Prima squadra

Cosa farà ora Brugman? Premesse, prospettive e nomi alternativi

Dopo l'addio di Insigne...

09.07.2026 07:18

Il rischio è che adesso anche Gaston Brugman decida di non restare. Il Pescara, che sognava di mantenere tutti i suoi big in organico, potrebbe vedersi costretto a cambiare strategia in corsa, quasi radicalmente. La decisione di Lorenzo Insigne di non proseguire in biancazzurro ma di accettare la corte della Sampdoria e di rimanere in serie B (ieri visite mediche e firma su un contratto annuale con opzione per un’ulteriore stagione legata al raggiungimento di almeno il 50% delle presenze complessive annuali, mezzo milione la base dello stipendio) potrebbe avere un effetto domino sugli altri senatori biancazzurri. Con Lorenzo Il Magnifico ancora in riva all'Adriatico la permanenza collettiva di tutti i giocatori più rappresentativi del gruppo sarebbe stata quasi automatica per molti elementi, adesso le cose sono diverse. E Gas Brugman, uno dei più positivi del Pescara, ha tanto mercato in cadetteria e sta riflettendo. La proposta del Delfino e del presidente Daniele Sebastiani è nota da tempo: contratto pluriennale, due anni da calciatore e almeno altrettanti da allenatore del settore giovanile, e un legame praticamente a vita coi colori biancazzurri, ma dal diretto interessato e dal papà-manager Andreas per ora nessuna risposta. Non un bel segnale. Prossimo alle 34 primavere, il playmaker uruguaiano pensa di poter dare ancora molto ai piani alti del calcio italiano ed ha parecchio mercato in B. L'ultimo, approfondito sondaggio è stato quello portato dal Modena, che dopo Giacomo Olzer potrebbe innestare nel suo telaio un altro talentuoso giocatore del Delfino. L'ipotesi è concreta ma non è la sola. Su Brugman, infatti, è da tempo attivo il Padova, su esplicita richiesta di mister Antonio Calabro che vede nel giocatore classe 1992 il perfetto metronomo per la sua squadra, e negli ultimi giorni anche l'Empoli del neo ds Fabio Artico (più defilato il Sudtirol) si è fatto vivo. Il club azzurro starebbe infatti seriamente valutando la possibilità di riportare a Monteboro il centrocampista sudamericano, che ha già vestito la maglia dell’Empoli fino al 2012 quando venne prelevato proprio dal Pescara su felice intuizione dell'allora direttore sportivo Daniele Delli Carri. In questo contesto il presidente Sebastiani e il ds Pasquale Foggia non potranno aspettare all'infinito una risposta, che deve arrivare necessariamente entro fine settimana (dal 14 al 16 le visite mediche di idoneità sportiva per la truppa al Medical Center di Montesilvano prima della partenza del 18 per il ritiro di Campo di Giove). Il management pescarese ovviamente non resta a guardare e si cautela sondando le alternative che al momento sono essenzialmente due. La prima e più importante risponde al nome di Christian Langella del Cosenza, fedelissimo di mister Antonio Buscè. Si tratta di un centrocampista centrale dalle caratteristiche profondamente diverse da quelle di Brugman ma è elemento assai affidabile e del quale il nuovo allenatore pescarese si fida ciecamente. Il problema è che il Cosenza è notoriamente bottega cara, anche se al momento c'è molta confusione nei quadri societari, e che il Delfino dai silani vorrebbe prelevare anche la punta Simone Mazzocchi, per il quale la richiesta non sarà inferiore ai 250-300mila euro. Il doppio colpo appare difficile, ma non impossibile specie con il tesoretto Di Nardo in arrivo. L'altro nome è quello di Simone Panada del Venezia, già chiacchierato in orbita Delfino. Ha bisogno di giocare con continuità e di sentirsi responsabilizzato e, dopo aver lasciato l'Atalanta, suo club di origine, ha firmato un contratto con i lagunari fino al 2030 ma non sarà aggregato alla squadra di Giovanni Stroppa che si appresta ad affrontare il campionato di serie A. Può essere l'elemento giusto. 

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