Prima squadra

La storia infinita tra Riccardo Maniero ed il Delfino

Settimo marcatore all time del Pescara, in 10 anni intensi tra addiii e ritorni

18.11.2022 10:11

La storia infinita tra Riccardo Maniero ed il Pescara vivrà lunedì un nuovo capitolo, ancora una volta con il centravanti da avversario dei biancazzurri dopo l'ultimo addio, meno polemico e traumatico del penultimo ma comunque amaro. Ne avrebbe parlato in settimana, perchè al Delfino è rimasto comunque legatissimo, ma il clima teso che c'è a Torre del Greco non glielo consentirà: il presidente Colantonio ha imposto il silenzio stampa a tutti i tesserati e revocato permessi e giorno di riposo e così Maniero, come l'altro ex Frascatore, resterà muto e si concentrerà solo sul campo. Lunedì Ricky ritroverà il Pescara per la prima volta dopo i saluti dell'estate 2020, quando lasciò il Pescara in B dopo la lotteria dei rigori nella sfida playout contro il Perugia di Oddo. Nel match d'andata, nel “suo” stadio Adriatico, siglò l'ultima rete da giocatore biancazzurro, mettendo la firma su una salvezza alla quale aveva contribuito con 7 reti, 6 delle quali in regular season. Nel contratto che andava a scadenza c'era una clausola chiara: qualora avesse siglato 7 reti in campionato il vincolo si sarebbe automaticamente rinnovato, ma il settimo sigillo arrivò solo nell'appendice post season e la società pescarese decise di non continuare insieme. Salutò Pescara l'indomani della gara di ritorno dello spareggio salvezza di Perugia, che si giocò il 14 agosto, quasi a chiudere idealmente un cerchio che si era aperto esattamente 10 anni prima. Era infatti il Ferragosto 2010 quando Maniero, appena arrivato in comproprietà dalla Juventus, segnò il suo primo gol da giocatore del Pescara, in Coppa Italia contro l'Albinoleffe. In panchina c'era Eusebio Di Francesco ed il Delfino era appena tornato in B. L'anno dopo doveva essere il titolare del nuovo Pescara targato Zdenek Zeman, ma dopo un precampionato da titolare alla vigilia del debutto a Verona alcuni comportamenti che non sono piaciuto al boemo hanno consegnato una maglia da titolare a quel Ciro Immobile, suo grande amico, che poi divenne il capocannoniere di quella squadra fantastica. Maniero, però, fece comunque il suo: a gennaio Zeman bloccò la cessione del figlio d'arte (il papà Enrico giocò, tra le altre, anche col Napoli) per far spazio ad un certo Mauro Icardi, all'epoca imberbe prospetto della Sampdoria che Delli Carri avrebbe voluto a Pescara e che poi divenne il castigatore dei biancazzurri, tanto in maglia Samp quanto con la casacca dell'Inter. Maniero era fondamentale per gli equilibri dello spogliatoio e si fece sempre trovare pronto, come quando una sua super rete alla Nocerina sui titoli di coda dell'ultima giornata consegnò, a promozione già acquisita da una settimana, il primo posto al Pescara dei record davanti al Torino. Non bastò per essere confermato: nella Babele di Stroppa in serie A per Maniero non c'era posto e per lui si aprirono le porte di un prestito alla Ternana. Non un'esperienza memorabile, a differenza del ritorno in riva all'Adriatico. Divenne il perno prima del Pescara targato Marino-Cosmi e poi di quello di Baroni, dove divenne leader e capocannoniere chiudendo l'anno solare ed il girone d'andata con 12 gol in 15 partite. A gennaio il ribaltone: per questioni essenzialmente di bilancio e contro la volontà del giocatore Maniero fu ceduto tra le polemiche al Catania del nuovo ds Delli Carri. Bari, Novara e Cosenza, dove sigla l'unico gol da ex al Delfino nell'1-1 del Marulla (pareggio di Crecco) senza esultare, le tappe precedenti all'ultimo ritorno, quello del 2019-20. Perchè “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Con 43 gol in 133 presenze Maniero è il settimo marcatore all time nella storia del Pescara e in biancazzurro, come ha detto lui stesso dopo la mancata conferma del 2020, avrebbe voluto chiudere la carriera. Non sarà così. E' andato prima ad Avellino (20 golin 54 gare in C) e dallo scorso 31 agosto alla Turris (3 gol in 10 presenze), dopo un'estate da separato in casa e un botta e risposta asprissimo con Taurino, all'epoca trainer dei Lupi d'Irpinia. Doveva tornare a Pescara da ex alla prima di campionato con la maglia biancoverde, si ritroverà contro il Delfino – che in 7 precedenti da avversario non ha mai battuto (4 pareggi e 3 sconfitte) - lunedì e, se dovesse segnare, non esulterà. Perchè è ancora troppo forte il legame con Pescara ed i pescaresi. “Sono rimasto male, mi sarei aspettato almeno una telefonata dei dirigenti”, disse all'epoca dell'addio. “Comunque sarò per sempre un tifoso del Pescara”

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