Insigne Day a Pescara. Aspettative, romanticismo e retroscena di un clamoroso ritorno
Chi lo avrebbe mai detto?
Oggi è l'Insigne Day a Pescara. Il fuoriclasse napoletano è atteso in città nel primo pomeriggio, per le visite al Medical Center e la firma sul contratto semestrale con opzione di rinnovo per un anno in caso di permanenza in B del Delfino ed inaugurare così la sua avventura bis in biancazzurro. Guadagnerà fino a giugno 300mila euro netti più bonus ed eventuale premio salvezza, ma i soldi c'entrano poco con una delle più romantiche storie che il calcio abbia regalato negli ultimi anni al punto che ieri è stato rispedito al mittente un tentativo in extremis del Bologna. Napoli o Pescara: Lorenzo Insigne era stato chiaro con il presidente Daniele Sebastiani quando un mese fa, un po' per scherzo e un po' per caso, è nata l'ipotesi del clamoroso ritorno, mantenuta poi nella massima segretezza fino all'ok di martedì. Era troppo clamorosa e anche un po' pazza per farla circolare, visto anche l'umore dell'ambiente che non avrebbe mai creduto possibile riabbracciare uno dei grandi eroi della Zemanlandia pescarese 2011-12. In realtà c'era anche una terza ipotesi, quella di tornare a lavorare con il suo secondo mentore Maurizio Sarri alla Lazio – il primo, si sa, è Zdenek Zeman – e il folletto partenopeo si era dato come termine lunedì notte per attendere i capitolini, che hanno invece preso Daniel Maldini. L'arrivo di Insigne porta alla mente l'epoca nella quale i grandi campioni arrivavano in Italia per giocare in provincia, pensate a Zico a Udine o Leo Junior proprio a Pescara, ma si parlava comunque di serie A, Stavolta ci sono due ingredienti in più: la poesia di un ritorno d'amore e la follia di arrivare nella squadra ultima (e staccata) in B per compiere un'altra impresa, forse ancora più grande della prima. Lo zampino del fraterno amico Marco Verratti («Ma il tuo socio non mi chiama più?», le parole Lollo a Sebastiani quando si sono sentiti la prima volta) e il rapporto con il presidente biancazzurro, che lo aveva contattato inizialmente per fare una cortesia ad un operatore di mercato che voleva proporgli di andare al Santos, la squadra che è stata di Pelè e che ora è di Neymar, hanno trasformato l'utopia in realtà. Oggi ci saranno tantissimi tifosi ad aspettarlo e chissà se, salute permettendo, tra qualche settimana, con il buon tempo e - si spera – con una classifica migliore Zeman non possa tornare all'Adriatico per vedere il suo figlioccio calcistico di nuovo con la maglia del Pescara, seduto accanto all'altro pupillo Verratti. E Immobile? «Sarebbe bellissimo tornasse anche Ciro, ma non è possibile», le parole di un Sebastiani che ha però dimostrato con il colpo Insigne che nulla è davvero impossibile. L'arrivo di Insigne e quello di Brugman (e, si spera, di altri giocatori di livello per inseguire l'obiettivo salvezza) non cancella tutti gli errori commessi in questa e in altre stagioni, ma anche il più scettico o il più critico della gestione societaria stavolta un pochino ha goduto al pensiero di rivedere Insigne con la maglia del Pescara. Sognare in fondo non costa nulla e talvolta i sogni si realizzano…

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