Prima squadra

Una netta e preoccupante involuzione di una squadra che non ha mai convinto

I prossimi 180 davvero determinanti per il Delfino

22.02.2022 00:01

“A Fermo dobbiamo vincere e riportare a casa i 3 punti”. Parlava così Simone Pontisso dopo l'infrasettimanale dell'Adriatico contro la Virtus Entella. Missione miseramente fallita per il Pescara, che solo su rigore, nonostante un tempo in superiorità numerica, è riuscito a pareggiare i conti. Il finale però rende i biancazzurri lividi di rabbia, per il gol annullato al 94' a Ferrari che poi per proteste è stato espulso. Ma è un dettaglio, importante quanto vuoi, che non cancella comunque una prestazione da matita blu. 

Sul piano agonistico e dell'intensità la partita degli avversari è stata superiore, anche se tutta votata alla protezione del risultato: ma da una squadra in lotta per la salvezza e dalla cifra tecnica nettamente inferiore, era lecito aspettarsi proprio questo tipo di partita. Interpretata e svolta bene, con idee chiare e svolgimento del compito ineccepibile o quasi. Era scontato e inevitabile trovarsi al cospetto di un avversario che avrebbe fatto una partita sporca, di fisico e grinta. Ma era possibile scardinare il bunker fermano. E' vero che con Riolfo in panca i gialloblù non sono mai stato battuti al Recchioni, e qualcosa vorrà pur dire, ma è altrettanto vero che per, pur giocando un tempo in superiorità numerica, i biancazzurri non sono mai riusciti a creare vere insidie dalle parti di Ginestra, grazie ad una manovra piatta, priva di idee e frutto sempre di occasionali iniziative mai ben orchestrate. Non è un caso che nelle ultime 5 partite sia stato segnato un solo gol, oltretutto su calcio di rigore: l'involuzione della manovra è netta, chiara, inequivocabile al di là dell'opinione del tecnico, che sembra essere di ben altro avviso. 

Se da 270 minuti si è andati in rete una sola volta e dagli 11 metri, se si fatica tantissimo a creare qualcosa degno di nota e se nel complesso delle 3 partite i tiri verso la porta si contano sulla punta delle dita di due mani, forse anche una sola, non si può che parlare di notevoli passi indietro rispetto al periodo della striscia positiva interrotta a Reggio Emilia. La gara coi granata è stata ancora una volta uno spartiacque, come all'andata. Stavolta ha inaugurato un periodo, ancora aperto, che ha fatto registrare 2 punti portati a casa sui 9 disponibili, con 3 reti al passivo e 1 sola (su rigore) all'attivo. Troppo poco. Le chiacchiere stanno a zero: se Reggiana e Modena sono a 21 punti (meritati) di distanza e se il terzo posto, da mesi ormai l'unico obiettivo del Delfino, è lontano 7 punti (ed il Cesena non sta correndo come un forsennato, avendo collezionato 2 vittorie, 2 pari e 1 sconfitta nelle ultime 5 gare...) il fallimento è chiaro.

Se dopo 27 gare il Pescara non è ancora una squadra, cambia uomini e moduli di partita in partita e spessissimo all'interno di una stessa gara e più volte, se non si ha una precisa fisionomia e una vera identità, se sono 13 i punti conquistati nel girone di ritorno, 2 in meno rispetto alle prime 8 giornate di campionato (ma nella seconda parte di regular season – Auteri dixit - non si doveva incrementare il bottino??), le responsabilità – al netto di quelle societarie che ne sono il padre putativo, e non da oggi, ed è superfluo rimarcarle ancora una volta – sono della panchina. "Come nel girone d’andata, i primi scontri diretti andati a vuoto (Reggiana ed Entella) lasciano il segno sulla tenuta mentale della squadra di Auteri, che si conferma fragile e non all’altezza delle primissime posizioni della classifica", si è letto. Vero. Come è vero che non si è vinto nemmeno uno scontro diretto finora e che anche con le cosiddette “piccole” il Pescara troppo spesso arranca e perde punti.

Ora bisogna invertire immediatamente la rotta, per non buttare davvero e in largo anticipo una stagione che sarà comunque difficile raddrizzare negli infiniti playoff. Vincere gli spareggi è già di suo complicatissimo per tutti, figuriamoci per un Pescara che oggi non sembra poter davvero competere con squadre, anche degli altri gironi, che sono nettamente migliori sotto tutti i punti di vista. Domani si gioca a Pesaro (senza Ferrari), lunedì a Modena: due gare difficilissime. Alla fine dei prossimi 180 minuti, però, si avranno risposte definitive e importantissime sulle ultime domande rimaste in sospeso...

Commenti

Abruzzo & Giro d’Italia, una lunga storia d’amore tutta rosa: Merckx, Pantani, Bernal e poi...
Il derby d'Abruzzo è biancazzurro