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FULL METAL ZEMAN - "Anno nuovo, vecchi errori"

Una delle rubriche griffare PS24 e GZ

11.01.2024 09:11

Riecco il consueto appuntamento con gli amici del Gruppo Zeman che impreziosiscono la nostra offerta ai lettori biancazzurri con due rubriche. Questa è Full Metal Zeman ed è firmata da Gioacchino Piedimonte. 

Buona lettura!

Anno nuovo, vecchi errori

Riavvolgere il nastro è un esercizio automatico instillato dalla nostra memoria, che sulla base di determinate sensazioni e collegamenti con il passato ci riporta con la mente ad un tempo più o meno definito con estrema rapidità, ponendoci nuovamente davanti ai nostri occhi momenti cristallizzati che sembrano avere un legame con ciò di cui stiamo facendo esperienza in quel preciso frangente.
Tornando ad un girone esatto fa, ovvero alla prima partita ufficiale in campionato, i ragazzi di Zeman approcciavano alla stagione nel migliore dei modi e annientavano 3-1 all’Adriatico la Juventus Under 23; Dean Huijsen, numero 4 dei bianconeri, visse probabilmente i 45 minuti più critici e tragici della sua giovanissima carriera, finendo intrappolato nella rete biancazzurra in stato di ubriachezza tra i dribbling e i tagli di Accornero e gli spunti in area di rigore di Cuppone. Lo scenario di qualche mese dopo è simile ad un paradosso, pur spiegando benissimo come in tante altre occasioni quanto il calcio sia bello e beffardo nella sua imponderabilità a seconda dei punti di vista: il difensore olandese, classe 2005, diviso tra Frosinone e Roma, si è trasferito alla fine in giallorosso in prestito secco dai bianconeri, ha offerto da subentrato una grande prestazione all’Olimpico contro l’Atalanta in Serie A e si è guadagnato a distanza di pochissimi giorni la titolarità nel Derby di Coppa Italia contro la Lazio; il Pescara, dall’altra parte, alla ricerca ancora di una forma definita, si è dovuto arrendere nello stesso giorno a quella stessa Juventus Under 23 domata a suo tempo ed è uscito sconfitto con il punteggio di 4-3 in casa della squadra guidata da Massimo Brambilla. 
Il tumultuoso avvio del 2024 ha riproposto in maniera chirurgica i problemi già noti, rendendo sempre più difficile un’analisi ordinaria della situazione di settimana in settimana. Provare a stabilire ad intervalli regolari quali sono le cose che funzionano e quali invece gli aspetti su cui lavorare per migliorare è un’operazione non più così meccanica. L’andamento sinusoidale e il passaggio frequente da un estremo prestazionale all’altro è figlio della volubilità, dell’inesperienza e dell’imprevedibilità di un gruppo giovanissimo e di una squadra che, galleggiando tra la linea societaria che si mantiene orgogliosa in termini di ambizioni e l’effettiva incapacità di stabilire obiettivi concreti, rivela a sé stessa e non solo la propria identità, ovvero quella di laboratorio formativo in cui la crescita individuale dei singoli giocatori rappresenta in proiezione un risultato molto più credibile di quello sportivo e collettivo in termini di classifica. 
Si può vincere o perdere contro chiunque, in base alla predisposizione e focalizzazione dei ragazzi in quel preciso giorno, ma la sopravvalutazione del patrimonio tecnico nel corso dell’ultima estate ha innescato una serie di dilemmi a cascata, partendo dagli evidenti difetti strutturali e dalla carenza di leadership sino ad arrivare alla fase di stallo attuale in sede di mercato, che obbliga di fatto la società a poter sfruttare solo occasioni più uniche che rare per alzare il livello, visto che dal punto di vista numerico diversi settori dovrebbero prevedere delle uscite prima di eventuali entrate. 
Senza gerarchie chiare nei ruoli e nelle posizioni più delicate, anche la falla apparentemente più insignificante risulta amplificata all’interno del sistema, con le rotazioni frequenti per dare una chance sempre a tutti che generano inevitabilmente confusione in mancanza di riferimenti fissi e punti fermi. La vetta è lontanissima ed è inutile considerarla, la zona playoff è alla portata e deve essere mantenuta, ma volendo guardare già molto avanti, la sensazione è che mentre il valore assoluto della rosa dello scorso anno ci diede l’impressione di aver sprecato un’opportunità incredibile in quella maledetta serata contro il Foggia, quello inferiore e ben distante di questa stagione ci suggerirebbe nel caso di avere molto meno da perdere rispetto a diversi mesi fa. Un campionato sulle montagne russe che ci auguriamo possa ancora imboccare un bel rettilineo, ma non sono pochi i tasti da toccare necessariamente nell’ordine giusto.

Gioacchino Piedimonte

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