Prima squadra

Enrico Calcaterra, Erede di due dinastie d'oro della pallanuoto

L'intervista rilasciata a Il Messaggero

05.06.2026 00:01

FONTE: IL MESSAGGERO ED. ABRUZZO - Il figlio e nipote d'arte è cresciuto e ormai è un uomo. E ha messo la sua firma d'autore sulla promozione del Pescara in A2, primo passo per riportare la squadra biancazzurra ai fasti del grande passato che fu e di cui papà Roberto e nonno Gabriele Pomilio furono grandissimi protagonisti. Stiamo parlando di Enrico Calcaterra, attaccante del Delfino che anche nella finale di ritorno contro la Copral ha lasciato il segno a nobilitare una stagione personale (e di squadra) a dir poco eccezionale. A distanza di qualche giorno ti sei reso conto del capolavoro compiuto? “Certo, abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci siamo prefissati sin dall'anno scorso e per il quale abbiamo lavorato ogni giorno”. Qual è stata la chiave del successo? “La fame di vincere. Abbiamo raggiunto il risultato in maniera netta e anche il risultato delle finali parlano chiaro, come l'esito della regular season. La presenza di mister Di Fulvio, che ha mantenuto il gruppo coeso, e l'innesto di Jurisic tra i pali sono stati determinanti. Abbiamo costruito tutto dalla difesa e anche l'attacco se ne è giovato”. La cavalcata di quest'anno è nata davvero dalla tremenda beffa in finale della scorsa stagione con le 2 sconfitte ai rigori a negare la promozione? “A livello emotivo è stata una bella botta aver perso così dopo aver dominato per tutto il campionato. La sconfitta ci ha segnati, ma siamo ripartiti più forti di prima, con rammarico e delusione ma con maggiore consapevolezza dei nostri mezzi”. Ripercorrendo la stagione, 21 vittorie su 22 gare, il ko contro Grifone alla prima giornata di ritorno come si spiega? Un caso, un impegno sottovalutato o solo una giornata storta? “La cosa più difficile quest'anno è stata mantenere sempre la testa accesa e allenarsi sempre al massimo, perchè inconsciamente ammazzando tutte le partite un calo poteva starci. Quel passo falso non ha compromesso il nostro cammino ed è stato figlio di una giornata no, ma ci è servito a capire che dovevamo giocare come gruppo per poter vincere i playoff ed evitare la beffa dello scorso anno”. Enrico e la famiglia: quanto è stato importante, o al contrario difficile, essere figlio e nipote d'arte e avere avuto come allenatori zio Alessandro (Calcaterra) e zio Amedeo (Pomilio)? “Da piccolo è stato un orgoglio ma anche un po' pesante per i continui paragoni. Crescendo ho capito che mio padre e i miei zii sono stati campioni assoluti di questo sport e che ognuno sviluppa il proprio percorso sportivo, che è unico. Alla Roma Vis Nova sono stato allenato da zio Ale ed è stato fondamentale, perchè ha saputo farmi fare il salto di qualità mentale sapendo dividere il rapporto zio-nipote da quello tecnico-atleta”. Qual è il ricordo ricordo più bello legato alla pallanuoto? “La semifinale di Coppa Italia Brescia-Posillipo. Era il penultimo anno di papà giocatore e contro avevamo zio Ale. Prima del match abbiamo palleggiato insieme noi tre, cosa più unica che rara. Poi l'esordio in A1 a 15 anni a Brescia e lo Scudetto Under 20 con la Lazio. E da bambino tutte le giornate con nonno Gabriele, eravamo sempre insieme. E il mio ritorno qui è dovuto anche a lui. La dedica della promozione va a nonno”. Resterai a Pescara la prossima stagione? “Senza dubbio. Quando l'anno scorso ho deciso di tornare ho sempre avuto l'obiettivo di riportare Pescara ad alti livelli. Primo step l'A2, ma vorrei riportare la squadra in alto come ai tempi d'oro”. Cosa servirà alla squadra per essere protagonista anche in A2? “L'obiettivo della società secondo me deve essere quello di mantenere il blocco dei pescaresi più Foglio, che ormai è da 2 anni qui, e Jurisic, e poi in base ai programmi inserire gli uomini adatti. Questa squadra come è si salva al 100%, ma se si vuole alzare l'asticella serve qualcosa ad integrare il blocco attuale e i giovani del roster che crescono sempre di più”. Cosa farà Enrico da grande? “Giocare il più possibile e portare avanti il lavoro, con gli eventi by Calcaterra e quello per il quale ho studiato, cioè Scienze Motorie e Management dello Sport. Intanto lavoro come chinesiologo”. 


 


 

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