Prima squadra

Di male in peggio...

Urge intervenire sul mercato. Ora e bene

20.01.2026 08:03

Non poteva iniziare in un modo peggiore il girone di ritorno del Pescara. La sconfitta maturata contro il Modena nello stadio amico è l'ennesimo campanello d'allarme che suona inascoltato in riva all'Adriatico, dove dal 2 gennaio si aspettano i rinforzi necessari per inseguire quel sogno salvezza che, invece, giornata dopo giornata assume sempre più le fattezze di una chimera. La vera novità dell'ultimo scivolone, il decimo in 20 partite, è il contenuto della prestazione, più simile a quelle offerte nell'ultimo scorcio dell'epoca Vivarini che a tutte quelle della gestione Gorgone, anche a parità di risultato. Senza nerbo, senza grinta, senza idee, senza gioco e senza carattere: il Pescara che è stato regolato dai Canarini emiliani, sbarcati in riva all'Adriatico con uno score da brividi (3 ko di fila e 5 sconfitte nelle ultime 6 gare disputate) ma per nulla remissivi, è sembrato impotente e rassegnato. La prova dei biancazzurri ha avuto la durata di un fiammifero: bella luce iniziale per poi spegnersi. Senza riaccendersi più. Il Delfino, infatti, aveva anche approcciato bene le ostilità, illudendo tutti nei primi 15 minuti, poi si è arenato. E dopo il gol dell'ex Zampano è letteralmente sparito dal campo, senza avere la minima reazione. Prova ne sia il portiere ospite Chichizola, che ha dovuto sbrigare meno dell'ordinario e che per larghissimi tratti della partita è stato uno spettatore non pagante del match. “Sono devastato da questa sconfitta”, ha detto a caldo mister Giorgio Gorgone e non ha torto: il segnale è stato bruttissimo e non lascia sperare nulla di buono per il futuro. Altre volte ci si era appigliati agli episodi arbitrali e si era trovato conforto nello spirito mostrato dalla squadra e dal gioco espresso ma non premiato, stavolta non c'è davvero nulla da salvare. Tutti dietro la lavagna. E non ci si può appellare nemmeno alla distrazione rappresentata dal mercato, che di certo ha condizionato qualche giocatore ma che è un aspetto che riguarda tutte le squadre. E a poco serve ricordare i numeri da brivido di un Pescara sempre più ultimo in classifica e che ha perso 1 punto dalle cugine liguri Entella e Sampdoria e 3 da Mantova (avversaria a fine mese all'Adriatico nel crocevia più importante di tutti) e Sudtirol, entrambe oltretutto corsare: con le due reti incassate domenica i gol al passivo sono ora 37, si raccolgono palloni in fondo al sacco da 16 giornate consecutive e sono state vinte appena 2 partite. Con le statistiche negative si potrebbe continuare ancora, ma chi di dovere le conosce bene. E non da oggi. E, soprattutto, al di là delle dichiarazioni (“Crediamo tutti nella salvezza”), sa che così non si va da nessuna parte se non dritti in serie C. La salvezza diretta è sempre più lontana e non ci si può consolare nemmeno con le sconfitte di Bari (esonerato Vivarini) e Spezia, che precedono i biancazzurri in classifica di 3 lunghezze, perchè bisogna guardare prima in casa propria e poi in quella altrui. Non solo bisogna iniziare a fare punti, ma si deve iniziare a correre sul serio, magari strappando risultati a sorpresa in campi sulla carta proibitivi come sarà quello di Monza sabato prossimo. Il motore biancazzurro, ora ingolfato, ha bisogno però di nuova benzina. I limiti strutturali della rosa sono arcinoti e al 20 gennaio non sono stati risolti, ma al netto delle oggettive difficoltà (problemi di lista e scarsa capacità economica) si deve intervenire massicciamente (almeno 5 giocatori di livello) sul mercato per provare a invertire la rotta. La prima giornata del girone di ritorno, infatti, ha detto che il campionato non aspetta più. 

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