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La più bella partita nella storia del Pescara [VIDEO]

20 aprile 2012, Padova-Pescara 0-6

01.05.2026 07:00

Lorenzo Insigne vuole regalare al popolo biancazzurro un'altra serata magica, come quella di 14 anni fa. Era il 20 aprile 2012 e a Padova, all'interno di una stagione semplicemente leggendaria, andò in scena quella che da molti è ritenuta la più bella partita nella storia del Delfino, uno 0-6 che fu il trampolino di lancio verso la promozione nella massima serie dell'armata Zeman a riportare in riva all'Adriatico la serie A a 20 anni di distanza dall'ultima volta. Quello 0-6, che fece il giro del mondo, rappresentò la prima di 7 vittorie di fila nelle ultime 7 partite di campionato, a issare il Delfino da 90 gol all'attivo al primo posto finale davanti al Torino, battuto qualche settimana dopo (il 12 maggio, con ultimo gol in biancazzurro di Insigne di quell'annata) per 2-0 all'Adriatico in un altro pomeriggio da brividi. Quella sera di fine aprile in Veneto, però, in pochi pensavano di assistere ad una partita così. Il Pescara veniva da un periodo buio, 1 punto nelle ultime 5 partite, ed era ancora scosso per la tragedia di Piermario Morosini di una settimana prima. Il Moro aveva giocato a Padova e la commozione generale prese il sopravvento prima del calcio di inizio, con la foto del povero giocatore apparsa sul tabellone luminoso mentre dagli altoparlanti veniva diffusa la canzone 'Una vita da mediano' di Ligabue. Le due squadre e la terna arbitrale entrarono in campo con una maglia indicante nome e numero (25) di Morosini ed è stato osservato 1' di raccoglimento, poi solo applausi da parte degli 8.395 spettatori tra i quali c'era anche Roberto Boninsegna. In campo fu però partita vera. E bellissima. In settimana, rispondendo a qualche critica e agli scettici che andavano moltiplicandosi in quei giorni di scarsi risultati (“La favola è finita”, dicevano), Zeman in conferenza stampa disse: “Adesso ce la faccio vedere io Zemanlandia”. Ma forse ci credevano solo lui e i suoi ragazzi, che approcciarono la partita contro un Padova che si giocava un posto ai playoff con una cattiveria agonistica e una qualità incredibili. Quella partita fu il vero manifesto di Zeman. Il Pescara mise alle corde i biancoscudati sin da subito, ma ci volle un calcio di rigore di Ciro Immobile al 37' per stappare la partita, dato che Mattia Perin, che l'anno dopo passò proprio al Delfino, parò l'impossibile. Sembra incredibile, ma il migliore in campo di quella gara, con voti altissimi in pagella nonostante sia stato costretto a raccogliere per 6 volte il pallone in fondo al proprio sacco, fu proprio l'estremo veneto, che nella ripresa si piegò alla doppietta di Lorenzo Il Magnifico (7' e 11'), alla prima rete italiana del danese Matti Lund Nielsen (23'), a un altro gol di Immobile (37') e al sigillo finale di Cascione (40'). Finì 0-6, fosse finita 1-12 nessuno avrebbe potuto dire nulla tante furono le occasioni create in serie da un Pescara guidato in cabina di regia da un ispiratissimo Marco Verratti. A fine partita un'autentica ovazione da parte del pubblico avversario accompagnò i biancazzurri negli spogliatoi, mentre gli ultras biancoscudati costrinsero tutti - squadre, arbitri, addetti e giornalisti - a restare nel ventre dello stadio fin dopo mezzanotte. Scoppiò infatti una dura contestazione, in particolare nei confronti del tecnico Alessandro Dal Canto che, curiosamente, aveva debuttato in B un anno prima battendo 2-0 il Delfino, ma per il biancazzurri il ritorno a casa fu dolcissimo, anche se ritardato. Quattordici anni dopo non ci si gioca la serie A o un posto ai playoff, ma la permanenza in B. Al Padova basta poco per blindarla, al Pescara serve invece solo una vittoria, anche meno scintillante di quella del 2012. 

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