D'Aversa: "Se giocatori come Brugman e altri restano a Pescara e lo fanno con convinzione credo che..."
L'intervista
“La delusione è stata tanta. Ad un certo punto del campionato eravamo tutti convinti, anche io, che ci si potesse salvare. Adesso bisogna ripartire ma sono fiducioso”. A parlare del Pescara Calcio e dell'amaro epilogo dell'ultima stagione è Roberto D'Aversa, premiato come miglior allenatore abruzzese al Gran Galà del calcio regionale ad Ortona in un pomeriggio che ha visto come special guest star anche Giancarlo Abete. “Purtroppo poi nel mondo del calcio un solo episodio può cambiare una partita e il destino di un'intera stagione”, ha continuato D'Aversa sulle vicende biancazzurre. “Tutti si devono sentire inevitabilmente responsabili, il presidente Daniele Sebastiani ha dichiarato pubblicamente di avere le sue responsabilità ma quando le cose non vanno bene o non sono andate bene ogni componente deve ragionare e riconoscere le proprie colpe, se così le vogliamo chiamare. L'episodio di Padova? Se ne è parlato sin troppo, bisogna trovarsi nelle situazioni specifiche per poter dare un parere serio e giudicare da fuori è sbagliato”. Eppure la piazza, tra le voci sulla società (l'interesse de “Il Viperetta” Massimo Ferrero) e il calciomercato chiede ancora chiarezza sulla vicenda del rigore dell'Euganeo. “Ci sono state le partite con la Sampdoria, con la Carrarese e il Padova a fare la differenza. Ma, ripeto, il calcio è fatto di episodi e dettagli ed è andata così”. Per la quinta stagione sulle ultime sei il Delfino dovrà navigare nel mare agitato della Lega Pro e dovrà cercare di risalire la china ed approdare nuovamente in serie B. “Credo che ripartire dalla maggioranza della rosa che c'era, quella che poi fondamentalmente da febbraio in poi ha fatto molto bene con un percorso importante, sia giusto”, è l'opinione di D'Aversa. “Se giocatori come Brugman e altri restano a Pescara e lo fanno con convinzione penso si possa ripartire bene per riportare i biancazzurri dove è giusto che stiano”. In effetti il piano del club sembra proprio questo: confermare i senatori, a partire da Lorenzo Insigne e gli altri più rappresentativi, per poi puntellare la rosa con elementi adatti e funzionali alla C. Un progretto diverso da quello dell'ultima promozione, targata Silvio Baldini. A proposito: cosa pensa D'Aversa dell'avventura in azzurro del Mago di Massa? “Mi ha fatto molto piacere la sua avventura in Nazionale maggiore, perchè ho visto cosa ha fatto l'anno scorso a Pescara e so quello che fa in campo e fuori dal campo. L'ho chiamato prima delle amichevoli con Lussemburgo e Grecia e sono felice che le abbia vinte entrambe, dando un bellissimo segnale a tutti portando in Nazionale A l'Under 21.Cura moltissimo l'aspetto della disciplina ed è per me fondamentale, ha fatto benissimo e sono davvero felice per lui”. D'Aversa è legatissimo al Pescara, che non ha mai allenato ma nel quale ha giocato anche se per pochissimo nel 2000-01 (13 presenze), stagione terminata con la retrocessione in C (Pietro Scibilia era il presidente, l'annata ebbe in panchina gli interregni Galeone e Burgnich in mezzo alle gestioni Rossi). “Di quella squadra ricordo con grande affetto il portiere Domenico Mimmo Cecere, che purtroppo non c'è più perchè ci ha lasciato che era ancora assai giovane per un problema serio”, ha detto con un filo di percepibile commozione. “Era una squadra davvero forte, ma ci sono stato solo per tre mesi perchè all'epoca c'era ancora la sessione di mercato di novembre e andai alla Sampdoria. L'annata pescarese fu strana e non finì bene, inizialmente l'allenatore era Delio Rossi e quella stagione è la dimostrazione che nel calcio non c'è mai nulla di scontato...”

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