Francesco Di Fulvio no limits
Ma senza calottina azzurra...
Francesco Di Fulvio no limits. Il fuoriclasse pescarese della pallanuoto festeggia l'ennesimo trionfo di una carriera già leggendaria e che è ben lungi dall'essere al tramonto. Da capitano, infatti, ha trascinato la sua Pro Recco alla conquista della diciannovesima Coppa Italia del club più blasonato d'Europa grazie alle 11 Champions League e ai 37 scudetti in bacheca. L'ultimo trionfo si è celebrato alla piscina Sciorba di Genova, nell'ultimo atto della competizione con il 15-7 al Banco BPM RN Savona nel remake della finale del 2025, quando vinsero 11-5 a Napoli. E per Di Fulvio questo successo ha un sapore molto particolare, perchè è il primo che arriva dopo l'esclusione dalla Nazionale, che ha fatto tanto rumore e che ai più resta ancora oggi assurda. Di Fulvio, infatti, è ancora il miglior giocatore italiano in attività e uno dei primi 5 al mondo ed è già nell'Olimpo all time della disciplina: possibile che il Settebello azzurro possa rinunciare a cuor leggero ad un campione così in vista dei Giochi di Los Angeles 2028? E a Genova in tribuna c'era proprio il ct Alessandro Campagna. Nelle scorse settimane sono fioccate le polemiche, ma la famiglia Di Fulvio, compatta, ha fatto scudo intorno a Francesco rispedendo al mittente ogni illazione. “Dedico questa vittoria innanzitutto a mia madre”, ha detto non a caso Francesco a caldo subito dopo la partita. Ed è stata l'unica parentesi riferibile a questioni extra coppa. Da leader, infatti, non si è tolto alcun sassolino dalla scarpa ma ha concesso l'onore delle armi all'avversario e riconosciuto i meriti di tutte le componenti Pro Recco a questo nuovo titolo conquistato, il primo - spera - di una stagione che può portare in dote un'altra Coppa Campioni e un altro Scudetto per arricchire la collezione. “Faccio i complimenti al Savona per l’ottima Final Four disputata. Battendo Brescia ha dimostrato una pallanuoto di altissima qualità e di grandissimo livello. Voglio però fare i complimenti anche a tutto il mondo Pro Recco, dal presidente ai proprietari, dall’allenatore allo staff, e a tutti i giocatori fino al diciottesimo uomo in tribuna. Un ringraziamento speciale va al pubblico. Ora c’è tanto da festeggiare, ma c’è anche da continuare a lavorare perché la stagione è ancora lunga. Abbiamo ancora una partita di Champions League che conta poco a livello di classifica, ma non dobbiamo perdere il livello di gioco che abbiamo raggiunto. Complimenti davvero a tutti: una grande finale, un altro trofeo, arrivato dopo appena quindici giorni di lavoro tutti insieme”

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