Mister Gorgone punta sull'ex compagno Brosco e sugli altri senatori del gruppo
Prospettive per Catanzaro e curiosità
Mister Giorgio Gorgone punta su Riccardo Brosco e sugli altri senatori biancazzurri. Per uscire da questo momento di difficoltà e iniziare con punti pesanti il nuovo corso in panchina, il Pescara deve fare affidamento sugli uomini di maggiore esperienza del gruppo, a partire proprio dal capitano che conosce benissimo il nuovo tecnico da quando era suo compagno di squadra. Storia della stagione agonistica 2009-10: nella Triestina, l'attuale trainer biancazzurro era uno dei giocatori di più lunga militanza in caadetteria, il difensore invece un imberbe prospetto proveniente dalla Roma con l'etichetta di nuovo Ubaldo Righetti. Per Gorgone quella di Trieste, arrivata un anno dopo la parentesi semestrale di Pescara, è stata l'ultima tappa di una buona carriera, chiusa con 6 stagioni nella città dove soffia forte la Bora (124 gare ufficiali con 2 gol all'attivo); per Brosco, invece, quella iniziale dopo essere stato svezzato dalla Lupa giallorossa e prima di arrivare in biancazzurro e diventare uno dei protagonisti della Zemanlandia 2011-12, quella dei vari Immobile, Insigne e Verratti. Brosco nel biennio alabardato mise insieme 30 presenze e conobbe, oltre a Gorgone che proprio in quel club ha chiuso la carriera da calciatore per intraprendere quella di tecnico partendo dalla Berretti, anche l'attuale vice allenatore pescarese, quell'Emiliano Testini che con i giuliani ha totalizzato 22 gol in 189 presenze. Il rapporto Gorgone-Testini nacque proprio in quel periodo, in una squadra che oltre al giovane Brosco aveva nei ranghi anche il pescarese Roberto D'Aversa ma che sul campo fu protagonista di risultati assai negativi. Gorgone, dunque, conosce da tre lustri il perno della difesa, uno dei pochi giocatori nella storia del Delfino ad aver ottenuto due promozioni con la maglia dannunziana e sa perfettamente cosa può dare in termini tecnici e di leadership ad una squadra che in questo momento ha bisogno di appoggiarsi ai suoi uomini forti per provare ad uscire dalla crisi. Tra questi ci sono certamente Gaetano Letizia e Luca Valzania, che venerdì al Ceravolo saranno certamente titolari. Troppo importante la loro presenza in campo (ma anche nello spogliatoio: insieme al capitano sono quelli che ci hanno sempre messo la faccia nei momenti peggiori della precedente gestione) per rinunciarvi in una partita assai delicata come quella che si prospetta in casa del Catanzaro. Letizia potrebbe essere addirittura riproposto come braccetto sinistro della difesa a 3: senza Pellacani, gli altri elementi a disposizione sono tutti adattati mentre l'ex Benevento, che ha giocato spesso in carriera in quella posizione, per capacità di lettura e predisposizione a far ripartire con qualità l'azione dal basso potrebbe essere la novità dello schieramento. E, particolare per nulla trascurabile, in quel ruolo - e non da esterno a tutta fascia - non sarebbe costretto a un dispendio eccessivo di energie (Corazza e Oliveri sarebbero i terzini). Nessun dubbio sull'impiego di Valzania nella formazione titolare. Il mediano ha siglato il primo gol stagionale dei biancazzurri, in Coppa Italia contro il Rimini quando era stato schierato da Vivarini nell'inedito ruolo di esterno destro, ma in campionato, pur avendo offerto due assist, è ancora a secco dopo 830' di impiego. Ha una voglia matta di sbloccarsi e può essere una risorsa sugli sviluppi da palla inattiva offensiva, come avvenne l'anno scorso a Chiavari nell'ultima sconfitta interna dell'Entella fino a oggi. Con lui in mezzo ci sarà certamente anche Matteo Dagasso, che farà rientro in sede solo domani pomeriggio.

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