Prima squadra

Incantesimo spezzato

Delfino in profonda crisi

24.12.2022 13:56

Non sarà un Natale sereno in casa Delfino, non lo sarà affatto. Per mille motivi, a partire da quelli di campo. L'incantesimo si è spezzato, il giocattolo sembra essersi rotto e non sembra si riesca ad aggiustarlo. Iol Delfino si è perso, in meno di un mese. In meno di 30 giorni, infatti, è stato buttato all'aria un cammino di altri 3 mesi che era stato strepitoso. Era il 27 nomvebre quando, davanti a 13mila spettatori, il Pescara affrontava il Catanzaro con l'apirazione, più che sogno all'epoca, di batterlo ed agganciarlo in classifica. Da allora sono cambiate tante cose, forse troppe. E irreversibilmente, se pensiamo alle cugine calabresi che ora fanno toralmente un campionato a parte. Oggi, meno di un mese dopo, il Catanzaro dei record ha 16 punti di vantaggio sul Pescara (0 sconfitte, 17 vittorie, 3 pareggi, 56 gol fatti, appena 8 gol subiti, differenza reti pari a +48) e il Crotone, che quel 27 novembre era dietro i biancazzurri, oggi è a + 10 in classifica. Sorpasso e cospiscuo distacco. Saranno raggiungibili i pitagorici? Al momento diremmo di no, anche se c'è ancora lo scontro diretto (a proposito: questo Delfino conferma la tradizione ormai triennale di steccare gli scontri diretti…) Ad agosto era chiaro che le cugine calabresi fossero nettamente più forti e preparate, ma i primi 3 mesi di campionato avevano illuso tutti, squadra e tifosi inclusi. Il brusco ritorno alla realtà lascia in sospeso una domanda, che forse adesso sembra avere una risposta: il vero Pescara era quello dei primi 3 mesi o quello di queste ultime 4 settimane?

Nell'ultima partita del 2023, il ko di Avellino porta a 5 le sconfitte nelle ultime 6 partite e la crisi ormai è acclarata. Inuequivocabile. Lo dicono i numeri, anche se qualche segnale di ripresa al Partenio c'è stato, al netto di un risultato comunque negativo. Ma non da lodi sperticate come qualche commentatore più importante di noi ha sottolineato nel post partita. Le rispettiamo, ovviamente, ma non concordiamo. Certo, rispetto al Pescara abulico, privo di idee e di attributi visto ad esempio con Taranto e Picerno il miglioramento c'è stato, ma non tale da lanciarsi in plausi e in ottimistiche previsioni. Vero che forse ieri il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma c'è anche da sottolineare altro: gol evitabilissimo incassato dopo appena 8 minuti, dunque con 82 più recupero a disposizione per recuperare. Ma si è letteralmente regalato un tempo agli avversari, che poi nel secondo hanno gestito più per carenze proprie, soprattutto di energie (da 15 giorni gli irpini hanno la rosa falcidiata a turno da attacchi influenzali anche forti), che non per una pressione di un Delfino che in realtà ha creato appena 2 vere palle gol (al netto di sviste arbitrali o presunte tali a danno della banda Colombo). La difesa ermetica di inizio torneo mostra crepe da settimane, l'organizzazione di una squadra corta e compatta si è smarrita e l'attacco non punge più. Nelle ultime 6 partire 11 gol incassati, appena 4 fatti e in sole due circostanze: numeri chiarissimi. 

L'aspetto psicologico conta parecchio. Non c'è più serenità, la squadra non è più tranquilla. E se in campo manca la testa, le gambe non girano. O se girano, girano male. O a vuoto. Cuppone, uno dei trascinatori, dopo 3 mesi a 130 km/h è appannato, fisiologicamente. Lescano, il capocannoniere, ormai sembra un separato in casa e con la valigia dietro la porta. Impensabile un mese fa, ora ipotesi non peregrina se non si dovessero chiarire le cose. Qualcosa si è rotto, nonostante mister Colombo abbia cercato di gettare acqua sul fuoco e sminuire la cosa. Non è ancora tempo di guardare lo specchietto retrovisore, perchè le inseguitrici sono ancora distanti: la prima è a -6, ma è chiaro che il gruppone ha accorciato. E che col mercato di gennaio di mezzo, notoriamente infausto nelle scelte in casa Delfino, le cose possono cambiare. Ad esempio Foggia e Avellino sono in netta ripresa e promettono di rinforzarsi assai. A proposito degli ultimi avversari, in casa Avellino la cura Rastelli funziona benissimo. Il nuovo allenatore, in sella dal 20 ottobre, è il vero valore aggiunto.  Nelle ultime 6 partite, quelle del periodo nero del Pescara (5 sconfitte ed una vittoria), gli irpini hanno recuperato 11 punti al Delfino, grazie a 4 vittorie e 2 pareggi. 

Fin qui le cose di campo (e di spogliatoio), poi c'è tutto il resto. C'è la vicenda plusvalenze, che il 20 gennaio - in pieno mercato - vivrà il suo capitolo decisivo. Sarà una nuova bolla di sapone? Oppure no? E infine la questione della vendita societaria. Da quasi un anno si attendono novità, sempre prima annunciate come imminenti e poi sempre procrastinate. Quando sarà la volta buona? E quando si conoscerà l'identità delle persone interessate e le cifre sulle quali si tratta? Domande ad oggi senza risposta

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