Insigne: "Tifosi e entusiasmo saranno i fattori fondamentali"
Il Magnifico ospite della Rai
“Mancano due partite, dobbiamo essere bravi adesso a gestire i risultati. Nelle prossime due partite dobbiamo fare a tutti i costi dei punti pesanti e spero che la nostra attenzione non calerà nemmeno un minuto”. Lorenzo Insigne ci crede, ci crede fortemente. E non ne fa mistero, anche se dopo aver portato a casa solo due punti nelle ultime tre partite la salvezza diretta è ormai quasi impossibile. L'aritmetica tiene ancora a galla il Delfino, distante 5 punti dalla permanenza in cadetteria senza passare per gli spareggi, ma la realtà dei fatti dice che la prospettiva concreta per i biancazzurri sono i playout e che adesso la truppa in tal senso è artefice del proprio destino. Ospite di Novantesimo Minuto Rai dedicato esclusivamente alla serie B, Lorenzo Il Magnifico ha parlato del suo Pescara, delle prospettive salvezza e anche ovviamente dell'ultima partita disputata, quella con la Juve Stabia. “Sono tornato dove tutto è iniziato 14 anni fa, sono contento e orgoglioso di quello che abbiamo fatto finora perchè non è tutto scontato, dietro ci sono tanti sacrifici. Pescara mi ha dato tanto, quando arrivai qua la prima volta ero un ragazzino che sognava di arrivare in serie A e grazie a mister Zeman, che ha creduto in me, sono arrivato nel campionato dei grandi”. Ma questo è il passato, l'attualità parla di una salvezza ancora tutta da conquistare e che passa dai suoi piedi fatati: 5 gol e 3 assist in 11 gare in soli 769 minuti in campo. Solo la rete con la Juve Stabia delle cinque griffate dall'uomo che l'Assocalciatori ha eletto come Mvp del mese di marzo non ha portato vittorie in dote alla squadra. “Siamo stati troppo statici e poco reattivi come ha detto mister Gorgone, una squadra che deve salvarsi e che deve fare punti in casa non può prendere gol come quello che abbiamo preso noi. E purtroppo non è la prima volta che ci succede. Perdiamo punti fondamentali che ci servono come il pane, talvolta caliamo di concentrazione e non percepiamo il pericolo. Da gennaio giochiamo molto bene, ma dobbiamo essere più concentrati fino alla fine delle partite. C'è una questione fisica? No, non credo. Tanti dei giocatori arrivati a gennaio, me compreso, venivano da mesi senza calcio ma non credo sia una questione atletica. Sapevamo che la situazione della squadra era complicata, abbiamo cercato in tutti i modi, con lo staff di mister Gorgone, di trovare al più presto la migliore condizione fisica. Non credo quindi sia una questione di stanchezza, ma di attenzione”. C'è spazio in diretta anche per qualche sorriso. “A fine partita ho preso un po' in giro Abate, gli ho detto «Ma che studi Guardiola che vuoi fare giocare i tuoi ragazzi in questo modo?». Lui come altri allenatori giovani, ad esempio Aquilani, hanno delle belle idee che mi piacciono. Io allenatore? No, c'è ancora tempo, voglio ancora giocare. Sono ancora giovane e voglio divertirmi ancora”. Mancano 180 minuti, poi sarà tempo di playout e nelle ultime due gare può succedere di tutto, come d'altro canto è accaduto nell'ultimo turno. “Mi aspettavo un risultato diverso del Palermo con la Reggiana, per il resto non ci sono state sorprese”, le parole di Insigne, “per fortuna nostra è stato annullato un gol ai granata per fuorigioco e guardiamo avanti. Poi ho visto un Bari spento e senza fiducia, a differenza nostra”. Il futuro è la trasferta di Padova di venerdì, con i padroni di casa che vogliono blindare la salvezza. “Ora partite facili non ce ne sono. Per la prima volta siamo ai playout dopo essere stati a lungo ultimi e staccati”, ha chiuso Insigne, “i tifosi ci sono sempre stati vicino e c'è entusiasmo. Questi saranno i fattori fondamentali”.

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