Tanti assenti, tanti acciaccati e tanti dubbi: la certezza anti Bari è Insigne
Quali scelte per la prima di 10 finali?
Lorenzo Insigne domani guiderà la banda dei superstiti biancazzurri per la partita da non fallire per nessun motivo al mondo. Per la sfida delle ore 19:30 all'Adriatico contro il Bari, infatti, mister Giorgio Gorgone deve fare la conta dei disponibili e il lotto di coloro che sono totalmente abili ed arruolabili è assai ridotto. Tra lungodegenti, come Merola, Pellacani e Desplanches e Tsadjout (il cui rientro è stato procrastinato a dopo il match con il Sudtirol in accordo con lo staff medico), acciaccati in forte dubbio (Letizia, Olzer, Lamine Fanne, Caligara, Oliveri) e freschi indisponibili (lo squalificato Altare e l'infortunato Faraoni), la panchina pescarese dovrà fare i salti mortali per schierare una formazione competitiva e molte delle speranze di successo sono affidate al fuoriclasse napoletano, che mercoledì a Frosinone non è sceso in campo ma che nel post partita ci ha messo la faccia, parlando a nome di società e squadra anche dello scomodo argomento di una contestatissima direzione di gara (da ambo i fronti in verità). Dopo la super prestazione con il Palermo, Insigne allo Stirpe è rimasto a guardare totalmente senza disputare nemmeno l'ultimo scampolo di gara, un po' per scelta, ovvero per non correre rischi inutili di un impiego ravvicinato dopo 8 mesi di inattività a sollecitare troppo i muscoli, e un po' per necessità, dato che mister Gorgone è stato costretto ancora una volta a cambi forzati che hanno esaurito presto gli slot a disposizione e praticamente annullato la possibilità di scelta di variazione della formazione in ordine tecnico e tattico. Poco male, perchè è ancora più importante la presenza di Lorenzo “Il Magnifico” contro i Galletti di Puglia, che sono in ascesa con la cura Longo poiché reduci da 2 vittorie nelle ultime due partite e da 7 punti conquistati sui 9 disponibili nelle tre più recenti uscite. Insigne giocherà, esattamente come contro il Palermo nella gara che lo ha visto tornare al gol in biancazzurro dopo 5.041 giorni dall'ultima volta e in Italia dopo 1.386 giorni dalla rete firmata in Napoli-Genoa, da trequartista dietro due punte operaie. Una sarà di certo Antonio di Nardo, 4 gol nelle ultime 3 partite (doppiette a Venezia e Frosinone), l'altra dovrebbe essere Flavio Russo perchè Olzer non è al meglio ed è comunque in fase calante mentre Meazzi, che in caso di impiego dal 1' giocherebbe trequartista di fianco a Insigne trasformando il modulo nel 4-3-2-1, dovrebbe partire dalla panchina per essere utilizzato in corso d'opera come grimaldello per scardinare il bunker barese. In mediana, con Brugman play, dovrebbero esserci Valzania e Acampora interni: entrambi non sono al meglio ma ambedue stringeranno i denti perchè la partita è di quelle fondamentali e la loro esperienza, grinta e personalità potrebbero risultare preziosissime. Prima alternativa a centrocampo Berardi, assai positivo in questo periodo e uomo sul quale si costruirà il futuro del Delfino al netto della categoria di appartenenza della squadra nel 2026-27. C'è anche Caligara che sta molto meglio, ma mister Gorgone per la battaglia dell'Adriatico deve affidarsi a coloro che fisicamente sono in buono stato di forma. In difesa pochi dubbi. Saio, Capellini, Bettella e Cagnano sono praticamente certi di avere una maglia da titolare e resta dunque una sola casacca da assegnare, Con Faraoni out e la coppia Letizia-Oliveri che salvo recuperi miracolosi non dovrebbe farcela, resta Gravillon il deputato a ricoprire il ruolo di terzino destro con Gabriele Corbo in panchina a fungere da prima alternativa per il reparto.

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