La salvezza resta possibilissima. A patto che...
...Che sul mercato arrivino le pedine giuste e che non ci siano più episodi arbitrali sfavorevoli
Rimpianti, recriminazioni, polemiche e rimorsi. Il 2026 del Pescara è iniziato con gli stessi contenuti con i quali si è chiuso il 2025, con la sola differenza di aver portato a casa in extremis un punto a evitare una tremenda beffa, l'ennesima di una stagione che sembra stregata ma che, nonostante tutto, si può ancora raddrizzare. A Castellammare di Stabia, in casa di una squadra imbattuta sul suo campo e capace di collezionare al Menti ben 20 dei 27 punti che oggi ha in classifica, il Delfino di mister Giorgio Gorgone avrebbe certamente meritato di più, ma è stata punita dalle discutibili decisioni del direttore di gara (Marco Piccinini della sezione di Forlì) e degli addetti in sala Var (Davide Ghersini di Genova e Antonio Giua di Olbia) ma anche dalla sua stessa incapacità di chiudere le partite pur avendone il modo. Al netto degli episodi, che hanno avuto un peso enorme e che ormai, dati i precedenti, rappresentano non un'eccezione ma una consuetudine, il Pescara ha pagato dazio ai soliti e insoluti problemi all'interno di una prestazione comunque di segno assolutamente positivo. Per 60 minuti, infatti, la banda Gorgone è stata quasi padrona del campo, interpretando in modo preciso e puntuale il piano partita studiato dal tecnico: undici ordinato e compatto in fase di non possesso, a far sfogare il giro palla avversario senza subire vere occasioni da gol (a lunghissimo Desplanches è stato chiamato a sbrigare meno dell'ordinario), per poi pungere. Con tutti gli effettivi dietro la linea della palla, con un pressing ragionato e coprendo bene gli spazi, il Pescara ha potuto poi verticalizzare e creare più occasioni da rete, sfruttando la capacità di Olzer di giocare dietro la prima punta e di duettare con l'interno che a turno saliva sulla trequarti. Il neo è stato proprio il non aver concretizzato il raddoppio, che probabilmente avrebbe chiuso la partita indirizzando l'inerzia definitivamente dalla parte di una squadra che invece si è ritrovata a rincorrere dopo due gol contestatissimi. Ma l'anima del gruppo, che Gorgone è riuscito a tirare fuori sin dal primo giorno del suo insediamento, ha consentito nel recupero di strappare il pari e chiudere senza sconfitte un girone d'andata nel suo complesso davvero amaro. A metà regular season, infatti, il Pescara è ultimo, con soli 2 successi in archivio, 9 sconfitte e la difesa più perforata della categoria con 37 gol al passivo. Eppure, nonostante statistiche da brivido, si è ancora pienamente in corsa per la salvezza diretta, perchè la classifica è cortissima e le distanze assolutamente colmabili in una manciata di turni. Di contro, però, c'è da sottolineare che pur avendo offerto il meglio nelle 7 gare della gestione Gorgone, sono arrivati comunque appena 6 punti sui 21 a disposizione e questo è un aspetto che non va taciuto. La missione salvezza resta difficile, ma non impossibile a patto che sul mercato arrivino i rinforzi giusti. Sta adesso alla società muoversi in fretta e bene per non condannare Pescara a un calvario con epilogo scontato: la retrocesisone. c'è da risalire la china, muoversi con intelligenza in sede di trattative è fondamentale per le aspirazioni salvezza. Sono passati già troppi giorni da inizio sessione invernale e tutto tace. Non va bene. Ok le difficoltà oggettive, ma era lecito aspetatrsi qualcosa di più e doveroso realizzarla.

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