Prima squadra

Involuzione inspiegabile e profonda crisi

Cosa è successo al Delfino?

19.12.2022 07:01

“Sembriamo i fratelli di quelli visti ad inizio stagione”. Non usa mezzi termini mister Alberto Colombo e parla ovviamente al plurale, mettendosi per primo nel calderone. Adesso per il Delfino è vera crisi e non la si può nascondere. La domanda, come avrebbe chiesto Antonio Lubrano, però sorge spontanea: qual è il Vero Pescara? Era quello di inizio stagione o è quello di adesso? Al momento propendiamo per la prima soluzione, essendo anche fisiologici e naturali i periodi negativi nel corso di una stagione (meglio adesso che nel finale di regular season o, peggio ancora, ai playoff…), ma è chiaro che per averne la certezza sevono risposte immediate. Concrete e convincenti. Perchè una parentesi negativa è tale se è circoscritta. E comunque bisogna porsi delle domande e darsi delle risposte, perchè l'involuzione è chiara e inspiegabile. Non può essere derivata dalla sconfitta nello scontro diretto col Catanzaro (il secondo scontro diretto perso in stagione, entrambi all'Adriatico, dopo quello di inizio campionato col Crotone, episodico però perchè era la classica partita da riusltato ad occhiali che solo un episodio fortunoso, come poi è stato, poteva risolverla). Un ko con una squadra da record a livello europeo poteva anche essere messa in preventivo, forse non in quelle dimensioni ma nella sostanza sì. D'altro canto il Catanzaro è savvero di altra categoria. Il 6-1 al Potenza di ieri vale ai giallorossi di Vivarini il record di punti ottenuti nel girone d’andata. Mai nessuna squadra in Serie C ne aveva totalizzati 51, superata la Reggina 2019/20 che si era fermata a 49. Iemmello e compagni scrivono la storia. Però qualcosa si è rotto da Pescara-Catanzaro di fine novembre. Il perchè è un mistero. Ma è un dato di fatto. 

La terza sconfitta consecutiva all'Adriatico, la quarta in stagione sulle 5 complessivamente maturate, relegano ad una parentesi l'acuto di Monopoli e portano a 4 i ko nelle ultime 5 partite. Il Delfino si è smarrito e la firma sulla sconfitta nell'ultimo match casalingo del 2022 è di Massimo D'Angelo da Lanciano, che in Abruzzo ha indossato le maglie di Penne, Atessa Val di Sangro, Giulianova e Sulmona, un nome noto da queste parti ma non al grande pubblico. Un Carneade per il grande calcio, ma uomo di categoria che ha nobilitato una squadra, il Picerno,  che all'Adriatico ha centrato l'ottavo risultato utile consecutivo (6 vittorie e 2 pareggi, compreso quello contro il Crotone prima di andare ad espugnare Pescara). Non più una sorpresa o una rivelazione del campionato la squadra di Longo, ma una solida realtà. Ma il ko è inspiegabile, perchè il Delfino ha avuto 0 idee, 0 iniziative, 0 di tutte le cose positive. Non è più la macchina organizzata di prima. Non è più compatta. Non ha più parecchi interpreti in buona forma, fisica e mentale. Sono dati di fatto. 

Mister Colombo aveva inevitabilmente il volto scurissimo a fine gara e ha fatto fatica ad analizzare la giornataccia di un Pescara troppo brutto per essere vero. “Ci sarebbe da non dare spiegazioni per questa prestazione, perchè credo che siano superflue. Sembriamo i fratelli di quelli visti ad inizio stagione, c'è stata una forte involuzione mentale. Dobbiamo guardarci dentro e provare a reagire. Dobbiamo ritrovare stima in noi stessi, nessuno da fuori ci può aiutare. La fiducia va conquistata, quando la si perde bisogna essere determinati a riconquistarla”, le parole del tecnico, che non accampa scuse e si sofferma più sugli aspetti psicologici che non su quelli tattici. “Ci sono stati tanti errori tecnici che potevano costarci caro ben prima dell'ingenuità sul gol del Picerno. Se gli episodi girano contro è perchè ci stiamo mettendo del nostro, credo che a determinare il tutto sia un aspetto psicologico perchè è la testa che fa funzionare tutto. Le risorse vanno trovate all'interno del gruppo, che deve dare una risposta ed avere una reazione. E' l'intero gruppo che deve trovare dentro se stesso le risposte”. 

