180 minuti già determinanti
Le prossime due partite sono fondamentali per il Delfino
Centottanta minuti per dare la vera svolta della stagione. Dopo il blitz di Livorno, con la rete di Jacopo Sardo a premiare al minuto 97 oltre i propri meriti la banda Buscè, adesso il Pescara ha due partite consecutive tra le mura dell'Adriatico-Cornacchia per provare a cambiare passo e risalire la china di una classifica che resta, dopo 8 giornate, assai deludente. Il primo impegno è il posticipo di lunedì prossimo contro il Guidonia Montecelio dell'ex Franco Ferrari, squadra neopromossa che sorprendentemente ha un punto in più del Delfino e che si trova a quota 12 a braccetto con realtà consolidate della categoria come Torres (che i biancazzurri affronteranno a fine ottobre, sempre in casa, a conclusione di un mese da cinque impegni dei quali tre interni) e Campobasso. I laziali, guidati in panchina dall'ex bomber di lungo corso Ciro Ginestra, nell'ultimo turno hanno reso amarissimo il debutto di Alessandro Bruno, genero del presidente biancazzurro Daniele Sebastiani, sulla panchina del Pineto, imponendosi di misura grazie proprio all'ex pescarese Ferrari. L'argentino, al primo sigillo stagionale, allo stadio Città dell'Aria ha consentito alla sua squadra di continuare la propria striscia positiva interna e adesso sogna di lasciare il segno nel suo vecchio stadio: dei 12 punti messi in cascina, ben 11 sono stati conquistati davanti al pubblico amico, solo uno lontano da casa. Il mal di trasferta dei laziali è certamente un fattore propizio per il Pescara, che però finora all'Adriatico-Cornacchia non ha ingranato: in quattro partite, infatti, ha vinto solo al debutto contro la Vis Pesaro e poi ha collezionato due pareggi (con Ravenna e Gubbio) e una sconfitta (con lo Spezia). Vincere contro il Guidonia Montecelio, oltre a produrre il sorpasso in classifica, significherebbe presentarsi con il vento in poppa e con il morale alto al successivo impegno, ancora in casa e contro una matricola laziale. Domenica 18, infatti, alle ore 17:30 Vincenzo Fiorillo e compagni riceveranno l'Ostiamare degli ex Riccardo Brosco e Riccardo Tonin, squadra che con 8 punti è poco sopra la soglia dei playout. Le prossime due, abbordabilissime sulla carta partite rappresentano dunque per il Pescara l'ideale trampolino di lancio per provare a risalire la china in graduatoria. Il “Fattore Adriatico” diventa quindi determinante, con la spinta dei tifosi biancazzurri che come sempre potrebbe rappresentare il quid pluris per provare la rimonta in graduatoria. Il primo posto, distante 11 lunghezze (e con lo scontro diretto perso, oltretutto in casa), resta una chimera, ma fare la corsa alle altre posizioni di vertice è più che possibile. D'altro canto, Spezia a parte, finora ogni squadra ha fatto registrare almeno un passaggio a vuoto, segnale che in un girone equilibrato come il B tutto può accadere. Il secondo posto, ora occupato dal Ravenna, è lontano 6 punti, una distanza non proprio banale dopo 8 turni del torneo ma assolutamente colmabile, specie se si riuscisse a fare un filotto di vittorie. Grosseto a quota 15 e il tandem Livorno-Reggiana a 14 sono al momento le lepri che realisticamente nel breve periodo il Pescara deve rincorrere e, possibilmente, raggiungere il prima possibile. Di certo la squadra di mister Antonio Buscè deve crescere – e molto – sul piano del gioco, della personalità e dell'intensità. Il ritorno al 4-3-3 all'Armando Picchi di Livorno ha dato esiti positivi solo in minima parte, soprattutto in un primo tempo connotato da un netto ma sterile possesso palla, adesso bisogna necessariamente cambiare passo e trovare una vera fisionomia e una precisa identità ad una squadra che di base ha valori importanti, ma che non riesce a tradurli in campo in un qualcosa di concreto.

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