RESILIENZA
Rubrica ""Calciologicamente", realizzata per PS24 dal dott. Pietro Literio, Psicologo/Psicoterapeuta e Docente Universitario
Torna la rubrica "Calciologicamente", realizzata per PS24 dal dott. Pietro Literio, Psicologo/Psicoterapeuta e Docente Universitario a Contratto che analizza le vicende del Delfino da un punto di vista del tutto peculiare. BUONA LETTURA!
29 partite giocate, 25 punti fatti (meno di 1 a partita), 38 gol realizzati (con 14 giocatori in rete) e 54 subiti, con la difesa più perforata della B.
Da oltre 15 giornate il Pescara sempre ultimo in classifica, dal mese di dicembre 2025. Numeri da brividi, con momenti di abisso (e non solo inteso come arbitro), in campo e fuori.
Tutto frutto di una catena di errori e correzioni in corso, soprattutto societari, a partire dalla scelta dell’allenatore Vivarini (portatore di una filosofia di gioco “di rottura” rispetto al predecessore), dopo essere rimasti orfani inaspettatamente del condottiero Baldini, a cui si sono aggiunti errori di mercato, tra ritardi, infortuni e “scommesse”.
Ma nelle ultime cinque gare 3 vittorie, assieme ad una sconfitta (immeritata a Venezia) ed un pareggio (immeritato a Frosinone), e 10 punti fatti, al netto di tutte le sviste e ingiustizie arbitrali subite.
Si sta rimettendo in corsa e di corsa il Pescara, per la preziosa Serie B, da tenere con le unghie e con i denti. Ma può essere possibile tale miracolo dopo tante giornate passate all’ultimo posto che abbatterebbero la resistenza di un toro?
Sembra di sì. Merito della volontà di tutti. Ma scendiamo più nel dettaglio. Per quanto riguarda i meriti, innanzitutto c’è da segnalare la personalità, il coraggio, la voglia di affermarsi, di emergere, di avere successo dell’allenatore Gorgone, esordiente in serie B che non ci sta a mollare e a retrocedere con una piazza ambiziosa come lui. Un allenatore resiliente, che regge e resiste alle avversità prolungate, che vive e tollera la tempesta da mesi, capace di stare con gli altri nel “baratro” della B, in attesa che esca un pò di sole.
Inoltre (e finalmente), sono cresciuti i giocatori di qualità, ben scelti (anche se con ritardo) dalla società: Brugman, Insigne, Bettella, Cagnano, Acampora, che assieme agli altri innesti (lamine fanne, Saio, ecc.) sono entrati in condizione e stanno dando molta qualità alla squadra, senza dimenticare i giocatori fondamentali della passata stagione vincente: Valzania, Letizia e il jolly Meazzi su tutti.
Cagnano, in particolare, ha permesso l’altro punto di svolta, assieme alla decisione tecnica: il passaggio alla difesa a 4 che ha migliorato la fase difensiva assieme all’arrivo di Bettella. Ora la difesa sembra più organizzata, più solida e in crescita. Del resto anche il nostro caro Baldini aveva capito subito il “Dna” del Pescara, dando la svolta con l’amichevole estiva contro il Cerignola: il 4-3-3 e non il 3-5-2 e via dicendo, che snaturano il Pescara.
È fondamentale, infatti, trovare l’assetto difensivo più adatto ai giocatori e alle circostanze, che li metta a proprio agio e dia sicurezza innanzitutto: del resto come sei posizionato in campo influenza anche la testa (e probabilmente anche l’inconscio dei giocatori).
Ma il possibile miracolo che si intravede è frutto oltre che della testardaggine e della personalità del mister, della forza del gruppo, dello spogliatoio, che non ci sta e sente di non meritare la posizione che ha, come testimonia Caligara che piange dopo la cocente sconfitta di Cesena-Pescara.
A tutto ciò aggiungiamo la chiara leadership tecnica e motivazionale in campo di Insigne e Brugman, assieme alle crescenti prestazioni di qualità di Cagnano, Bettella, Di Nardo & company in crescita, a differenza delle dirette concorrenti invece in decrescita (vedi Bari e Sampdoria).
Tutti appaiono protagonisti grazie al mister Gorgone, che al netto di alcuni errori fatti (del resto “nessuno è perfetto” soprattutto se sei con l’acqua costantemente alla gola), è stato capace di fare gruppo, di tenere il gruppo, di rendere tutti protagonisti (in campo e fuori) e uniti per la causa serie B, non dando agli avversari punti di riferimento in campo (imprevedibilità).
Dopo gli ultimi successi (in termini di prestazione e risultati) l’autostima e l’autoefficacia crescono, e il Pescara con tutti i suoi protagonisti sembra proprio che non voglia arrendersi. Venderanno cara la pelle, concentrati e tignosi, contro ogni pronostico o incantesimo. È una questione di dignità ed onore. Anche se si dovesse retrocedere (e speriamo proprio di no) conta anche come.
Per ora siamo passati dall’inferno, al purgatorio in attesa di raggiungere il paradiso, dopo aver scontato i peccati originali societari (errori di partenza).
Gli ingredienti della risalita dal baratro? Sole, cuore, amore, con l’aggiunta di fame (voglia di riscatto e di affermarsi) e qualità dei nuovi giocatori arrivati ed entrati in condizione.
Ci sarà il miracolo? Non lo sappiamo, ma di certo il popolo biancazzurro tutto ci crede sempre più, e quindi è più facile che si realizzi.
Del resto non è detto che le cose vadano come ci si aspetta, perché il destino non è già scritto da nessuna parte, ma lo facciamo anche noi con le nostre convinzioni profonde e quelle del mister (resiliente) che non hanno mai mollato. Forza Pescara!
Pietro Literio

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