Il momento è durissimo e a fine partita il presidente Daniele Sebastiani si è intrattenuto a lungo con il ds Daniele Delli Carri per analizzare il momento e, forse, anche per parlare di mercato. Nel Picerno ha fatto una buona impressione il classe 2002 Rachid Koudà, jolly di centrocampo che piace tantissimo al Pescara. 

Testa bassa e pedalare, il momento durissimo in casa Pescara richiede solo questo. Tra i giocatori biancazzurri c'è piena consapevolezza del periodo negativo e prima di archiviare il 2022 agonistico c'è ancora la gara di Avellino per dare un segnale di ripresa a tutti, in primis a se stessi e poi anche a quel Crotone che è tornato a riallungare sui biancazzurri in ottica secondo posto dietro l'ormai imprendibile Catanzaro. Sono 7 ora i punti di distacco dai pitagorici, a rendere lo scontro diretto dello Scida di metà gennaio una gara da dentro o fuori per già per la piazza d'onore del podio del Girone C. Sempre a patto di non perdere nel frattempo ulteriore terreno (ci sono infatti ancora 2 gare da giocare prima di Crotone-Pescara)…. A parlare nel posto sconfitta col Picerno è capitan Luca Mora, uno che non ha mai avuto peli sulla lingua e che non si è mai nascosto dietro frasi fatte o di circostanza. “Adesso bisogna solo stare in silenzio e lavorare per tornare la bella squadra che abbiamo ammirato fino a qualche tempo fa”, le parole a caldo dell'esperto centrocampista , ex Spal. “Ci sono dei momenti in una stagione dove le cose vanno male e adesso viviamo proprio uno di questi periodi. Abbiamo fatto una brutta partita e abbiamo preso gol nel primo tiro in porta incassato, forse l'unico degli avversari. Era una partita da 0-0, ma noi in casa questo genere di gare dobbiamo cercare di vincerle. Le squadre avversarie ora ci aspettano basse e schiacciate. Ricordiamoci però che siamo ancora terzi in un campionato assai difficile nonostante si siano perse 4 delle ultime 5 partite”. L'ultima frase è l'unico sprazzo di ottimismo per vedere il bicchiero mezzo pieno di un finale di girone di andata da brividi. Eppure la prima parte di regular season è andata in archivio col Pescara a quota 39 punti, non pochi. In tanti, tantissimi ad agosto avrebbero messo la fiirma in calce a questo score. Eppure ora sembra davvero poco, anche perchè le due cugine davanti non accennano a mollare ed hanno una velocità di crociera impressionante. Senza di loro il Pescara sarebbe primo. E lo sarebbe anche ora se fosse nel Girone A e sarebbe a un punto dal primato nel Girone B. MA tant'è. 

Serve una scossa e serve soprattutto capire i motivi di questa crisi di rendimento e risultati dell'ultimo mese. Capire per intervenire e risolvere. Forse il problema è principalmente mentale, ma ci sono componenti tattiche e fisiche a nostro parere ad incidere. Anche se i biancazzurri pensano altro. Ad esempio è ancor più cruda l'analisi di Matija Boben, il gigante sloveno della retroguardia biancazzurra, rispetto a quella di Luca Mora. “Abbiamo perso un po' la stima in noi stessi, il problema che abbiamo è più di mentalità che non di aspetti tattici o fisici”, e chiarissime parole del classe 1994. “Dobbiamo lavorare e migliorare su questo aspetto mentale per ritrovare il Pescara di un mese fa. Purtroppo è capitato questo momento, non so il perchè ma so che dobbiamo ritrovarci il prima possibile”. C'è ancora una partita prima di staccare la spina per un po' e chiudere il 2022 agonistico. E' quella di venerdì, poco prima di Natale. Non sarà facile spuntarla, ma serve una reazione d'orgoglio in primis al Partenio. Per non rischiare poi di buttare il bambino con tutta l'acqua sporca, come si suol dire….

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