Prima squadra

Sebastiani, Delli Carri e Bocchetti raccontano il Quintero pescarese

L'ex biancazzurro è stato l'eroe della Libertadores conquistata dal suo River Plate

11.12.2018 09:04

E adesso il mondo (ri)scopre Juan Fernando Quintero. Dopo un buonissimo mondiale con la Colombia e dopo la sontuosa prestazione nella finale di Coppa Libertadores, tutti i fari sono puntati su un giocatore scoperto in tenerissima età dal Pescara e portato in Italia quando era un Carneade. Solo il Pescara ci crede e lo porta in Abruzzo. L’allora 19enne arriva con la fidanzata in dolce attesa e diventa papà il 14 novembre 2012: la piccola Maria Josè è nata all’ospedale di Atri, provincia di Teramo.

Sebastiani, Delli Carri e Bocchetti hanno parlato del Quintero pescarese. 

Così Sebastiani a gianlucadimarzio.com: “Era un predestinato e aveva un tiro da far paura”. Me lo segnalò Alessandro Moggi, noi eravamo appena stati promossi e decisi di acquistarlo. Mi bastò vedere qualche video per convincermi, al resto ci pensarono i miei collaboratori. Arrivò in Italia giovanissimo e noi dovevamo salvarci, era normale che non potesse avere tutto questo spazio. Due anni fa quando siamo tornati in A provammo a riprenderlo, ma il Porto ci ha chiesto troppi soldi. Peccato che poi lo ha quasi regalato al River Plate…Era un ragazzo allegro, solare, sempre con il sorriso sulle labbra. Quando mi vedeva al campo mi abbracciava e mi faceva qualche battuta. La stessa cosa è successa in Portogallo quando l’ho rivisto un paio d’anni fa. Forse qualche ‘schiaffo’ che ha preso nel corso degli anni gli ha fatto bene, lo ha aiutato a svegliarsi. Ha capito che non si vive di rendita”.

E Antonio Bocchetti, attuale d.s. del Fano e suo compagno a Pescara, lo ricorda così sempre allo stesso portale: "“Aveva un sinistro potentissimo, non aveva grande fisico, ma era intelligente calcisticamente. Vedeva la giocata prima degli altri. E poi quanto erano veloci i suoi movimenti… non lo prendevi quando ti saltava in velocità”. Certo qualche ‘stecca’ l’ha presa, ma questo gli ha fatto bene visti i risultati. Era un fenomeno a farle, imitava tutti dai compagni ai dirigenti. La sera in quattro o cinque ci mettevamo intorno a lui e ci faceva morire dalle risate. Emulava alla perfezione chiunque, dai gesti alla voce. Imitava bene me, Capuano, e soprattutto Blasi”.

Daniele Delli Carri, che lo portò a Pescara, alla Gazzetta ha svelato qualche interessante retroscena: "“Fu il procuratore Calleri, quell’estate, a segnalarmelo. In piena notte mi arrivò un sms: questa notte debutta un ’93 molto interessante nel campionato colombiano. Guardatelo…”. Il giorno dopo su Wyscout guardai mezzora di partita dell’Atletico e rimasi impressionato. Si capiva subito che sarebbe diventato un giocatore importante. Convinsi il presidente Sebastiani a investire per il cartellino: dopo un tira e molla, dai 2,2 milioni richiesti chiudemmo a 1,7 milioni, di questi il dieci per cento andava all’Envigado, il club dov’era cresciuto Quintero. L’anno successivo il giocatore fu rivenduto al Porto per 8 milioni di euro. Ora gli argentini vogliono esercitare il riscatto di 3,5 milioni perché hanno già un accordo con un club di Premier League per rivenderlo. La sua valutazione oggi è superiore ai 20 milioni di euro, considerando quello che ha fatto al River e il buon Mondiale giocato la scorsa estate. Lo volevano quando era con noi? L’Inter lo stava prendendo assieme all’Udinese nell’estate del 2012, noi arrivammo in anticipo per pochissimo. Il Napoli sembrava interessato a fare l’operazione con noi, ma alla fine non ci appoggiò. E Lotito lo voleva alla Lazio, ma ci telefonò per dirci che l’avevamo preceduto. Dopo le prime partite con noi, la Juventus ci chiese solo informazioni. L’avevo voluto per farlo giocare regista al posto di Verratti. E sono ancora convinto che avrebbe potuto farlo. Peccato che allora come oggi non sia eccelso come professionista, dal punto di vista mentale. Se capisse questo, sarebbe già da un pezzo al Real Madrid. Per me ha ancora margini di crescita enormi”, chiude Delli Carri, che ha ricevuto l’ultima telefonata dal colombiano nel 2014 quand’era al Porto. “Mi chiamò per ringraziarmi, fui io ad avviare la trattativa con il figlio del presidente dei portoghesi, Pinto Da Costa. Quell’esperienza a Pescara gli ha cambiato la vita e la carriera”.

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