Prima squadra

Calendario, stato mentale e attacco: i punti di forza del Delfino per le 9 finali

Il punto debole? L'assenza dei tifosi in trasferta

12.03.2026 08:11

Nove finali, da vivere quasi tutte d'un fiato. Il Pescara che è pienamente tornato in corsa nella lotta salvezza adesso crede fortemente nell'impresa e scopre di avere nel calendario il suo primo alleato. Lo stato di forma della truppa, al netto di qualche fisiologico problema dei singoli, è buonissimo, soprattutto a livello mentale perchè i 10 punti conquistati nelle ultime 5 partite - che in realtà potevano essere almeno un paio in più per quanto visto in campo - certificano un Delfino davvero in salute. Nelle ultime 5 gare solamente la capolista Venezia con 13 punti, unica squadra a battere in biancazzurri nel periodo considerato, Palermo e Monza con 12 e Catanzaro con 11, cioè tutti club in competizione per la promozione in A, hanno fatto meglio di Insigne e compagni che ora hanno 3 impegni in una settimana prima della pausa del torneo per gli impegni delle Nazionali. Il trittico che aspetta i biancazzurri è assai impegnativo, ma di certo alla portata e nel suo cuore ha la partita assolutamente da non fallire: lo scontro diretto di mercoledì alle 20 contro la Virtus Entella, gara fotocopia per importanza e riflessi sulla classifica di quella appena mandata felicemente in archivio contro il Bari. All'andata il successo a Chiavari era sfumato solo al fotofinish, vincere la partita di ritorno darebbe al Delfino il vantaggio negli scontri diretti (come contro i Galletti di Puglia) in caso di arrivo finale appaiato (Pescara certamente in handicap nella doppia sfida con il Mantova). La gara che può valere già una fetta di salvezza, o più probabilmente di playout, si pone nel mezzo di due delicate trasferte, quella di domenica a Bolzano, contro un Sudtirol appena battuto in casa a sorpresa proprio dall'Entella (primo acuto esterno dell'anno per i liguri), e quella della domenica successiva ad Empoli contro una squadra che ha appena annunciato il terzo allenatore stagionale (in carica c'è ora Fabio Caserta, che ha sostituito Dionisi). Appena retrocessi dalla A, i toscani, contro i quali il Pescara aveva centrato in epoca Vivarini il primo successo dell'anno (4-0 il 21 settembre, sulla panchina degli azzurri c'era Pagliuca), oggi hanno solo 6 punti in più del fanalino di coda e nei prossimi due turni hanno gli scontri diretti contro Mantova e Spezia per provare ad allontanare le sabbie mobili della graduatoria. Dopo la pausa il Pescara tornerà in campo a Pasquetta a Reggio Emilia per l'unica sfida tra pericolanti in trasferta. Il calendario è il primo e grande alleato del Delfino: rispetto a tutte le altre contendenti all'obiettivo salvezza, infatti, il Pescara sulla carta ha impegni più agevoli. Ha infatti già affrontato 7 delle prime 8 in graduatoria e ha tutti gli scontri diretti all'Adriatico eccetto quello con la Reggiana. Ed è un vantaggio non da poco, contando anche il fatto che il Pescara lontano da casa non potrà avere il supporto dei suoi tifosi. Dopo i noti fatti di Frosinone, il Viminale ha vietato le trasferte ai tifosi biancazzurri fino a fine campionato. Nella dura decisione pesa anche il fatto che la tifoseria dannunziana era da una sola gara, quella del Penzo di Venezia, tornata a poter seguire la squadra in esterna dopo dopo il decreto del Ministro dell’Interno del 20 gennaio che aveva vietato l'accesso allo stadio ai supporters biancazzurri fino al 15 febbraio (specificamente per le 3 partite con Monza, Cesena e Avellino) per quanto accaduto a Castellammare di Stabia nella prima partita ufficiale del 2026, coincidente con l'ultima del girone di andata. Niente tifosi, ma Gorgone punterà su un attacco scoppiettante, capace di segnare 10 gol nelle ultime 4 gare. Con 38 reti quello biancazzurro è il sesto reparto di B. Meglio hanno fatto solo le prime 5 della classe.

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