Prima squadra

Pigliacelli: "Zeman si è battuto per me ed io ho chiesto di restare a tutti i costi"

25.08.2017 00:26

Il dualismo tra Vincenzo Fiorillo e Mirko Pigliacelli, ha catalizzato l'attenzione generale dell'universo biancazzurro per tutta l'estate. Il dilemma su quale dei due sarà il titolare non è stato sciolto, qualcosa di più si capirà a partire da domenica (la doppia sfida di Tim Cup non è da ritenere troppo indicativa in tal senso...). Pigliacelli però è pronto a prendersi la porta del Pescara. E a non lasciarla più, dopo aver momentaneamente salutato per due volte (la prima quando il suo cartellino non era ancora biancazzurro; la seconda a gennaio scorso). E dopo stagioni lontano da Pascara, ma vissute da protagonista (a Vercelli e Trapani) vuole imporsi in riva all'Adriatico. 

Ha rinnovato il suo contratto fino al 2022 e si sente parte integrante del nuovo progetto Pescara: «Sono arrivato l'anno di Marino e ho sempre voluto far parte di questa società. Avevo il desiderio di difendere i pali della nostra porta e voglio restare a Pescara. A luglio potevo passare all'Avellino ma poi mi sono confrontato con la società e ho chiesto di rimanere a tutti i costi. Zeman si è imposto per me e questo mi rendo molto orgoglioso, è un motivo in più ma, ripeto, volevo fortemente restare. Con il mister ci siamo sempre sfiorati, a Roma e a Pescara... Io o Fiorillo titolare? Sarà Zeman a scegliere. Con lui ho un ottimo rapporto, ci conosciamo da molto tempo. Non so chi giocherà, ho delle buone sensazioni. l mio modo di stare tra i pali piace molto all'allenatore - spiega Pigliacelli - sono molto contento di poter lavorare con lui. ».

Partire bene in campionato può risultare importantissimo anche per questioni "ambientali": «È un momento importante per me e per la squadra, contro il Foggia sarà una partita molto sentita e speriamo subito di fare risultato. E' una grande squadra con grandi motivazioni. Noi però dobbiamo pensare a riconquistare quello che spetta al Pescara». Lo scorso anno fece il giro del web e delle tv una sua azione palla al piede fino alla trequarti avversaria (QUI VIDEO), ma non si è mai ispirato a Rogerio ceni o Higuita, due che con i piedi ci sapevano fare: «Ho sempre visto e amato Peruzzi e Casillas», racconta.  «Quell'azione con il Frosinone? C'era campo e dovevamo ribaltare subito l'azione. L'ho fatta in maniera ponderata. Forse è piaciuto questo a Zeman.... Da quando ero piccolo ho sempre avuto la predilezione di giocare molto con i piedi e nel calcio di oggi è importante. Sono molto istintivo, agisco d'impulso». 

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