Prima squadra

Il primo, grandissimo risultato dello Zeman Ter

Aver ricreato entusiasmo e aver riportato tanta gente, famiglie incluse, allo stadio

01.06.2023 09:33

Un primo, grande risultato lo Zeman ter lo ha già ottenuto: l'aver ricreato molto entusiasmo nella tifoseria ed aver riportato tanta, tantissima gente allo stadio. Ovviamente i risultati hanno aiutato molto, ma anche il rientro del boemo alla guida del Delfino ha recitato un ruolo importante. Ed i numeri testimoniano il crescendo di presenze biancazzurre, sia in trasferta, anche quelle più scomode non solo per lontananza ma anche per il giorno infrasettimanale e l'orario serale delle partite, vedi Verona e Chiavari ai playoff (con 293 e 323 tifosi al seguito), sia in casa, dove nel primo turno i 9.295 spettatori registrati hanno rappresentato il momentaneo record degli spareggi, frantumato dalle 12.258 presenze della gara di andata con l'Entella. In stagione, in realtà, il massimo di presenze all'Adriatico c'è stato il 27 novembre per Pescara-Catanzaro, ma nel computo vanno inseriti i 1.500 supporters calabresi e quindi, contando i soli 15 tifosi liguri presenti sabato scorso sugli spalti, Pescara-Entella rappresenta il miglior dato netto di presenze pescaresi sugli spalti, non solo in stagione ma da alcuni anni a questa parte. Ed è stato assai bello vedere famiglie con bambini di 4 o 5 anni per la prima volta allo stadio, tutti con sciarpa o bandiera biancazzurra. Un aspetto che non è passato inosservato anche a chi da anni segue sempre, in casa o fuori, il Pescara come William Gelsumino, presidente del club Quelli del Delfino. “E' stato splendido vedere finalmente una cornice di pubblico d'altri tempi in Gara 1”, le sue parole, “si è riacceso l'entusiasmo e speriamo che non si disperda. In generale credo ci sia stato un effetto Zeman, anche per le trasferte, perchè ad esempio noi durante la stagione regolare abbiamo faticato spesso anche a completare pulmini da 9 posti per partite relativamente vicine. Poi qualcosa è cambiato. Ad esempio a Verona c'erano 300 tifosi pescaresi e altrettanti si sono messi in viaggio per Chiavari e noi abbiamo completato pullman grandi in entrambe le circostanze. Da tempo non si respirava un clima così in città, nemmeno durante la semifinale playoff di B contro il Verona e con Pillon in panchina c'era un'attesa pari a quella delle gare contro l'Entella, quando oltretutto eravamo i favoriti non solo in quella sfida ma anche nell'ipotetica finale successiva contro il Cittadella”, racconta il tifoso che nel 2013 fu l'unico sugli spalti del Marassi nel giorno della retrocessione del Pescara dalla A con Bucchi in panchina. “Adesso questo nuovo patrimonio di attaccamento alla squadra va conservato e coltivato”. E se lo zoccolo duro del tifo, a partire ovviamente da quello organizzato, è sempre stato a guardia della fede biancazzurra e af fianco al Delfino, c'è inoltre da notare che, ben prima comunque del ritorno del boemo, c'è stata la nascita, tanto nella Nord quanto ai Distinti, di nuovi gruppi. La speranza è che ora la società, non sempre attenta a determinati aspetti (eufemismo), riesca a conservare e ampliare questo nuovo coinvolgimento della città e che eviti situazioni come quella vista nella gara di andata contro l'Entella nella quale non è stata osservata la prelazione dei biglietti per gli abbonati, ovvero coloro che sin dall'inizio e a prescindere hanno creduto nel Delfino…

Commenti

L'amarcord: il Tita show all'Olimpico per mandare ko la Roma
Nessun traguardo sembra precluso