Prima squadra

L'ex Palladini riparte dalla Samb. E parla del Pescara...

L'icona biancazzurra tra presente e futuro suo e del Delfino

06.06.2024 00:01

FONTE: IL MESSAGGERO ED ABRUZZO.  Ottavio Palladini riparte dalle sue origini. L’ex centrocampista del Pescara è il nuovo allenatore della Sambenedettese, il club della sua città che milita in Serie D e, come il Pescara, per blasone della società e passione dei tifosi meriterebbe di giocare in categorie superiori. “Sono molto carico e ringrazio la dirigenza per avermi dato questa grande opportunità” dice il 52enne allenatore che aveva già guidato la Samb per circa 5 anni dal 2009 al 2017, “non è mai semplice allenare la squadra della propria città, ma darò il massimo per disputare un buon campionato e regalare soddisfazioni ai tifosi”. Bandiera del Pescara, Palladini è il calciatore con il numero più alto di presenze nella storia della società biancazzurra. Ben 322 partite tra il 1992 e il 1998 e tra il 2000 e il 2004, e una promozione in B da capitano nel 2003 con Ivo Iaconi in panchina. Il tecnico rossoblù segue sempre con interesse le vicende del Delfino. “Mi aspettavo qualcosa in più dai biancazzurri. Il Pescara in C dovrebbe recitare sempre un ruolo importante, purtroppo quest’anno è andata male. Speravo in un cammino positivo ai play off, invece al secondo turno è arrivata l’eliminazione. Il problema è che la squadra, dopo un’ottima partenza, non ha più avuto una continuità di rendimento, requisito indispensabile per potersi giocare qualcosa di bello”. Eppure, almeno secondo Palladini, l’organico non era affatto scadente. “Tutt’altro, c’erano tanti giovani di qualità e qualche elemento esperto, purtroppo non si è creata la situazione ideale per arrivare fino in fondo. Ai play off mi aspettavo uno scatto che invece non c’è stato”. I problemi di salute di Zdenek Zeman, le difficoltà con Giovanni Bucaro, infine il tentativo disperato con l’ingaggio del terzo allenatore, Emmanuel Cascione, che dopo un buon approccio non è riuscito a fare compiere il salto di qualità alla squadra. “È stata una stagione travagliata, alla fine Cascione ha provato a dare una scossa e a mio avviso nel complesso ha svolto un buon lavoro, considerando che era subentrato in una situazione oggettivamente complicata”. Intanto il Pescara si appresta a disputare il quarto torneo di C consecutivo. L’ambiente è depresso, la sensazione è che il clima pesante si farà sentire anche nei prossimi mesi. “Mi auguro non sia così, è fondamentale ripartire con lo spirito giusto. Una squadra, specie se giovane, fa fatica a rimanere tranquilla quando ci sono le contestazioni. Alla prima difficoltà possono esserci delle ripercussioni negative e per reagire serve una grande forza caratteriale. Spero che si possa ritrovare al più presto un pizzico di serenità”. Nel 2002-03 il Pescara di Palladini fu protagonista di un emozionante testa a testa con l'Avellino, ma alla fine direttamente in B andarono gli irpini per soli 3 punti. Poi il Delfino conquistò la promozione ai play off battendo nella finalissima il Martina. “La C è un campionato tremendo, sale una sola squadra e i play off sono un terno al lotto. Dopo la delusione per il primo posto sfumato, continuammo a crederci mostrando una forza mentale invidiabile e alla fine centrammo l’obiettivo”.
 

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