Prima squadra

Debutto con il Catanzaro, si gioca tantissimo proprio con i calabresi 2 mesi dopo

Gorgone a rischio?

10.02.2026 08:06

Da Catanzaro al...Catanzaro. Dopo due mesi e mezzo dal suo debutto sulla panchina biancazzurra, datato 21 novembre, mister Giorgio Gorgone ritrova le Aquile calabresi e deve puntellare una panchina che scricchiola al di là delle rassicurazioni pubbliche di rito della società. Per uno scherzo del calendario asimmetrico, alla dodicesima partita della sua gestione il giovane tecnico, che crede ancora fortemente nella salvezza, si gioca molto del suo futuro e di quello del Delfino in un infrasettimanale ostico ma non impossibile da portare a casa. Il Catanzaro, sesto in classifica, ha collezionato lontano dalla Calabria solo 12 dei 35 punti complessivamente conquistati ed è squadra che finora ha alternato grandi prestazioni a pause preoccupanti. Gioca di base un buon calcio, ma non sempre riesce a capitalizzare al massimo e vive di fiammate a corrente alternata. E la gara di andata è il più fulgido esempio in tal senso. Due volte in svantaggio, i giallorossi hanno per due volte ripreso i biancazzurri prima di mettere il muso avanti al minuto 82, con una gemma di rara bellezza di quel Buso a gennaio ceduto al Mantova. Ma quando il Ceravolo già pregustava la festa, ecco che era arrivata in pieno recupero la seconda rete personale di Tommaso Corazza, non più in forza al Pescara, a strappare un meritato punto e ad inaugurare con il segno positivo l'era Gorgone in riva all'Adriatico. Da quel pareggio in poi il Delfino ha però conquistato solo altri 6 punti nelle successive 10 uscite, offrendo anche discrete o buone prestazioni ma uscendo troppo spesso a bocca asciutta. Da quella sera in Calabria, che seguiva la sosta del campionato e il ribaltone in panchina, non è di certo migliorata la tenuta difensiva del Pescara: la media di gol incassati oggi è di 2 a match, per un totale di 46 reti subite in 23 partite. Appare del tutto evidente che per poter pensare di rincorrere davvero la salvezza il primo aspetto da migliorare è proprio questo. Turno infrasettimanale ad alta tensione, dunque, per il Pescara. Nel cuore di 3 impegni in 9 giorni, il Delfino questa sera riceve all'Adriatico-Cornacchia il Catanzaro per una sfida da portare a tutti i costi a casa. Non si può più procrastinare, infatti, il ritorno al successo, perchè le distanze dalla salvezza diretta iniziano a dilatarsi a dismisura (oggi la squadra salva è il Mantova, che ha 8 punti in più dei biancazzurri e anche il vantaggio negli scontri diretti) e non si può rischiare di perdere ulteriore terreno in una giornata di campionato numero 24 che vede due delicatissimi scontri diretti nella zona rossa della graduatoria (Reggiana-Mantova e Bari-Spezia). Dunque, in caso di vittoria i biancazzurri potrebbero rosicchiare punti pesanti a più avversarie e accorciare anche sulla zona playout, che ora dista 6 lunghezze. Distanze già ampie, insomma, ma non ancora incolmabili a patto di iniziare a correre con continuità. Il Pescara, però, prima di guardare il risultato delle altre deve pensare a fare il proprio e la panchina dannunziana pensa a più novità per provare a invertire la tendenza già dal match delle 20 nell'impianto di via Pepe. Mister Giorgio Gorgone deve fare a meno dello squalificato Bettella e medita il lancio di più volti nuovi. Scalpitano infatti Andrea Cagnano, che potrebbe fungere da braccetto mancino in caso di difesa a 3 o di terzino qualora si varasse la difesa a 4 uomini, Lamine Fanne, l'elemento in grado di dare esuberanza fisica e quantità, ma anche qualità, al reparto mediano, e Flavio Russo, la punta arrivata al fotofinish dall'Entella e che ha già esordito (come la mezzala proveniente dal Venezia) nell'infausta serata dell'Orogel Stadium - Dino Manuzzi di Cesena. C'è poi Lorenzo Meazzi che può strappare una casacca da titolare, dopo l'ottimo spezzone disputato nell'anticipo quando è stato il biancazzurro certamente più positivo e pericoloso. L'averlo accantonato a gennaio, complici le voci di mercato che volevano lo stantuffo con la valigia in mano, è stato probabilmente uno degli errori imputabili al tecnico, che però sembra avere responsabilità assai limitate nel cammino al rallentatore della truppa. Non è riuscito a dare solidità difensiva e a fermare l'emorragia di reti al passivo, ma ha dovuto troppo spesso fare di necessità virtù per proporre una squadra competitiva. C'è poi da capire se almeno uno tra Valzania, Caligara e Letizia tirerà un po' il fiato, mentre appare certa la presenza dal 1' di Giacomo Olzer. Tanti insomma i dubbi, che l'allenatore scioglierà solo in extremis. 

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