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Buscè, il 4-3-3 e quella stagione che fa ancora sognare i tifosi del Pescara

30.06.2026 08:59

Antonio Buscè è il nuovo allenatore del Pescara. Ed è un tecnico che parte da un modulo che ha avuto tanta fortuna in Abruzzo, il 4-3-3. Non è un caso che uno dei suoi riferimenti sia stato Maurizio Sarri, che a Napoli col 4-3-3 ha ottenuto grandi risultati. Buscè nel corso della sua carriera ha avuto diversi maestri, ad esempio deve tanto della sua crescita a Silvio Baldini che lo ha fatto esordire in A all'età di 26 anni, ma poi nell'elenco dei suoi riferimenti ci sono anche Somma, Cagni, Rossi e D'Astoli. I tifosi del Pescara non vedono l'ora di vedere di nuovo all'opera un modulo che rievoca dolci ricordi. Il 4-3-3, infatti, è stato lo schieramento della storica cavalcata in Serie A con Zeman nella stagione 2011-12. Molti sperano che si possa replicare lo stesso anno magari con gli stessi risultati. E intanto, mentre sulle app scommesse calcio già c’è la possibilità di prevedere quali saranno i verdetti del prossimo campionato di Serie C, i tifosi del Pescara quando sentono parlare di 4-3-3 pensano a tre giocatori in particolare: Verratti, Insigne, Immobile. I protagonisti di quella cavalcata con Zeman. Giovanissimi, sorridenti, di talento, poi futuri pilastri della nazionale italiana e delle loro squadre di club. Verratti con il Psg, Immobile alla Lazio (dopo i gol a Genova e Torino), Insigne al Napoli. Una stagione ricca di gol e di goleador. Alcuni numeri: 28 gol per Immobile, 18 per Insigne e poi, a proposito di giocatori esperti, 16 reti per Sansovini, un altro centravanti di spessore per quella categoria. Dietro di loro, tra gli altri, 6 gol per Cascione, 4 per Maniero, 3 per Koné e Nielsen, centrocampisti d'inserimento. 

La storia del Pescara di Zeman: il racconto della stagione 2011-12

Zeman costruì in quella stagione una squadra equilibrata, un interessante mix tra giovani e giocatori esperti, veterani. Fu un’annata di grande entusiasmo ma anche di calcio spettacolo. Partite divertenti. Gol a grappoli. E un’impostazione tattica che esaltava le caratteristiche dei singoli. Verratti fu la vera sopresa. Perché lui nasceva trequartista e Zeman lo reinventò come regista, come play della mediana a tre. Una sorta di Pirlo con altre caratteristiche. Regie, geometrie, visione di gioco e palla sempre incollata al piede. Non è un caso che al termine di quella stagione arrivò subito la chiamata del Psg. Doppio salto, dalla B alla Ligue 1 senza passare per la Serie A. Un unicum: non ha mai esordio in A, Verratti. Poi divenuto pilastro dell’Italia. Anche Immobile deve tanto al Pescara. Dopo gli anni di crescita nelle giovanili della Juventus, l’attaccante italiano si è consacrato proprio al Pescara. Come detto, 28 gol nel campionato di Serie B e intesa a memoria con Insigne, suo alleato di gol e divertimento. Un bomber dalle doti rare che poi ha fatto benissimo anche altrove diventando uno dei centravanti più prolifici del campionato italiano. Insigne invece, scuola Napoli, poi tornato in azzurro un anno dopo, era il gioiellino che Zeman aveva già avuto al Foggia, in C. A sinistra, Insigne faceva ciò che poi ha fatto con naturalezza a Napoli e in Champions. Gol a giro, assist, dribbling e visione di gioco. Un regista aggiunto accanto a Verratti. Ogni sabato pomeriggio gli occhi di tutti erano incollati alla tv per ammirare il Pescara di Zeman. Una squadra passata alla storia per il traguardo della promozione in Serie A ma anche per la bellezza del suo calcio. Col 4-3-3. Quindici anni dopo, Buscè - che in quella stagione era a Empoli - riparte dallo stesso modulo, il 4-3-3, e ha grandi idee. Studiando Sarri, suo idolo, e ispirandosi a tanti altri allenatori. Anche a Zeman.

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