Prima squadra

La panchina è il primo nodo da sciogliere

Il Pescara che verrà

17.05.2026 08:05

l nuovo Pescara vedrà la luce dopo gli inizi di giugno. Il presidente Daniele Sebastiani nell'immediato post Pescara-Spezia è stato chiarissimo e ha detto di volere attendere tutto il mese di maggio eventuali sviluppi in società. Difficile possa esserci qualcosa che vada a stravolgere l'assetto con l'ingresso di un gruppo a rilevare la maggioranza delle quote, più probabile ci possa essere qualche imprenditore che vada a rimpinguare la compagine societaria per renderla più forte in vista del campionato di serie C da affrontare. Salvo colpi di scena, sarà dunque Sebastiani e il suo gruppo a procedere all'iscrizione al campionato e a pianificare la nuova stagione, che con l'attuale presidente ancora al timone ha le certezze della conferma di Pasquale Foggia nel ruolo di direttore sportivo (per la prima volta resterebbe in sella un uomo mercato retrocesso) - e non solo per il contratto in essere fino al 2027 – e di Campo Di Giove come sede del ritiro (contratto fino al 2030). Il primo nodo da sciogliere è quello della panchina. C'è l'eredità di Giorgio Gorgone, che al di là delle frasi di circostanza saluterà Pescara, da assegnare e già circola qualche nome. Ivan Tisci è tecnico giovane, emergente e che piace. Ha un solido rapporto personale tanto con Sebastiani (era presente giovedì anche al Padel Mania Cup al Porto Turistico, evento con i vecchi campioni di serie A organizzato dal presidente biancazzurro e da Gigi Di Biagio) quanto con Foggia, risalente al 2018-19 quando erano insieme a Benevento, l'uno come ds e l'altro come collaboratore tecnico di Cristian Bucchi, e sembra essere in pole qualora il management dannunziano decidesse di affidarsi ad una determinata tipologia di tecnico. Tisci, reduce da uno strepitoso biennio a Pineto e appetito comunque da più club di Lega Pro, è legatissimo a Pescara e si è sempre dichiarato un tifoso del Delfino, ha dunque DNA biancazzurro dall'epoca della sua militanza da calciatore e porterebbe quel senso di appartenenza che negli ultimi anni è spesso mancato. Inoltre è fautore di un calcio propositivo e non speculativo, predilige il 4-3-3, modulo che in riva all'Adriatico è quasi un dogma, ma è in grado di adattare le sue idee alla rosa che gli viene messa a disposizione. Si tratta quindi di un allenatore pragmatico, un “giochista” ma non ortodosso. Nelle ultime ore, tuttavia, alcune indiscrezioni parlano invece della volontà di affidarsi ad un allenatore esperto e navigato per provare l'immediata risalita in serie B. D'altro canto il ds Foggia ha dichiarato che il progetto di base sarà ambizioso e avere in panchina un uomo abituato a vincere o comunque a competere per i piani altissimi della classifica potrebbe fare la differenza. In tal senso il primo nome è quello di Attilio Tesser, tecnico presente sul taccuino biancazzurro almeno da un biennio. Già prima di Baldini era il nome principale, ma essenzialmente per questioni economiche il matrimonio non si consumò. Adesso che è reduce da un anno negativo e che ha bisogno di rilancio, le pretese sono necessariamente molto più basse e non rappresenterebbero un ostacolo qualora davvero il Pescara volesse puntare su di lui. L'allenatore di Montebelluna in C è una autentica garanzia, avendo conquistato quattro promozioni in serie B alla guida di Novara, Cremonese, Pordenone e Modena. Qualche flebile voce anche su Roberto Stellone, che ha lasciato la Vis Pesaro nonostante avesse un contratto fino al 2030. Difficile possa essere lui il prescelto, però: sul piano tecnico è stimatissimo ed è ritenuto un allenatore di primo livello, ma ha un rapporto personale strettissimo con il presidente Sebastiani che non si vuole mettere a rischio. 

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