Il toto allenatore è già scattato
Tecnico giovane e rampante o esperto e navigato? Primi nomi
Il toto allenatore anima già le giornate dei tifosi biancazzurri e lo farà almeno fino a metà giugno. Il presidente Daniele Sebastiani è stato chiaro nell'indicare a fine maggio la data limite entro la quale attende eventuali sviluppi in società, poi inizierà il lavoro di progettazione della nuova stagione a partire dalle pratiche per l'iscrizione che non è minimamente in discussione. Tuttavia è chiaro che in questi giorni il management pescarese non stia fermo, ma ragioni già sul da farsi. Il direttore sportivo Pasquale Foggia, che senza clamorose novità in società sarà l'uomo deputato a farsi carico della ricostruzione, ha già iniziato il suo giro d'orizzonte per capire quale strada intraprendere in merito alla nuova giuda tecnica. Il primo nodo da sciogliere riguarda la tipologia di allenatore alla quale rivolgersi, se un giovane emergente ma già con qualche anno di esperienza in C oppure un elemento esperto in grado di affrontare le inevitabili difficoltà che il ritorno in Lega Pro si porta dietro. Alla prima categoria appartiene certamente Ivan Tisci, ancora oggi ritenuto in ambienti vicino al club il nome più caldo. Ha da sempre l'aspirazione di diventare l'allenatore del Pescara e dopo un ottimo biennio a Pineto si sente pronto. Giovedì scorso è stato al torno di padel delle vecchie stelle di serie A organizzato al Porto Turistico dal presidente Sebastiani e c'era anche Foggia, ma di certo non c'è bisogno di occasioni di questo tipo per parlare dato il solido rapporto che c'è. Tuttavia, anche nel calcio “chi entra Papa nel Conclave esce Cardinale” e allora ad oggi certezze sul suo conto non ce ne sono. Risulta, ad esempio, che il ds Foggia stimi parecchio il compaesano Emanuele Troise, che ha appena lasciato il Lumezzane dopo aver scritto una pagina di storia di quel club. Subentrato alla quinta giornata con la squadra a 0 punti, ha chiuso il campionato al settimo posto ed è stato eliminato solo al secondo turno playoff dal Cittadella. Di lui si ricorda il clamoroso 5-1 rifilato al Pescara di Bucaro quando era alla guida del Rimini e il suo vice è un abruzzese doc come Domenico Di Cecco, che dunque conosce bene anche l'ambiente pescarese pur non avendo mai indossato da calciatore la maglia biancazzurra. Tra i nomi da non scartare a priori anche quelli di Matteo Andreoletti, protagonista della promozione del Padova ma desideroso di riscatto dopo l'esonero, di Davide Possanzini, ex Mantova, di Federico Coppitelli, reduce da una buona stagione alla Casertana con qualificazione ai playoff. Qualora invece si decidesse di rivolgersi ad un allenatore navigato in pole ci sarebbe Attilio Tesser. Rispetto a 2 anni fa l'ingaggio non sembra essere un problema, avendo il tecnico di Montebelluna abbassato le sue richieste dopo due stagioni non memorabili, ma di certo vorrebbe garanzie di squadra competitiva e chiederebbe di avere alcuni suoi fedelissimi in rosa. Alcune voci (segnatamente Il Centro) parlano di Vincenzo Cangelosi, storico vice di Zeman visto a Pescara nelle prime due avventure biancazzurre del boemo, e di Mimmo di Carlo, che in occasione di Pineto-Gubbio è stato visto parlare a lungo con Sebastiani. Tuttavia il tecnico e il ds Mauro Leo dovrebbero continuare l'esperienza eugubina e a breve si vedranno Sauro Notari. Difficile, per non dire impossibile, vedere Fabio Caserta sulla panchina del Delfino. Piace tantissimo e prima di andare ad Empoli è stato visto spesso all'Adriatico (ad esempio per Pescara-Palermo), ma ha ingaggio altissimo e ambizione di restare in cadetteria. La settimana prossima, inoltre, avrà un vertice con la società toscana per capire se ci sono i presupposti per continuare insieme dopo la salvezza cetrata in extremis un paio di settimane fa. Antonio Buscè ha lasciato il Cosenza e cerca una nuova opportunità lavorativa: strizza l'occhio alla B, ma non disdegnerebbe di certo un'eventuale chiamata da parte di un club ambizioso di C come potrebbe essere il Delfino. L'ex tecnico del Rimini nel suo impianto di gioco predilige la difesa a 4, pratica diversi moduli (tra cui il 4-3-3 ma non solo) e fa lavorare alacremente le sue squadre in allenamento: sedute importanti dal punto di vista fisico intervallate da esercitazioni senza palla.
(HA COLLABORATO MATTEO SBORGIA)

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