Prima squadra

Sebastiani: "Società, allenatore, Padova, Verratti e il mercato, vi dico che..."

Il presidente è tornato a parlare

13.06.2026 13:25

Dopo un lungo periodo di silenzio è tornato a parlare il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e lo ha fatto dalle colonne de Il Centro in una lunga e interessante intervista a firma Enrico Giancarli. Ecco quanto dichiarato da il numero uno di casa Delfino al quotidiano abruzzese oggi in edicola

Sebastiani, come è andata l’attesa dopo quel Pescara-Spezia?

«Mi sarei aspettato un mese di maggio caldo. Con tante proposte di acquisto e tante persone fuori dal mio ufficio. In realtà l’unica fila che ho visto in questo mese è quella dal parrucchiere quando mi sono andato a tagliare i capelli. Quindi questa società ha dovuto mettere mano al portafoglio, preparare le fideiussioni e provvedere all’iscrizione al prossimo campionato. Che abbiamo formalizzato una settimana fa».

Se la sente di fare le scuse alla piazza e alla tifoseria per la retrocessione in Serie C?

«Abbiamo fatto degli errori. Quali? Non sono rimasto soddisfatto della scelta tecnica che avevamo fatto. Tanti torti arbitrali nella prima parte li abbiamo subiti. Da gennaio poi tutto è cambiato con un mercato importante al punto da fare una rimonta che poteva essere storica se fosse arrivata la salvezza. La tifoseria biancazzurra è stata il dodicesimo e anche il tredicesimo uomo in campo. Sono certo che senza i divieti per il post Frosinone con la nostra Curva in trasferta ci saremmo salvati al 100%. Si chiede scusa quando si sbaglia atteggiamento o si manca di rispetto a qualcuno, non quando si sbaglia una partita o si retrocede. È il mondo dello sport che è così. C’è chi vince e chi perde».

A mente fredda, torniamo alla partita di Padova. Molti chiedono chiarimenti per il rigore e per come sono andate le cose. Cosa può dire?

«Ho sentito tante cose inesatte dette anche da illustri addetti ai lavori su quel rigore di Padova. La realtà è che c’è stato un black out generale. Gorgone stava pensando a come potersi coprire in caso di gol con i cambi, i giocatori si sono fidati di Russo che ha detto a tutti che se la sentiva di tirare. Il resto sono favolette buttate per spalmare fango. Insigne? Se lui avesse immaginato che sarebbe venuto fuori quel polverone, lo avrebbe tirato di sicuro. Se non lo ha fatto è perché ha pensato che qualche compagno poteva fare meglio di lui visto che aveva dolore al ginocchio e che era sotto antidolorifici».

Sull’ultima di campionato Catanzaro-Bari, invece, cosa pensa?

«Ognuno fa quello che crede. Se una squadra come il Catanzaro, una delle più belle dell’intero campionato, avesse pensato a quella partita e non ai play off sarebbe andata diversamente. Ma sono scelte dei club che vanno rispettate. Dico peccato che loro non avevano obiettivi di classifica quella sera».

Dopo la retrocessione il sindaco Carlo Masci in un’intervista sul Centro le ha suggerito di aprire ad investitori. Cosa si sente di rispondere?

«Non serviva il sindaco per dirmi di aprire agli investitori. Lo sto facendo da solo da tanti anni. E l’ho ribadito allo stesso Masci. Serve appeal per cedere la società e per creare interesse lo stadio nuovo è fondamentale. Ed è un lavoro che dobbiamo fare insieme. Non mi sono mai sognato di dire a Masci o ad altri sindaci come fare il proprio mestiere. E credo di non avere bisogno che lui lo dica a me cosa devo fare, visto che lui non conosce le dinamiche del calcio. Come io non conosco quelle della politica. Ognuno rispetti i propri ruoli».

Novità in società ci saranno?

«Stiamo lavorando su diversi fronti per portare imprenditori. Luciano Campitelli da quest’anno avrà un ruolo ufficiale: sarà vice presidente o direttore generale».

Obiettivi per il prossimo campionato?

«Faremo una squadra competitiva, come sempre. Non ripartiremo certo per partecipare, ma per essere protagonisti e provarci a riprendere quello che abbiamo perso poco più di un mese fa».

Sente sempre Marco Verratti?

«Tutti i giorni e con lui condivido le strategie. E Marco ha partecipato alle call con gli aspiranti allenatori con il direttore sportivo Pasquale Foggia. È addolorato quanto me per la salvezza mancata dopo la grande rimonta. Ma è determinato come me per riprenderci tutto sul campo».

A proposito Sebastiani, avete scelto il tecnico?

«Stiamo parlando con diversi allenatori, sceglieremo entro il fine settimana prossimo».

Gorgone potrebbe andare al Sudtirol. Potevate blindarlo prima?

«Di fronte alle categorie superiori non si blinda nessuno. Lui è l'ennesimo allenatore creato da noi e mi fa piacere per Giorgio».

Cosa ci può dire sulla squadra?

«Non vogliamo stravolgere l’organico che ha fatto tanto bene nel girone di ritorno».

Brugman e Bettella cosa faranno? E gli altri big?

«Sono abbastanza ottimista che possano restare sia Brugman che Bettella. Acampora e Letizia sono figliocci del direttore Foggia e non penso ci siano problemi. Anche con Cagnano sta parlando Foggia e se possibile lo riportiamo. Gli altri sono sotto contratto e restano con noi».

Compresi Olzer, Di Nardo e Ferraris?

«Sono tre giocatori che hanno mercato, ma si muoveranno solo alle nostre condizioni. Altrimenti giocheranno per il Pescara».

Tutti si chiedono di Lorenzo Insigne. Cosa farà il capitano?

«Lorenzo per noi sarebbe importantissimo. Ci ho parlato e ci sono possibilità che resti a Pescara».

C’è il sogno Plizzari, vero?

«Alessandro sa che questa è casa sua. Siamo a disposizione e l’ho ribadito al nostro eroe dei play off la scorsa settimana quando abbiamo pranzato insieme.

Presidente, Berardi è vicino al Venezia?

«Siamo a buon punto. Penso si possa chiudere entro la fine del mese. Tra le società il rapporto è ottimo e ci sarà qualche contropartita. I nomi? El Haddad, Cannavò e Plizzari».

Sebastiani è di qualche giorno fa la polemica nata dopo qualche incomprensione tra il responsabile della comunicazione Mucciante e la mascotte Ciuffo. Lei che ne pensa?

«Mi dispiace quello che è successo. Credo ci sia stata una grossa incomprensione. Però la cosa a me ha dato molto fastidio e posso dire che sia per l’ufficio stampa che per la mascotte ci saranno cambiamenti».

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