Pescara - Spezia 1-2, le pagelle dei biancazzurri
Brutta sconfitta in casa contro la capolista per il Delfino
Anche questo campionato 2026-2027 del Pescara, tanto dei giocatori che scenderanno in campo quanto del suo allenatore, verrà valutato - partita dopo partita - dalle nostre pagelle quest’anno affidate al giornalista Davide De Amicis, direttore di Radio Speranza InBlu. Buona lettura!
SAIO, voto 6,5: partita quasi impeccabile per lui. Incolpevole sui due gol incassati, realizza parate decisive al 18’ su Mazzocchi e al 71’ su Cardinali;
DONATI, voto 6: partita giocata senza errori particolari da parte sua, anche se il blocco difensivo ha più di qualche problema nell’arginare gli attacchi liguri;
CAPELLINI, voto 6,5: gioca una buona partita in fase difensiva. Da segnalare, al 26’, l’ottima azione che gli consente di mettere una pezza sulla palla persa da Valzania, fermando Capolupo;
PELLACANI, voto 5,5: non sempre irresistibile nel respingere gli attacchi avversari, appare alquanto sotto tono;
LETIZIA, voto 5,5: al 33’ fornisce un ottimo pallone a D’Ausilio, che lancerà al centro per Parigi che però segnerà essendo in posizione di fuorigioco. Al 58’ ci prova dalla distanza. Se fosse un centrocampista, avrebbe fatto a pieno il suo dovere, ma è un difensore e spesso la sua posizione avanzata lo fa arrivare in ritardo in fase di copertura mettendo in pericolo la squadra;
VALZANIA, voto 4,5: in campo e lento, spento e prevedibile. Al 26’ perde palla colpevolmente ad opera di Capolupo che, per fortuna, viene fermato da Capellini;
SARDO, voto 4: al 45’ perde palla malamente dopo che il Pescara ha appena battuto il calcio d’inizio della ripresa. Ne approfitta Capolupo che serve Bright, il quale di testa punisce i biancazzurri. Un errore imperdonabile per un giocatore del suo spessore che, al pari dell’erroraccio di Valzania, la dice lunga sulla serenità dello spogliatoio;
VITALI, voto 6: al 23’ si procura un buon pallone, servendo Ferraris che sbaglia da ottima posizione e infine recupera nuovamente palla, tirando alto dopo essere stato contrastato da un difensore spezzino. All’80’ ci riprova, al limite dell’area piccola, ma non inquadra la porta. Il suo impegno non manca, ma deve imparare a segnare e in fretta;
D’AUSILIO, voto 7: nella sua fascia è sempre letale. In particolare lo è ai danni di Mateju che supera in ben due occasioni. Al 33’ lo fa servendo Parigi, che però segna in offside e al 55’ si ripete con Parigi che stavolta non sbaglia e segna il gol del momentaneo pareggio;
FERRARIS, voto 5: al 23’ non si può vedere il gol sbagliato su invito di Vitali. Da lui ci si aspetta molto e invece gioca una partita incolore;
PARIGI, voto 7: è l’unico che la mette dentro e fa i fatti. Al 33’ segna, raccogliendo un pallone servito alla grande da D’Ausilio, ma è in fuorigioco. Al 55’ D’Ausilio gli serve ancora una palla su di un piatto d’argento e si ripete, segnando il gol del momentaneo pari. Al momento è l’unica certezza e segnerebbe di più se venisse servito di più e meglio;
GUCCIONE (dal 57’), voto 5: Buscè lo impiega in una mediana a due, compiendo una pessima scelta che penalizza il giocatore, reduce da una partita incolore;
MEAZZI (dal 74’), voto 6: all’89’ cerca di sfruttare l’unica occasione che gli capita, ma il suo colpo di testa non inquadra la porta. Il suo impegno non manca mai;
INGLESE (dall’86’), senza voto: gioca gli ultimi 8 minuti senza fare in tempo a incidere sulla gara;
ERRADI (dall’86’), senza voto: vale lo stesso discorso per Erradi, che non ha mai deluso finora, ma non fa in tempo a esprimersi;
Mister Buscè, voto 4: il suo è un Pescara senz’anima, assente in difesa e senza una precisa idea di gioco. Nello spogliatoio si avverte un clima poco sereno e il mister nelle dichiarazioni ammette la scarsa comprensione dell’accaduto. È evidente come la sua guida non abbia minimamente inciso sulla squadra che, pur disponendo di giocatori validissimi, non ha una trama di gioco affidandosi esclusivamente alle giocate di D’Ausilio e Parigi. Le uniche vittorie sono arrivate contro Vis Pesaro e Vado, due squadre inconsistenti. Con queste premesse, l’esonero appare inevitabile.
FOTO: DAVIDE DE AMICIS

Commenti