Minimo sforzo, massima resa
La strada è lunghissima e tortuosa
Contavano solo i tre punti e i tre punti sono arrivati. La missione, insomma, è stata compiuta ma non c'è molto da salvare nel Pescara che a Sestri Levante, home del Vado, con il minimo sforzo ha avuto la massima resa possibile. Contro un avversario assai modesto, serio candidato alla retrocessione, il Delfino, schierato per la prima volta dal 1' con il 4-2-3-1 dopo l'esperimento dal 57' nell'infrasettimanale con il Gubbio, ha prodotto tante occasioni da rete ma non è stato capace di concretizzarne nemmeno una. Ed è un problema, anche perchè non è la prima volta che accade in questo primissimo scorcio di stagione. L'aggravante è che la partita si è messa in discesa immediatamente, con un rigore pronti-via a indirizzare l'inerzia del match in favore di Gaetano Letizia e compagni. Diciamolo chiaramente: il successo in terra ligure, il primo lontano da casa ed il secondo stagionale dopo quello dell'Adriatico-Cornacchia contro la Vis Pesaro, è stato meritatissimo, ma nel percorso di crescita della squadra ci si attendeva qualche passo avanti in più. Di buono c'è stato, ad esempio, che differentemente da Forlì e Caravaggio non si è avuto un blackout di più minuti al quale si è pagato dazio, ma di negativo, oltre alla già citata scarsa capacità di concretizzare la mole di gioco prodotta, c'è stata la gestione degli ultimi 15 minuti, sin troppo approssimativa e timida. E quando le gare restano in bilico con il minimo scarto, basta un solo episodio sfortunato a rovinare tutto. A Sestri Levante per fortuna non è successo, ma altre volte potrebbe accadere. Sul piano tattico, chiaramente la squadra deve ancora acquisire i meccanismi del nuovo modulo, che però potrebbe non essere quello definitivo perchè il recupero del playmaker Filippo Guccione, quando avverrà, porrà dei seri interrogativi sulla prosecuzione del cammino con tale assetto. Troppo importante l'ex Arezzo per rinunciarvi ma troppo sbilanciata una squadra con lui tra i due in mediana a protezione della difesa. Problema che mister Antonio Buscè e il suo staff affronteranno a tempo debito, l'attualità parla di una squadra che ancora fatica a trovare la sua fisionomia e la sua identità e che domenica avrà uno scoglio gigantesco da affrontare: lo Spezia (diretta televisiva in chiaro su Rai Sport). C'è tutta una settimana di lavoro da sostenere, nella speranza di non avere cattive novelle dall'infermeria, anche per cementare l'intesa tra Luca Valzania e Jacopo Sardo come mastini davanti alla difesa. Il senatore in Liguria si è reso protagonista di una buona gara, da schermo e frangiflutti, limitando al massimo i suoi inserimenti senza palla e le sue progressioni sfera al piede, mentre il baby di scuola Milan, il migliore in campo, ha confermato di avere visione di gioco, ottimo calcio e capacità di lettura fuori dal comune. Può essere la grande rivelazione della stagione. Le altre conferme si sono avute nel reparto offensivo. Michele D'Ausilio, ancora lontano parente del giocatore capace di servire in 3 stagioni ben 29 assist (14 in una sola annata in maglia Avellino), rende molto di più quando schierato sulla fascia di sinistra mentre Pablo Vitali, sempre sgusciante e generoso nelle due fasi, riesce a dare il suo contributo su entrambe le corsie, ma deve essere più freddo e preciso sotto porta. Infine Giacomo Parigi: con un sottopunta, o comunque con un compagno che gli gioca vicino, è più nel vivo del gioco ma deve ancora davvero sbloccarsi. La gemma contro il Gubbio al momento è da considerarsi solo una parentesi, da lui è lecito attendersi qualcosa di più e che sia il leader di quella che per ora è una coop del gol, formata da 8 marcatori diversi. Nel Girone B, infatti, nessuno ha mandato in rete più giocatori del Delfino.

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