Prima squadra

Modena-Pescara 1-0, le pagelle dei biancazzurri

Delfino bello, sfortunato e penalizzato

01.03.2022 09:07

A CURA DI MATTEO SBORGIA - 
Che peccato! Un Pescara gagliardo, quasi perfetto va a Modena a fare la voce grossa in casa della capolista e la tiene in bambola per quasi tutto il match. Al 10’ i biancazzurri recriminano a ragione per un rigore non concesso per via di un fallo nettissimo di Piacentini su Cernigoi. Per il resto gli uomini di Auteri sono padroni dal campo soprattutto nel primo tempo, diverse le occasioni create ma non finalizzate. Nella seconda frazione, esce il Modena che all’ultimo secondo trova la rete del vantaggio con Minesso. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto ma la grande mole di gioco creata e non concretizzata, il penalty non concesso, l’espulsione di Drudi e i cambi scellerati del trainer siciliano hanno fatto il resto.
Sorrentino 7: Trascorre il primo tempo da spettatore. Anche nella ripresa non compie nessuna parata, ma dimostra di essere padrone della sua area attraverso interventi in presa alta. Sul goal del Modena non ha colpe, Cancellotti tiene in gioco Minesso.
Veroli 7: Prestazione impeccabile la sua. Da terzino bloccato non concede campo né spazi agli avversari di competenza. Attento, puntuale, preciso. (70’Frascatore sv)
Drudi 5.5: Ottima prova dell’esperto difensore biancazzurro fino all’espulsione rimediata nella seconda frazione per doppia ammonizione. A prescindere dalle polemiche sul primo cartellino giallo, un giocatore della sua levatura e esperienza già ammonito, non si può permettere di commettere una sciocchezza del genere e lasciare la squadra in un momento topico della contesa in inferiorità numerica.
Ingrosso 7: Semplicemente ineccepibile.
Zappella 7: Ormai è una piacevole certezza. Quando è tra i suoi piedi il pallone è sempre al sicuro. Primo tempo di spinta, secondo di contenimento. Inesauribile. Se ci fosse la possibilità dovrebbero clonarlo.
Pompetti 7: Prova sontuosa di lotta e governo.
De Risio 7.5: Il migliore in campo a nostro giudizio. Una roccia in mediana per forza, lucidità, ardore agonistico. Al Braglia è andata in scena la sua più bella prestazione da quando è in biancazzurro.
Rauti 7: Sacrificio, qualità tecnica e corsa di sicuro non gli mancano. Attitudini che mette sapientemente in mostra. Chapeau. (79’ Cancellotti 5,5) Ha la responsabilità di trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato. Sulla rete di Minesso, è lui a tenerlo in gioco
Pontisso 7: Utile, prezioso, grintoso, insostituibile. Fino a quando è sul rettangolo verde è artefice della gara perfetta. Da ricordare che è stato recuperato all’ultimo. (60’ Nzita 6,5) Quando è sgravato da compiti difensivi e di copertura si vede. Entra, corre, gioca e lo fa alla grande
Clemenza 7: Qualità ma soprattutto quantità al servizio del Delfino. E’ bravo a calarsi da subito nella partita che interpreta alla perfezione. Sempre pronto nei raddoppi, elargisce una grande mano ai compagni. Nel contempo non disdegna qualche sortita offensiva. Gioca a tutto campo e con profitto. (79’ Illanes sv)
Cernigoi 6.5: Corre, appoggia, si fa trovare sempre pronto. Partita esemplare se non fosse per la poca lucidità in area di rigore che mostra e dimostra di avere. Al 10’ del primo tempo non gli viene concesso un rigore solare. (60’ D’Ursi 6) Da falso 9 non ingrana. Entra e ha subito l’occasione di portare in vantaggio il Pescara, ma è poco fortunato perché il tiro gli viene respinto. Per il resto fa quello che può in ruolo non suo.
Auteri 6.5: E’ bravissimo a sorprendere e imbrigliare gli uomini di Tesser. La sua squadra gioca ottimamente per quasi tutta la partita. Il Modena per 75 minuti è smarrito. Sbaglia totalmente i cambi. Cernigoi out e D’Ursi dentro: E Ferrari? Anche l’ingresso di Cancellotti anziché quello di Ierardi andrebbe spiegato. A fine gara è comprensibilmente arrabbiato ma attenzione: non bisogna cadere nella trappola degli alibi. Non serve pensare troppo, parlare e recriminare sull’arbitraggio e gli episodi. Il match interno con la Reggiana deve insegnare. Si  prenda ciò che di buono (molto) è stato prodotto e si riparta da lì, trasformando la rabbia e la delusione in energia positiva, convinzione, consapevolezza nei propri mezzi. Tutto il resto va resettato, dimenticato.

 

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