Prima squadra

Auteri: «Credo nella promozione attraverso i playoff»

«Nel girone di ritorno dobbiamo accumulare 40 punti, uno lo abbiamo già fatto, ne restano 39».

04.01.2022 00:05

Mister Gaetano Auteri ha un obiettivo importante e ambizioso: riportare il Delfino in B. Il tecnico di Floridia ci crede e non ne fa mistero nell'ultima intervista rilasciata, la prima del 2022, al quotidiano Il Centro. Vi riproponiamo il pezzo di Tontodonati sul quotidiano abruzzese. Buona lettura

«Mi auguro di centrare la B, poi i tifosi conosceranno il vero Auteri. Farei un saluto di 30 secondi scendendo subito dal palco».
Auteri, il bilancio del 2021? «Le annate nel calcio sono sempre strane, imprevedibili. A Bari abbiamo svolto un buon lavoro, però c’era la Ternana che andava come un missile. A Pescara siamo partiti bene, ma abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo. Resto convinto che la squadra abbia enormi potenzialità».
Cosa chiede al 2022?
«Nel girone di ritorno dobbiamo accumulare 40 punti, uno lo abbiamo già fatto, ne restano 39. È questo il nostro obiettivo, non sarà facile, ma siamo in grado di centrarlo».
Ad inizio stagione il Pescara segnava a raffica e subiva troppi gol. Poi il passaggio al 4-3-3 e il ritorno al 3-4-3. Senza il cambio di modulo il Delfino avrebbe più punti?
«Nessuno può dirlo, è impossibile avere un riscontro. Abbiamo commesso alcuni errori, però, è pur vero che la dea bendata ci ha voltato le spalle. Occasioni fallite, gol presi in modo ingenuo e alcune decisioni arbitrali sfavorevoli hanno condizionato il nostro cammino».
Dopo sei mesi che idea si è fatto su Pescara e i pescaresi?
«La città è splendida e i tifosi pescaresi sono molto appassionati. Quando passeggio per le vie del centro non c’è nessuno che non mi parli di calcio. Fastidio? Per niente, anzi, è uno stimolo in più. Non amo i posti in cui non c’è pressione, mi sento vivo nelle piazze calde. Tocca a noi riportare i tifosi allo stadio, anche se gli strascichi della retrocessione sono difficili da assorbire».
Domani inizia il mercato. Cosa ha chiesto ai dirigenti? «A gennaio difficilmente le squadre riescono a rinforzarsi. Ci sarà qualche movimento, però nulla di eclatante. Le risorse sono all’interno, mi aspetto progressi da tanti giocatori, ad esempio Nzita, Diambo, De Marchi, D’Ursi e altri. Inoltre, ai tanti giovani già presenti in organico, aggiungeremo Blanuta e molto probabilmente Delle Monache che si alleneranno con noi».
Contento per l’arrivo di De Risio?
«È un calciatore forte e avevamo bisogno di un elemento con le sue caratteristiche. Non gioca da tanto? È integro, in poco tempo sarà al passo degli altri».
È vero che con lei si lavora troppo?
«Il giusto. Giochiamo un calcio intenso, fatto di ritmo e velocità di esecuzione, per cui bisogna allenarsi. Quando ero a Nocera prendemmo Farias dal Foggia di Zeman. Dopo una settimana di allenamenti con noi mi disse: “Mister, sono andato via perché con il boemo gli allenamenti erano durissimi, ma credo di aver sbagliato i calcoli, quasi quasi torno da lui”».
Ultimamente ha dato fiducia ai giovani. Sorrentino, Veroli, Diambo, Rasi e Pompetti titolari, chance anche per Chiarella e Rauti.
«Giocano perché sono bravi e hanno una grande cultura del lavoro. Sono sempre concentrati, manca all’appello Nzita, che è un po’ pigro, ma state tranquilli, non lo mollo. Ha qualità stratosferiche, quando capirà che il lavoro è importante farà la differenza».
Pompetti ha tanti estimatori: ha posto il veto sulla cessione?
«Sono un dipendente e comunque gli allenatori non possono mettere veti. Tocca alla società farlo, in ogni caso credo che Marco debba restare qui fino a giugno, sarebbe il percorso migliore per lui. È forte nella testa, va a cento all’ora negli allenamenti e ha margini di crescita enormi».
Il rendimento di D’Ursi è stato inferiore alle attese. Perché?
«Non deve pensare al gol, ma alla prestazione, gliel’ho detto mille volte. Ha solo bisogno di ritrovare la serenità».
A Pontedera c’è stato un faccia a faccia duro con gli ultrà e molti tifosi hanno apprezzato la sua lealtà.
«Ci ho sempre messo la faccia, in vita mia non mi sono mai nascosto. Mi sono preso la responsabilità e spero di rendere felici i tifosi. E se andremo in B conoscerete il vero Auteri. Festa in piazza sul palco? Farò un saluto di 30 secondi e andrò via, gli elogi mi imbarazzano».
C’è un collega che ammira? «Stimo Italiano della Fiorentina, l’ho affrontato quando allenava il Trapani. Le sue squadre giocano un calcio corale, intenso e spettacolare. Al contrario, non mi piacciono quelli che speculano sugli avversari».

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