Prima squadra

Ai piedi di Filippo Guccione

Il ritorno del play tra i titolari

01.10.2026 07:06

Filippo Guccione è pronto a prendere per mano il Pescara e a portarlo fuori dal guado. Passeranno inevitabilmente dai piedi e dalle idee del playmaker ex Arezzo le fortune del Delfino sabato, allo stadio Armando Picchi di Livorno (calcio di inizio fissato alle ore 17:30), e probabilmente anche il destino di mister Antonio Buscè, che in terra labronica si gioca tutto. Il tecnico di Gragnano di affida ad occhi chiusi al suo uomo di maggior talento, rientrato in corso d'opera nel match contro lo Spezia dopo aver saltato le precedenti due gare per noie fisiche. Finora per Guccione sono stati 367 i minuti in campo in campionato, conditi da un gol e un assist, ai quali si aggiungono gli 87 disputati in Coppa Italia di categoria nell'infausta serata dell'Adriatico-Cornacchia contro la Sambenedettese (oggi ultima in graduatoria e protagonista di un ribaltone in panchina, con il pescarese Filippo D'Alesio a sostituire Roberto Boscaglia), ma la sensazione è quella di non aver ancora visto in biancazzurro il giocatore capace di scrivere pagine importanti nella storia del Mantova e di trascinare l'anno scorso in serie B l'Arezzo (113 presenze, 16 gol e 14 assist in amaranto per lui). A Livorno, anche per sfruttare al meglio proprio le sue caratteristiche, si tornerà ad un centrocampo a tre uomini, con Guccione perno centrale e la coppia Luca Valzania - Jacopo Sardo interni con licenza di offendere. D'altro canto l'esperimento di Guccione mediano in un reparto a due, andato in scena per uno scampolo di gara contro lo Spezia, non ha dato gli effetti sperati, perchè il regista di Ostiglia, suggestivo centro della provincia virgiliana, non ha nella capacità di filtro ed interdizione le sue doti principali. Ha bisogno di due compagni ai lati, che lo proteggano e gli consentano di dettare tempi e modi del gioco senza dover troppo pensare alla fase di non possesso. Pippo Guccione, che tra un mese soffierà su una torta con 34 candeline e che dunque è, insieme a Gaetano Letizia e Vincenzo Fiorillo, uno dei calciatori più esperti della rosa pescarese, nasce come esterno d'attacco/trequartista ed è stato trasformato in playmaker solo qualche tempo fa. L'intuizione, davvero brillante, è stata dell'ex biancazurro Cristian Bucchi, che ha capito come la velocità di pensiero e la capacità di vedere linee di passaggio invisibili agli altri, di cambiare gioco con naturalezza, di rallentare o accelerare il ritmo della partita di Guccione potessero e dovessero essere sfruttate di più e meglio. Il marchio di fabbrica? Le sventagliate di sessanta metri, alcune già ammirate anche in riva all'Adriatico. Curiosità: proprio Antonio Buscè è stato il primo allenatore ad incrociarlo nel suo nuovo ruolo di play. Storia del 24 febbraio 2025, Rimini-Arezzo 0-2: posizionato 30 metri più basso, ha completato così una trasformazione radicale di compiti tattici, postura del corpo e sostanza delle giocate. “Prima pensavo a fare gol o assist, adesso devo pensare negativo e stare in campana se perdiamo palla, perché tocca a me darmi da fare per recuperarla” disse poi il giocatore in conferenza stampa. In un centrocampo biancazzurro ridotto all'osso in virtù dei guai accusati da Victor Eletu e Christian D'Errico, restano solo Leonardo Graziani e Bilal Erradi come alternative ai tre titolari nel 4-3-3 tirato nuovamente fuori dalla soffitta e a questo punto non è peregrina l'ipotesi di un reintegro nei ranghi di Erdis Kraja. L'ex Atalanta in estate ha declinato ogni proposta ricevuta, ha rifiutato la rescissione e non ha visto concretizzarsi le ipotesi estere che pure si erano palesate all'orizzonte, adesso l'emergenza in casa Delfino potrebbe offrirgli la possibilità di rendersi utile alla banda Buscè. 

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