Prima squadra

Dietro la lavagna

Tutti responsabili

29.09.2026 07:07

Tutti responsabili, nessuno escluso. O, se preferite, tutti dietro la lavagna. Le durissime parole del direttore sportivo Pasquale Foggia pronunciate a caldo nell'immediato post sconfitta interna con lo Spezia fanno cadere tutti gli alibi e inchiodano ogni componente del club alle proprie responsabilità: coloro che hanno costruito la squadra, l'allenatore con il suo staff e i giocatori. Una squadra costruita per lottare fino alla fine per la promozione diretta non si può ritrovare a fine settembre, dopo due mesi di lavoro e uno di campionato, nella situazione del Pescara. I numeri sono semplicemente impietosi. Il Delfino si trova incredibilmente nella parte destra della graduatoria, con soli 8 punti raccolti in sette giornate, a -11 dal primo posto, con 11 gol al passivo e già 4 sconfitte in 8 gare ufficiali, contando anche lo scivolone interno in Coppa Italia per mano della Sambenedettese. Mister Antonio Buscè è ancora al suo posto, nonostante la piazza chieda a gran voce il suo avvicendamento, ma è chiaro che adesso Livorno diventa per lui la gara della vita. Un altro passo falso, al di là delle rassicurazioni sulla sua posizione arrivate anche ieri da presidente e direttore sportivo, sarebbe fatale al tecnico di Gragnano, che finora non è riuscito a dare un'impronta chiara e netta a una squadra che ha mille problemi insoluti e che manca anche di cattiveria agonistica e vis pugnandi, vale a dire le prerogative minime per una squadra di terza serie che poi è chiamata a fare la differenza con la qualità dei suoi interpreti migliori. L'aspetto più preoccupante è che non si vede alcun miglioramento giornata dopo giornata e che, specialmente in fase difensiva, si commettono sempre gli stessi errori. E qui le responsabilità sono esclusivamente del tecnico, che non riesce a trovare il bandolo di una matassa che diventa sempre più complicata da sbrogliare. Anche le scelte in corso d'opera – sostituzioni e accorgimenti tattici - non hanno convinto. Il centrocampo a due Sardo-Valzania, che pure stava soffrendo tantissimo, è stato separato per inserire Filippo Guccione, sicuramente elemento dai piedi educatissimi e grande visione di gioco, ma l'ex Arezzo come mediano non garantisce quel filtro e quella interdizione di cui necessitano una squadra che deve proteggere una difesa a dir poco ballerina. Domenica sera all'Adriatico-Cornacchia si è vista con tutta evidenza la differenza tra una squadra con una precisa identità, dove ogni elemento sapeva cosa, come e quando fare qualcosa, ed una che viveva sulle giocate estemporanee dei suoi migliori singoli, non tutti in serata di grazia in verità. Il paradosso è che la squadra organizzata e ben più avanti nel percorso di costruzione del progetto e di crescita complessiva sarebbe dovuta essere il Pescara: lo Spezia di Marco Turati, infatti, che oltretutto aveva tra i titolari più under (assai interessanti, ad esempio Cardinali), ha cambiato in estate ben 22 giocatori su 24 della rosa, a differenza di un Delfino che comunque, da Luca Valzania a Gaetano Letizia passando per Riccardo Capellini, Filippo Pellacani, Lorenzo Meazzi ed altri, ha mantenuto una base in teoria già rodata, arricchita da alcuni giocatori di categoria. Sabato a Livorno alle ore 17:30 si avranno risposte importanti. Si giocherà in casa di una squadra che in classifica è a braccetto con la corazzata Reggiana a quota 14 e che insegue, staccata di un solo punto, la grande rivelazione Grosseto (al momento Spezia e Ravenna fanno campionato a parte). Mister Antonio Buscè ha meno di una settimana per preparare la sfida da non sbagliare per nessun motivo al mondo, perchè anche lui è pienamente consapevole che si gioca tutto. 

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