Prima squadra

Correre ai ripari prima che sia troppo tardi..

Il tempo fugge e lo fanno anche Spezia, Reggiana e Ravenna...

17.09.2026 12:57

A CURA DI MATTEO SBORGIA

5 punti in classifica dopo cinque giornate sono un bottino magro, magrissimo. Tale  è lo score  del Pescara in questo primo scorcio di campionato. Sono già 8 i punti di distacco dallo Spezia e 6 le lunghezze che separano il Delfino da  Ravenna e Reggiana. Un inizio a dir poco disastroso quello dei biancazzurri di Buscè. Questa di fatto è stata la peggiore partenza degli adriatici in Lega Pro. In 5 gare  appena una vittoria, 2 sconfitte(rovinose) e altrettanti pareggi. E' inutile girarci intorno: il Pescara non è ancora una squadra. La scintilla tra Buscè e i giocatori non è ancora scoccata. Una situazione al quanto preoccupante di cui bisogna prendere atto, rendersi conto e adottare le opportune decisioni viste le ambizioni di vertice dichiarate dal club.  A conti fatti solo con la Vis Pesaro(avversario modesto e non attendibile) si è vista una buona partita. Per il resto poco o nulla. Le figuracce di Forlì e Caravaggio contro l'Atalanta U23 impongono una riflessione seria e concreta. I problemi sono tanti. Quali? Non si percepisce una chiara idea di gioco, i reparti sono scollati tra loro, la fase difensiva è fin troppo fragile, non si lavora di insieme, in fase di possesso ci si affida solo alle individualità. Ogni volta il copione è lo stesso. Anche con il Gubbio è  stato questo il canovaccio. Primo tempo horror, in cui il Pescara, eccetto le occasioni fallite da Valzania e Erradi di fatto non crea nulla. Anzi, soffre di fatto   gli umbri di Di Carlo: squadra corta, organizzata e aggressiva. Gli eugubini chiudono (fortunatamente per gli adriatici) la prima frazione in vantaggio solo di una rete. Nella ripresa i cambi di Buscè ribaltano la situazione ma solo  negli ultimi 20 minuti e con tutti gli attaccanti in campo  la contesa a favore del Delfino che di fatto però si basa sempre e solo sulle iniziative dei singoli: bene l'ingresso di Sardo che   regala  fisicità e brio alla manovra e a cui solo un legno nega la gioia del gol. Molto buono l'ingresso di Ferraris che elargisce imprevedibilità: timbra un legno e si mangia un goal fatto allo scadere. Altresì buoni gli ingressi di Inglese e Vitali..  Per la cronaca, Giacomo Parigi la pareggia con un eurogol. Il pareggio è frutto di un arrembaggio a spron battuto basato solo ed esclusivamente sulle energie nervose  Ma non basta, è davvero troppo poco.  Serviva una reazione che non c'è stata nel complesso. Antonio Buscè è in confusione o meglio visti i risultati lo è sempre stato. La sua comunicazione è a dir poco discutibile. Il trainer partenopeo basa tutto il suo registro comunicativo  sulla ricerca spasmodica dell'alibi, ma in questa maniera finisce per non prendersi mai in maniera chiara e onesta le  colpe  delle proprie azioni. Emblematiche le dichiarazioni post Avezzano, Forlì e Caravaggio. Anzi, anche quando lo fa(vedi post gara con Gubbio), non entra mai nel merito delle stesse , non permettendo all'interlocutore di comprendere  quali effettivamente siano. Un allenatore ha il compito di trovare le soluzioni ai problemi e non piangersi addosso rispetto agli stessi.  Parliamoci chiaro: Il Pescara non è ad oggi una squadra di vertice, Lo dicono i numeri che testimoniano la realtà dei fatti. Sebastiani e Foggia hanno dichiarato a fine mercato di aver costruito una squadra completa e competitiva per vincere il campionato. Ci può stare, ma se così è, allora si devono prendere le decisioni più idonee prima che sia tropo tardi. 

 

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