Prima squadra

Urge un cambio netto di rotta

Senza se e senza ma...

17.10.2026 07:12

Ed è già vigilia. E probabilmente è un bene, per evitare di rimuginare troppo. Il Pescara attende domani nell'impianto amico la matricola Ostiamare e non può permettersi ulteriori passi falsi o rallentamenti, non tanto perchè si guarda ancora alle prime due piazze della graduatoria - anche se si è ancora ad inizio torneo e in linea del tutto teorica ci sarebbe tempo e modo per recuperare - ma per rimettersi in carreggiata. Mister Antonio Buscè, inoltre, deve salvare una panchina che scricchiola e che in caso di mancato successo salterebbe senza dubbio. D'altro canto, la partenza del suo Delfino, con tre vittorie, tre pareggi e tre sconfitte per 12 punti e nono posto in classifica insieme con il Campobasso, è la peggiore degli ultimi 10 campionati di serie C disputati. A quasi metà del girone d’andata già mandata agli agli archivi, il Pescara è la peggiore squadra fra le quattro retrocesse dallo scorso campionato di serie B, sia come piazzamento attuale in classifica sia per numero di punti conquistati. Solo nella stagione 2007-08, che in realtà cominciò tra mille difficoltà gestionali e finanziarie., con 11 punti messi in cascina si fece peggio. Quell'anno dalla seconda giornata ci si affidò ad un allenatore debuttante, Franco Lerda, che si rivelò un valore aggiunto e venne scelto dal compianto direttore sportivo Enzo Nucifora, che in appena due giorni riuscì ad allestire una rosa assolutamente competitiva che a fine stagione sfiorò di un niente l'approdo ai playoff. La tifoseria si affezionò tantissimo a quella squadra, tanto che ancora oggi viene ricordata come una delle più belle e amate, pur non essendo stata vincente (determinante per il mancato accesso agli spareggi promozione la penalizzazione di un punto a causa di un ritardo nel pagamento dei versamenti Irpef). Entrando nel dettaglio dei punti ottenuti dal Delfino dopo 9 partite di campionato nelle ultime dieci stagioni disputate in Lega Pro, lo score migliore è stato quello realizzato dalla compagine di Silvio Baldini nel 2024-25, poi promossa in serie B via playoff, con 23 punti, seguito dalla formazione guidata da Ivo Iaconi nel 2002-03 con 21, da quella di Alberto Colombo 2022-23 e dall'undici targato Zdenek Zeman dell'anno successivo con 20. Seguono a quota 19 punti il Pescara di Antonello Cuccureddu del 2009-10, poi salito in cadetteria via spareggi (epica la doppia finale contro l'Hellas Verona) con Eusebio Di Francesco subentrato in panchina (in quella squadra c'era un giovanissimo Roberto Inglese, che debuttò tra i grandi e andò in gol nella trasferta di Ravenna), il Delfino 2021-22 guidato da Gaetano Auteri con 16 e quello 2001-02 di Ivo Iaconi con 15. Lo stesso risultato del Pescara di oggi, 12 punti, è stato totalizzato nel 2008-09 con Giuseppe Nanu Galderisi al timone. Appare del tutto evidente che adesso bisogna cambiare marcia e iniziare ad inanellare una serie di vittorie consecutive per provare a risalire la china di una classifica al momento deludentissima. Il primo scoglio si chiama quindi Ostiamare, squadra che annovera tra le sue fila i grandi ex Riccardo Brosco e Riccardo Tonin. La neopromossa laziale, che sogna l'aggancio in graduatoria alla nobile decaduta biancazzurra, in trasferta ha messo insieme 7 punti (uno in più del Pescara, fermo a quota 6) dei 9 complessivi, segnando 7 gol, cioè l’80% del totale. Con 6 punti in 5 gare all’Adriatico-Cornacchia, invece, il Pescara come rendimento interno è allo stesso livello di Latina, Vado e Pianese, che però 6 punti in casa li hanno messi insieme in meno partite (4). Addirittura l’Atalanta Under 23 li ha totalizzati in 3 uscite nello stadio amico di Caravaggio, compreso il successo in rimonta sul Delfino di qualche settimana fa. Urge dunque un cambio netto di rotta. 

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