Prima squadra

Pillon: “La C si affronta con umiltà. Su Auteri e la Triestina…”

In esclusiva la nostra intervista all’ex allenatore dei biancazzurri

Redazione Ps24
19.07.2021 00:01

A CURA DI RICCARDO CAMPLONE - 

Ha salvato il Pescara arrivando in una situazione critica dopo gli esoneri di Zeman ed Epifani e l’anno successivo sfiorò la promozione in Serie A perdendo in semifinale contro il Verona. Da lì in poi a Pescara si è “smesso di fare calcio” e si è arrivati ad una doppia retrocessione in Serie C: stiamo parlando di Giuseppe “Bepi” Pillon, amatissimo dalla piazza abruzzese. 

Noi di PS24 abbiamo contattato l’ex tecnico della Triestina, parlando di passato, presente ma soprattutto futuro, che vedrà il Pescara dopo 10 anni di A e B ritornare in terza serie sotto la guida tecnica di Gaetano Auteri: 

Buongiorno mister, partiamo dal presente: ci racconti la sua esperienza alla Triestina? “L’esperienza alla Triestina fa parte del passato, nel senso che subentrai a Gautieri e le cose non andarono benissimo come si pensava all’inizio. Ci qualificammo ai play-off ma uscimmo subito ma probabilmente gli obiettivi erano altri. Io firmai un contratto di un anno e mezzo perché quando si subentra si hanno sempre delle difficoltà e magari le cose non filano per il verso giusto e contavo molto nel ripartire dall’inizio, perché è molto diverso, e poi cercare di raggiungere gli obiettivi della società. Hanno fatto una scelta diversa, dispiace molto ma è andata così.” Questi sono i motivi della sua mancata riconferma? “Credo di sì, forse loro pensavano di poter andare avanti nei play-off ma questa è una scelta che ha fatto Milanese e questa domanda andrebbe posta anche a lui.” 

Che effetto le ha fatto allenare e giocare le partite con gli stadi chiusi? “Senza pubblico non è calcio. A Trieste c’è uno stadio bellissimo, il Nereo Rocco, dove la gente viene a vedere le partite e sicuramente con il pubblico avremmo fatto non solo tanti punti ma anche altre cose in più perché dà la carica agonistica che magari in uno stadio vuoto non può arrivare.” 

Parlando del Pescara: se lo sarebbe mai aspettato una doppia retrocessione dopo la sua gestione? “Dopo la salvezza ai play-out e tutte queste difficoltà non me lo sarei aspettato. Pensavo che sarebbe stato un anno diverso, visto che si consideravano degli errori fatti da tutti. Purtroppo sono ricascati nel baratro e sono retrocessi.” 

Prima di passare per Pescara ha avuto esperienze importanti in C, come mai l’uomo e allenatore Pillon in quegli anni non ha più calcato i campi della B (considerando che lei mancava dalla serie b 2013-14 quando allenò il Carpi)? “Gran parte della mia carriera l’ho fatta in Serie B ma anche la C, la A e preliminari di Champions. Diciamo che nella mia carriera ho fatto un po’ di tutto. Sono partito dal Salvarosa, in Promozione, e sono arrivato con il Chievo ai preliminari di Champions. Ho fatto tutte le categorie perché per me che sia la B, C o Serie A non cambia. Al di là delle categorie per me conta la passione che metti sul campo.” 

In un’intervista l’ex allenatore Grassadonia ha dichiarato che Memushaj avrebbe avuto un comportamento sbagliato sotto la sua gestione, lei che lo conosce molto meglio (dato che lo allenò a Carpi) cosa ne pensa di queste dichiarazioni? “Nell’anno e mezzo che allenai il Pescara, anche quando subentrai, sono stato accolto benissimo dai giocatori e sul campo conquistammo una salvezza importante ad 11 giornate dalla fine e c’era un gruppo solido, a tal punto che mantenemmo l’ossatura di quel gruppo potenziandolo con giocatori giovani come Sottil, Antenucci, Marras ovvero gente di spirito e gamba che avevano voglia. Devo dire che tutto quello che accadeva restava all’interno dello spogliatoio, perché durante l’anno può succedere uno screzio all’interno di un gruppo di 25-26 ragazzi ma tutto deve restare all’interno dello spogliatoio. Questo dev’essere anche un compito dell’allenatore e cercare di risolvere i problemi. Tutto quello che succedeva restavano dentro quelle 4 mura"

Dopo l’esonero di Oddo lei venne accostato alla panchina del Pescara, nonostante i rapporti con Sebastiani fossero declinati avrebbe comunque accettato? “Avevo dato la parola alla Triestina e quando do la parola la mantengo.” 

Tornando alla sua gestione: a parte la semifinale con il Verona quale partita rigiocherebbe? Se sì, perché? “Quella con il Verona la rigiocherei. La gara d’andata no perché giocammo benissimo e forse meritavamo qualcosina in più mentre nella gara di ritorno noi volevamo fare la stessa gara offensiva ma furono bravi anche loro. Nel momento migliore della partita, dove il loro portiere fece una grande parata sul tiro di Mancuso, sull’azione successiva prendemmo un rigore che si poteva evitare. Purtroppo andò così ma resta il fatto che quello fu un campionato di altissimo livello, dove portammo la squadra dalla salvezza ai play-off per la Serie A e credo che sia stato fatto un buon lavoro, poi si può dire tutto quello che si vuole.” 

Che tipo di persona è Gaetano Auteri? “Personalmente non lo conosco anche se ci vedemmo sui banchi di scuola di Coverciano. Tatticamente pratica un gioco molto offensivo, conosce i giocatori e anche quelli che militano nel girone C. Penso che possa piacere a Sebastiani perché è un allenatore che ama molto la fase offensiva. Sarà molto importante non solo per lui ma anche per il Pescara che le cose vadano bene.” 

Come si affronta il ritorno in serie C dopo 10 anni tra A e B e una retrocessione così traumatica? “Con grande umiltà bisogna calarsi nella realtà della Serie C, perché devi correre, pressare anche nei campi piccoli dove le dimensioni sono diverse da dove sei abituato e devi adeguarti alle situazioni. Il Pescara dovrà essere molto bravo ad adeguarsi alla situazione come fece il Perugia lo scorso anno.”

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