Prima squadra

Segnali di resa

Situazione davvero compromessa. Ma a 8 giornate dalla fine non si può già gettare la spugna

Redazione Ps24
22.03.2021 12:35

Il segnale di resa è abbastanza chiaro. A Vicenza, dopo la beffa nello scontro diretto con l'Ascoli, serviva una reazione emotiva, al di là del risultato, da parte di un Pescara che davvero non riesce a trovare il bandolo della matassa. Nessuna reazione, nessuna novità positiva: la partita di Vicenza è stata quasi il perfetto sunto di una stagione da brividi. Squadra senza nerbo, senza personalità, senza coesione, senza idee e senza gioco: d'altro canto, se ha vinto solo 5 partite su 30 con 17 sconfitte al passivo (e con il peggior attacco e la peggior difesa, seppur in coabitazione con altre) non ci si può appellare al caso o alla sfortuna. E se, allargando il discorso alla scorsa stagione - che si ricorda essersi chiusa con una retrocessione sul campo vanificata dai guai del Trapani e dalla vittoria ai rigori nei playout -, si sono alternati 6 allenatori è chiaro che i problemi sono a monte e sono assai profondi. Parte tutto dalle scelte totalmente errate, su ogni fronte, della società e da un buco nero che sembra esserci ormai al Poggio degli Ulivi. Possibile che nessun tecnico sia riuscito a trovare minimamente una fisionomia alla squadra, al netto di tutte le carenze e di tutte le difficoltà? Possibile che nessuno sia riuscito a tirar fuori dal gruppo almeno il minimo sindacale? Possibile che il migliore dei 6 tecnici che sono stati avvicendati sia stato il debuttante Zauri, che pure ha pagato dazio all'inesperienza soprattutto nella gestione dello spogliatoio? 

Mancano 8 gare a fine torneo, con 24 punti punti a disposizione. La salvezza diretta è assolutamente impensabile, ma i playout nonostante si siano vinte appena 2 gare da inizio 2021 non è poi così distante: 6 punti con 3 scontri diretti da giocare (2 se escludiamo l'Entella) sarebbero anche recuperabili. Il problema è che questa squadra non sembra minimamente in grado di competere. Con nessuno (prova ne sia anche il ko con l'Entella, l'unica squadra che al momento guarda la targa del Delfino). 

Più che un conto alla rovescia pieno di speranze e aspettative, il percorso che attende i biancazzurri appare una Via Crucis. A dominare è la rassegnazione, anche nell'ambiente extra club. I tifosi ormai si sono abbandonati all'idea della retrocessione. Ma, cosa ancor più grave, sembrano essersi rassegnati coloro che devono determinare i risultati, al di là delle dichiarazioni di circostanza e di facciata. Zero grinta, zero vis pugnandi, zero orgoglio e zero amor proprio: così è totalmente impensabile poter invertire le cose, anche in maniera parziale per provare solo a rimandare un verdetto aritmetico che sembra ormai ineluttabile. 

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