliore, con 3 vittorie, 2 pareggi che vanno ambedue strettissimi e una sconfitta immeritata in casa della capolista Venezia (messi quindi in cascina 11 punti sui 18 a disposizione, quasi la metà di quelli totali che sono ora 26): meglio di Insigne e compagni hanno fatto solo il Monza con 15, i lagunari e il Catanzaro con 14 e il Palermo con 12. Ovvero tutte big che puntano alla A. Ma non finisce qui, Fa sirridere la nuova solidità difensiva, aspetto nuovo di zecca in questa stagione (vedi approfondimento specifico in archivio) E proprio contro i toscani al Catellani domenica si chiuderà il trittico di partite in una settimana che fa da antipasto alla pausa del torneo e che vivrà domani una serata chiave. Contro l'Entella è la Partitissima che può far svoltare la stagione aspettando proprio lo scontro diretto con un Empoli risucchiato dalle sabbie mobili della classifica. In una graduatoria cortissima c'è da fare anche i conti con una ipotetica classifica avulsa in caso di arrivo appaiato con altre squadre. Oggi il Delfino sorride col Bari e con l'Avellino e piange col Mantova, aspettando di completare con le altre squadre l'arco dei 180' di doppio confronto. Anche per questo le gare con Entella ed Empoli saranno determinanti.

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