Contano solo i 3 punti
L'amuleto Verratti basterà?
C'è un tifoso speciale in più oggi per il Pescara, Marco Verratti. Presente ieri a sorpresa alla rifinitura della truppa allo stadio Adriatico, il Gufetto di Manoppello, che ha abbracciato il fraterno amico Lorenzo Insigne e caricato la squadra in vista del match con la Juve Stabia, è consapevole dell'importanza della sfida e ha voluto far sentire tutta la sua vicinanza in un frangente delicatissimo, determinante per il futuro del club in campo (categoria di appartenenza) e fuori (continuano i rumors di possibili nuovi ingressi importanti in società). “Marco è venuto alla rifinitura, è molto legato all’ambiente per ovvi motivi. Spero possa darci una spinta in più”, ha detto in sede di conferenza stampa mister Giorgio Gorgone, confermando la sortita del fuoriclasse che gioca in Qatar e che si spera possa portare più fortuna di quella di Ciro Immobile, presente due settimane fa in tribuna nell'amarissima partita contro la Sampdoria. I fari sono tutti puntati sulla sfida alle Vespe campane, assolutamente da non fallire. Mister Gorgone crede alla salvezza, ci ha sempre creduto. Era tra i pochissimi a farlo quando il Delfino era distante 10 punti dall'obiettivo, figuriamoci ora. E anche oggi l'Adriatico offrirà un colpo d'occhio suggestivo. Le riserve su Fabrizio Caligara e Giacomo Olzer saranno sciolte solo in extremis, ma il primo probabilmente partirà dal 1' in mediana. “Tsadjout, Lamine Fanne, Faraoni, e Merola sono rientrati e possono darci una mano”, ha dettoieri Gorgone. “Ho più dubbi di formazione. Devo fare una scelta sulle caratteristiche dei giocatori in difesa, idem a centrocampo e in attacco avendo tante alternative. Caligara ha recuperato nonostante un problema avuto nei giorni scorsi. Tsadjout? Ci ho parlato, per uno spezzone finale potrebbe esserci. Ha caratteristiche che non abbiamo e ci può essere utile”. Nelle ultime 2 partite sono stati gettati alle ortiche ben 5 punti, l'appuntamento adesso è alle ore 15 per una partita assolutamente da non fallire. Nessuno lo ammetterà mai, ma calcoli e tabelle sono ormai all'ordine del giorno in ogni spogliatoio e il turno che si inaugura ieri sera con Monza-Modena e, soprattutto (parlando di zona salvezza, ovviamente), con un fondamentale Avellino-Bari, può essere già determinante per il destino di qualcuno. La graduatoria è cortissima e al momento dal gruppone delle squadre a quota 40 (Sampdoria, Sudtirol, Mantova e Padova) al terzetto di coda a quota 33 (Pescara, Reggiana e Spezia) tutti possono ancora rischiare di finire ingoiati definitivamente dalle sabbie mobili oppure sognare di mettersi 5 altre compagini alle spalle, certificando così la permanenza diretta in cadetteria. Sotto quest'ultimo profilo va rilevato che nel 2020 il Cosenza ha dovuto fare 46 punti per riuscirci, mentre nel 2022 alla Spal, che ne ha fatti comunque 42, ne sarebbero bastati anche 36 per centrare l'obiettivo. Il dato di riferimento è insomma fornito dai tornei passati: serve uno score minimo per stare sereni compreso nella forbice tra 42 e 44 punti. Quest'anno forse potrebbero bastarne di meno, dato che nelle ultime 3 giornate ci sono tanti scontri diretti, ma non è detto. E c'è anche il calcolo sulla classifica avulsa in caso di arrivo finale con più squadre appaiate che può fare tutta la differenza del mondo. Il caso dello Spezia è paradossale. La squadra del pescarese Luca D'Angelo, che sarà di scena all'Adriatico-Cornacchia all'ultima giornata, pallottoliere alla mano potrebbe retrocedere addirittura anche con 3 vittorie nelle ultime 3, a livello puramente teorico, se contemporaneamente anche la Reggiana chiudesse a 42 lunghezze, avendo gli scontri diretti a favore (in questo caso, comunque di difficile realizzazione, gli Aquilotti si metterebbero alle spalle il Pescara e una tra Entella e Bari, ma retrocederebbe comunque da terzultima). I biancazzurri di mister Giorgio Gorgone devono però pensare a fare il proprio iniziando ovviamente dalla gara di domani contro una Juve Stabia distratta dalle questioni societarie ma che certamente non regalerà nulla. Dopo ci saranno le sfide a Padova e Spezia, ma tutto passa per la Partitissima di oggi. E gli avversari? Il presente parla di una Juve Stabia che da un biennio, nonostante i guai societari, è una splendida realtà del campionato cadetto. Con il pass per i playoff ormai in tasca, i campani oggi scenderanno all'Adriatico con l'intenzione di incamerare altri punti pesanti e dare un segnale a tutti. “Incontreremo una squadra forte dal centrocampo in su e che sta marciando con un ruolino di marcia veramente importante”, le parole di mister Ignazio Abate, uno che il ds pescarese Pasquale Foggia ha sempre stimato molto. “Andremo in uno stadio infuocato, in un clima difficile e affronteremo una squadra che lotterà per la salvezza, ma noi giocheremo per il grande rispetto che abbiamo per noi stessi perchè non ci ha regalato niente nessuno in questi otto mesi, e quello che ci siamo conquistato lo abbiamo fatto con il sudore, il sacrifico e la costanza. Non accetto assolutamente di andare a Pescara e vedere gli avversari avere più motivazioni di noi, voglio invece vedere la mia squadra vendere cara la pelle”

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