Prima squadra

Sempre la stessa storia...

L'ennesimo replay

14.10.2026 07:07

Niente di nuovo sotto il diluvio di fischi. Il Pescara proprio non riesce a decollare e quando siamo arrivati ormai a metà ottobre in riva all'Adriatico ci si inizia a rassegnare a vivere una regular season di assoluto anonimato. Contro il Guidonia Montecelio, squadra organizzata ma certamente non irresistibile e che prima del posticipo di lunedì aveva raccolto un solo punto in trasferta, si doveva replicare il (fortunosissimo) blitz di Livorno, per scavalcare gli avversari di giornata in classifica e proiettarsi al meglio al secondo appuntamento di fila in casa, quello di domenica contro un'altra compagine laziale: la matricola Ostiamare dei grandi ex Riccardo Brosco e Riccardo Tonin. E invece è arrivata l'ennesima delusione di una stagione nata male e che sembra non volersi raddrizzare. I problemi sono sempre gli stessi e giornata dopo giornata sembrano peggiorare. Ormai per guardare il primo posto serve il binocolo (lo straripante Spezia ha 13 punti di vantaggio, 8 vittorie e 1 pareggio lo score in 9 partite) e anche le distanze con la seconda piazza si dilatano (il Ravenna di Ronaldinho, Braida e Mandorlini ha 20 punti, 8 più dei biancazzurri), ma in società hanno ribadito la fiducia a mister Antonio Buscè, primo e vero responsabile di una partenza choc in campionato. Per una squadra allestita per provare a lottare fino alla fine per la promozione diretta, infatti, non è accettabile non avere un gioco, una precisa fisionomia e una vera identità dopo oltre tre mesi di lavoro. Il Delfino di oggi è ancora una sorta di ibrido, che non eccelle in nulla e che cade sempre negli stessi errori. Contro il Guidonia, squadra compassata e per nulla dinamica, si doveva puntare tutto sul ritmo e sull'aggressione e invece si è avuto l'ennesimo replay di tante, troppe altre partite affrontate in maniera istintiva, puntando sulle giocate dei singoli e non su una proposta organizzata basata su uno spartito chiaro. E la cosa più preoccupante è che, al netto delle vittorie esterne con Vado e Livorno, baciate dalla Dea Bendata anche se in maniera diversa (rigore e successo di misura contro i liguri, gol al minuto 97 contro i toscani), il rendimento interno è da censura. Una sola vittoria, al debutto contro la Vis Pesaro, e uno score ad oggi che parla di 6 punti in 5 gare (come Latina, Vado e Pianese, che però 6 punti in casa li hanno messi insieme in 4 partite; addirittura l’Atalanta Under 23 in 3). Di certo se Davide Merola avesse realizzato almeno una delle due colossali occasioni divorate quando si era appena passati in vantaggio grazie alla terza marcatura stagionale di Giacomo Parigi la classifica avrebbe un aspetto migliore, ma i problemi non sarebbero svaniti. E a fare da corollario, le solite amnesie e i consueti errori difensivi ai quali si è pagato dazio per l'ennesima volta, stavolta sull'asse Vertainen-Sannipoli-Borghini. Di Buscè, ancora una volta, non hanno convinto anche le sostituzioni. Ad esempio quella tra Altare e Guccione nel finale, con il passaggio ad una difesa a cinque e un centrocampo privato di un uomo a dare la possibilità ai laziali di organizzare meglio il forcing finale. E Superman Fiorillo, prima decisivo, all'ultimo assalto non ha potuto nulla. Adesso subito testa all'Ostiamare, gara da ultima spiaggia per Buscè. Al di là delle rassicurazioni di rito, un ennesimo passo falso non verrebbe tollerato e si procederebbe con il ribaltone in panchina, forse già tardivo ma a quel punto davvero improcrastinabile. La piazza biancazzurra da settimane chiede l'allontanamento del tecnico. 

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Buscè al momento non rischia: la situazione