Prima squadra

Tutti dietro la lavagna

Serataccia al Bentegodi

01.08.2020 01:07

L'annus horribilis si conferma tale. Pescara ai playout (sentenza Trapani permettendo), ma retrocesso sul campo se non ci fosse stata la penalizzazione dei siciliani. Squadra molle, spenta, mentalmente bloccata e atleticamente in fase calante da settimane: l'epilogo è stato amaro, ma vedendo le ultime partite era abbastanza preventivabile. Nel post lockdown appena 2 vittorie, alla prima gara e alla penultima con due delle tre retrocesse.E anche l'atteggiamento del Bentegodi ha lasciato perplessi. E' chiaro che l'esito è, ahinoi, meritato per una squadra in caduta libera, tenuta a galla in più di una circostanza dal solo Fiorillo e incapace per tante, troppe partite non solo di vincere ma addirittura di essere pericoloso. Con Galano che ha segnato una sola volta nel post lockdown (ed è stato 3 turni fermo causa squalifica) e con Zappa che non poteva continuare sugli standard alti che ha mantenuto a lungo, le velleità offensive erano totalmente affidate a Maniero, generosissimo ma isolato e senza mai avere palle giocabili, e a Clemenza, la cui esclusione al Bentegodi è stata deleteria (al momento non sappiamo se aveva problemi fisici, come Pucciarelli che pure sarebbe stato utile). Troppo poco: il reparto offensivo biancazzurro è tra i meno attrezzati della categoria. Ma lo si sapeva già da tempo, dall'infortunio a Tumminello (sfortunatissimo) ad inzio girone d'andata. Ed entriamo negli orrori sul mercato della società (lo dicevamo già il 1 febbraio), che oltretutto in stagione si è affidato a 3 tecnici esordienti in B (ed il primo, con il quale il rapporto si è rotto prematuramente, è stato il migliore). La lista di errori è lunga, lunghissima. I limiti congeniti e strutturali della rosa, mascherati a lungo prima dello stop causa Covid (vedi le 2 vittorie iniziali di Legrottaglie e non solo) si sono palesati in tutta evidenza nell'ultimo scorcio di stagione. Tutti dietro la lavagna, a partire dal presidente. Adesso restano 180 minuti per salvare il salvabile, che tradotto significa condannare l'ex Oddo all'inferno della C e mantenere la categoria. La situazione è difficile, difficilissima. Pochi i motivi per essere ottimisti. Forse uno solo, il fatto che il Perugia non se la passa poi tanto meglio. Ma ha giocatori che possono risolvere la gara in un lampo e con una giocata. Quegli stessi giocatori che mancano al Pescara. Sperando di essere smentiti da un doppo confronto nel quale i biancazzurri con cuore, testa, gambe e attributi riescano a raddrizzare una stagione che comunque vada sarà da dimenticare, ci apprestiamo a vivere 14 giorni caldissimi. E decisivi per il futuro. 

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