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Giro d'Italia, l'Abruzzo batte tutti su Google: primo in Italia per ricerche, settimo per cultura ciclistica

14.10.2026 10:42

C'è una statistica che racconta l'Abruzzo meglio di qualsiasi altra: sulla ricerca Google "Giro d'Italia", la regione segna un secco 100 su 100, primo posto assoluto davanti a Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia. Lo dice l'Indice della Febbre Rosa di Casinos.com, lo studio che misura la cultura ciclistica delle venti regioni italiane incrociando i percorsi ciclabili disponibili con tre indicatori di ricerca su Google Trends. L'Abruzzo, nel complesso, chiude settimo, ma su quella singola voce non lo batte nessuno.

Il tifo si guarda più che si pedala

Un entusiasmo che però si ferma davanti allo schermo più spesso che in sella: la dotazione di percorsi ciclabili pro capite resta modesta, appena 11,04 normalizzati a 28,67, e la pratica della "bici da corsa" si attesta a 68 punti, alle spalle di regioni come il Trentino. Il Giro, insomma, qui si segue con un trasporto che pochi altri territori italiani replicano, ma finita la tappa la bici resta spesso in cantina. Per chi a Pescara preferisce il divano alla salita, e cerca un modo leggero per provare qualcosa di nuovo senza impegnarsi troppo, resta un parallelo quasi naturale con il mondo dei casinò online: tra le offerte più diffuse sulle piattaforme con licenza ADM c'è il bonus da 10 euro senza deposito, pensato apposta per chi vuole provare slot e giochi da casinò senza alcun impegno economico iniziale.

La stessa voglia di seguire tutto da vicino, settimana dopo settimana, la ritroviamo nella nostra sezione Prima Squadra, dove raccontiamo ai tifosi biancazzurri ogni sviluppo, dagli allenamenti al mercato, con la stessa costanza con cui l'Abruzzo segue le tappe del Giro.

La classifica regionale: dal Friuli al Trentino

Lo studio colloca al primo posto assoluto il Friuli-Venezia Giulia (80,2 punti), con oltre 34 percorsi ciclabili catalogati ogni 100mila abitanti, frutto di anni di investimenti sul cicloturismo, davanti alla Valle d'Aosta (72,4) e alla Toscana (66,6), la terra di Gino Bartali. L'Abruzzo, settimo, si inserisce in un blocco di regioni, insieme a Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Lombardia, dove però l'infrastruttura pesa meno dell'entusiasmo verso l'evento: la Lombardia, per esempio, pur avendo il maggior numero assoluto di percorsi censiti, 1.517, chiude solo decima una volta rapportata ai quasi dieci milioni di abitanti.

Il parallelo più interessante, per chi segue la corsa rosa da Pescara, riguarda il Trentino-Alto Adige: secondo assoluto sulla ricerca "bici da corsa" con 96 punti su 100, ma ultimo sulla "cyclette", la bici da salotto, con appena 54. Un profilo opposto a quello abruzzese, dove l'interesse resta soprattutto televisivo. La Basilicata, invece, pur quattordicesima nell'indice generale, è seconda in Italia proprio sulla cyclette con 81 punti: un segnale che il ciclismo, nel Sud Italia, si pratica spesso tra le mura di casa quando le piste su strada scarseggiano.

La parte bassa della classifica, dove si trovano Sardegna, Lazio, Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, tutte sotto quota 30, conferma che il Mezzogiorno segue il Giro soprattutto come spettacolo televisivo. L'Abruzzo, pur restando in questa cornice generale, si distingue proprio per l'intensità della ricerca online: nessun'altra regione, a Nord o a Sud, cerca "Giro d'Italia" con la stessa frequenza pro capite. Perfino il Lazio, che quest'anno ha ospitato l'arrivo della corsa a Roma il 31 maggio, resta fermo a 30 punti su quella voce: un dato che lo studio definisce il più sorprendente dell'intero indice, segno che nemmeno la tappa finale basta, da sola, a trascinare l'interesse di ricerca.

Il raffronto con il resto d'Italia aiuta comunque a inquadrare la posizione abruzzese. Il Trentino-Alto Adige, pur essendo la regione più competente in sella, seconda assoluta con 96 punti su "bici da corsa", resta un caso a parte sul fronte opposto, quello della "cyclette", dove è ultima con appena 54 punti. Segno che saper pedalare bene e seguire la corsa con lo stesso entusiasmo abruzzese sono due cose diverse, legate a culture sportive regionali molto distanti tra loro.

Il filo conduttore: curiosità più che pedalate

Per gli abruzzesi, dunque, il Giro resta prima di tutto un evento da seguire, numeri alla mano, con un trasporto che pochi altri territori italiani replicano. E se la bici in garage resta spesso ferma, l'abitudine a cercare, informarsi e provare cose nuove online, dal meteo di tappa fino a un bonus di benvenuto su una piattaforma autorizzata, sembra essere l'autentico filo conduttore di questa regione: non necessariamente chi pedala di più, ma di sicuro chi si informa e si incuriosisce di più, con lo smartphone sempre a portata di mano durante le tre settimane di corsa.

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