Mille problemi irrisolti. E il tempo stringe
L'analisi
Il tempo stringe e il campionato non aspetta più. Giornata dopo giornata, sconfitta dopo sconfitta, le distanze dalla salvezza si ampliano e le speranze si affievoliscono sempre di più. Ma all'orizzonte c'è già la partita della vita, che non puoi assolutamente steccare: quella di sabato pomeriggio all'Adriatico contro il Mantova, uno scontro diretto fondamentale quando si è solo alla terza giornata del girone di ritorno e ci sarebbe tutto il tempo per rimediare. A patto, però, che si cambi marcia, perchè l'andamento finora è stato semplicemente da brividi. Il Pescara, insomma, deve iniziare a vincere. E a farlo con continuità. Undici sconfitte in 21 partite e 42 gol subiti sono i dati più eclatanti di una metà (abbondante) di stagione che era partita con l'entusiasmo della tifoseria per il ritorno in cadetteria dopo 4 anni in C, salvo poi iniziare spegnersi dopo un mercato in tono minore fino ad andare a scemare quasi del tutto con il passare delle giornate e la collezione di ko e reti al passivo. E gennaio finora non ha cambiato l'umore dell'ambiente, perchè la piazza si aspettava subito i rinforzi in grado di puntellare una squadra con tante lacune e non adeguata alla categoria. Adesso arriveranno Brugman e Bettella, cavalli di ritorno comunque di livello, e altri elementi entro lunedì prossimo sbarcheranno in riva all'Adriatico, ma prima c'è la partita contro i virgiliani che vale doppio. O forse triplo, perchè un successo oltre a rilanciare i biancazzurri in una classifica che li vede mestamente ultimi e distaccati sarebbe una bella iniezione di fiducia. Si dovrà anche dimostrare di aver fatto tesoro delle ultime 2 sconfitte, contro big del campionato per carità ma pesanti: 5 gol al passivo e 0 all'attivo, ma quel che più preoccupa è l'atteggiamento della squadra. Con il Modena dopo l'uno-due dei Canarini era letteralmente uscita dal campo, a Monza ha dato segnali di vita e fatto vedere qualcosa, ma ha pagato dazio alla scarsa qualità del collettivo e ai soliti e noti limiti. Fragile mentalmente e fragile in difesa, il Delfino è stato punito nel punteggio oltre i propri demeriti e non ha sfigurato come in altre occasioni, ma il risultato è stato sempre lo stesso: una sconfitta di larghe proporzioni e tanti rimpianti. Le parole di uno sconfortato mister Giorgio Gorgone e del senatore Luca Valzania a fine partita sono state indicative dell'umore della truppa, che deve resettare immediatamente la partita dell'U-Power Stadium e mettere nel mirino un Mantova strapazzato a domicilio per 2-5 dal Venezia e che sarà quindi ferito e per questo motivo ancora più pericoloso. Ma cosa resta della sfida in Brianza? La consapevolezza che il Pescara è generoso ma incapace di creare gioco, che in mediana va in apnea contro la fisicità e la qualità di quasi tutte le squadre cadette e che in avanti è incapace di pungere. I biancazzurri sono fermi a quota 25 gol da 180', non pochissimi in generale ma che hanno avuto un peso specifico assai basso a fronte di 2 gol incassati di media. Serve trovare equilibrio e, forse, anche un altro assetto, perchè Olzer da valore aggiunto può paradossalmente diventare un problema per la sua collocazione tattica, specialmente ora che arriva Brugman che ha piedi fatati ma poca propensione all'interdizione: da mezzala sbilancia troppo la squadra mentre da sottopunta può incidere ma prevalentemente per iniziative personali e non a coronamento delle manovre collettive. Lo sviluppo del gioco e l'interdizione sono sempre stati due grandi problemi del Pescara 2025-26 ad amplificare una vulnerabilità difensiva con la quale non si può continuare a convivere.

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