Prima squadra

Chi ha più da perdere tra Pescara e Spezia?

Noi la pensiamo così...

25.09.2026 07:03

Pescara-Spezia vale ben di più dei tre canonici punti che la partita mette in palio. Ed ha molto più da perdere la squadra di casa rispetto a quella ospite, che guida la classifica del Girone B di serie C con il doppio dei punti dei biancazzurri e che con la sfida dell'Adriatico-Cornacchia di domenica sera inaugura un poker di partite nel quale, pur essendo solo ad ottobre ormai, si gioca già una bella fetta di stagione. Ma andiamo con ordine. Un Pescara ancora alla ricerca di una sua chiara e netta fisionomia, alle prese con una faticosa ricerca di una quadra tattica, deve necessariamente puntare a fare bottino pieno, non solo perchè si giocherà davanti al pubblico amico ma anche e soprattutto per non condannarsi già a fine settembre a un campionato di rincorsa a una buona posizione in chiave playoff senza poter però più ambire alla prima piazza. Nel malaugurato caso di una sconfitta, infatti, il Delfino scivolerebbe a undici punti dal primo posto, un gap gigantesco che sarebbe assai difficile da colmare pur avendo ancora a disposizione oltre trenta partite, anche perchè nel mezzo ci sono squadre molto attrezzate e in grado di puntare al vertice del raggruppamento, scalzando le Aquile liguri dalla vetta. Un pareggio lascerebbe ovviamente invariate le distanze, già assai dilatate, e forse salverebbe anche la panchina di mister Antonio Buscè, che al di là delle dichiarazioni pubbliche di rito scricchiola già e che salterebbe quasi certamente in caso di scivolone. Lo Spezia, dal canto suo, non disdegnerebbe di portarsi a casa un pareggio, ma per sua mentalità, pur avendo parecchie assenze in organico (come il collega Buscè), mister Marco Turati scenderà in riva all'Adriatico per provare a vincere la partita. Sbancare Pescara sarebbe un segnale fortissimo per tutte le contendenti, all'inizio di un periodo che vedrà bomber Simone Mazzocchi e compagni affrontare in rapida successione il Delfino, la Reggiana e il Ravenna in trasferta con la sola sfida al Gubbio come gara casalinga. Da qui al 18 ottobre, insomma, l'imbattuto Spezia (un pareggio e cinque vittorie finora) capirà davvero di quale pasta sia fatto, anche se queste prime sei giornate di torneo indicano la squadra allestita dal direttore sportivo Guido Angelozzi come quella da battere, grazie ad un attacco spumeggiante (12 gol complessivamente messi a referto, 4 dal solo Mazzocchi) e ad una difesa che ha finora incassato solo 3 reti (meglio ha fatto solo la Reggiana con 2). Il Pescara, invece, come score vanta 8 gol all'attivo, siglati da tutti interpreti diversi, e 9 al passivo, ma su quest'ultimo dato pesa enormemente la debacle di Forlì dal punteggio tennistico (6-3). Il Pescara ha collezionato tre clean sheets in sei uscite (con Vis Pesaro, Ravenna e Vado), ma - al di là di questo dato - la tenuta difensiva è uno dei problemi insoluti e in settimana si è lavorato molto anche su questo aspetto. Contro lo Spezia si continuerà sulla via del 4-2-3-1 con la coppia Sardo-Valzania come cerniera di centrocampo con il duplice compito di proteggere la retroguardia, facendo interdizione, e di dettare i tempi e i modi della manovra offensiva, affidata a tre trequartisti dietro il riferimento centrale Giacomo Parigi, anche se è stato recuperato Filippo Guccione. La buona novella di ieri, infatti, è che l'ex Arezzo è tornato a lavorare in gruppo ma difficilmente partirà titolare. Recuperato pienamente anche Michele D'Ausilio, che occuperà la corsia mancina d'attacco, mentre hanno svolto lavoro differenziato Davide Merola, Vincenzo Fiorillo e Giorgio Altare. Ancora una seduta di lavoro personalizzato, invece, per Enis Ujkaj. Oggi e domani allenamenti a porte chiuse in quel di Silvi Marina per la truppa biancazzurra. 

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