Futsal

I grandi abruzzesi dello sport: Stefano Mammarella

Il più forte portiere di tutti i tempi. E uno dei migliori al mondo all time

16.02.2022 12:10

«Sentivo troppo freddo a stare in porta sul campo grande, quando nevicava era insopportabile anche con i vestiti pesanti». E' iniziata così la grande storia nel futsal di Stefano Mammarella, diventato il più forte portiere italiano di tutti i tempi e nella Top 3 mondiale all time. Con il calcio ci ha provato da ragazzino ma il calcio dei grandi non gli piaceva: lui amava il calcio a 5, tutto tocchi e suole, schemi e capovolgimenti di fronte in un secondo. 

Oggi, a 38 anni, Mammarella è il portiere più forte che c’è: ha vinto (quasi) tutto. Eletto migliore al mondo nel 2011, nel 2013 e anche nel 2014; numero uno e capitano della Nazionale; punto fermo del Pescara Futsal 1997 in Serie A; nel palmares vanta due campionati vinti, tre Coppe Italia, due Supercoppe, una Winter Cup, una Coppa Uefa. Mammarella è stato l’ospite di “Storie - Le Emozioni della Vita”, il programma di Rete 8 in collaborazione con il Centro iandato in onda martedì 15 sugli schermi della tv di Chieti Scalo.

Mammarella si è raccontato a cuore aperto, con la sua semplicità e simpatia. Grande in campo, umile fuori: un vero numero 1. In tutti i sensi.

 Ma come si fa diventare il migliore? «Lo dicono gli altri e mi fa piacere, però ho avuto tante persone che durante la carriera mi hanno dato qualcosa: un pezzettino per crescere».
Mammarella è tornato in campo sabato scorso con una vittoria (2-7 contro il Manfredonia) dopo uno stop forzato, uno dei più difficili della carriera: all’Europeo in Olanda, dopo la prima partita contro l’Azerbaijan finita 3-3, ha scoperto di avere il Covid: «Di mattina presto hanno bussato alla porta della mia stanza in albergo e mi hanno detto: “Stefano ci sono brutte notizie, sei positivo”. Ho pensato a uno scherzo ma il dottore aveva una faccia troppo seria». Il sogno di vincere quella coppa ancora, il riscatto dopo l’eliminazione dell’ultima volta, si è infranto su un tampone: «Ci ho sperato fino all’ultimo, mi sono allenato in camera spostando tutti i mobili ma non è andata bene. Poteva essere l’Europeo della rinascita». Ma i campioni sanno rialzarsi anche quando il mondo gli crolla addosso: «In porta ci sono nato, con questo spirito si riparte ma serve coraggio». E il prossimo sogno? La prossima partita, la Coppa Italia, il Mondiale tra due anni: «Vincere mette voglia di vincere», dice il portiere dei record. Mammarella vuole continuare come se non ci fosse un domani, del resto l’equazione è questa: Buffon sta al calcio come Mammarella sta al futsal. «Buffon? È il più forte della storia».
Mammarella sa cosa significa la fatica: ha lavorato nel forno di famiglia di Chieti e quel sacrificio gli è rimasto cucito addosso. Un po’ come il numero uno dietro le spalle. Sempre a mani nude, nel forno e in campo: «Io gioco a mani nude per avere più sensibilità», dice Mammarella, uno che ogni volta che rilancia è un assist da gol. Sposato con Manuela, papà di due figli di 10 e 4 anni, la sua storia di portiere è finita anche in un libro scritto dal giornalista Orlando D’Angelo, “Il portiere più forte del mondo. Storia di un fenomeno del futsal”: «All’inizio avevo detto quasi no perché le biografie si fanno a fine carriera e io voglio giocare ancora ma Orlando, un grande amico, mi ha convinto dicendo una cosa: “Guarda che con la tua umiltà non ti rendi conto di quello che sei”. Vuol dire che tra tanti anni ne rifaremo un altro».
La prima tifosa è la moglie: «Quando perdo lei mi ammazza», ride, «mi dice che potevo fare meglio, che quel tiro lo potevo prendere. Questo mi fa arrabbiare tantissimo ma è una spinta a fare meglio e, poi, in campo mi sfogo. Ci conosciamo dal 1999, stiamo insieme da una vita: è la prima tifosa, il primo mister, il primo preparatore. È anche psicologa: quando mi sento giù, lei c’è sempre e mi coccola come un bambino».

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